Ugo Foscolo e Ariel la Sirenetta: due facce dello stesso esilio

Per quale motivo si sceglie di abbandonare la propria patria? Ariel lo faceva per amore, Foscolo per coerenza.

Lasciare la propria casa non è mai semplice. Foscolo, partito per un ideale, su questo ha addirittura scritto uno dei componimenti più belli che la letteratura abbia mai visto. Ariel, invece, con una canzone spiega la partenza dettata dalla curiosità.

 

Perché si sceglie di lasciare la propria patria?

Ormai il tema dell’abbandono della propria patria è corrente. Si sente parlare ogni giorno di giovani che si vedono costretti a lasciare lo Stivale per motivi di lavoro (o non lavoro); di migranti da paesi più o meno lontani che partono rischiando la vita per un futuro migliore; di connazionali che dal sud si spostano verso il nord… di persone che, insomma, per necessità o speranza lasciano ciò che hanno sempre considerato loro a malincuore.

Se ci si pensa, però, non se ne parla solo in maniera negativa. È sempre più comune sentire persone che desiderano ardentemente partire, per conoscere nuovi orizzonti e farli propri. Certo, non senza un sentimento di tristezza e dolore. Il pensiero di lasciare casa è sempre disturbante, ma la curiosità e la voglia di imparare vince su questo.

A questo secondo insieme appartiene Ariel, la sirenetta che quest’anno compie 30 anni. La principessa del mare vuole appartenere al mondo di Eric, brama due gambe umane per danzare e correre sulla terraferma, perché scommette che ‘lassù le figlie non le sgridano mai’. Nonostante l’idea di non poter più vedere suo padre e le sue sorelle sia devastante, l’amore per ‘le alghe del suo vicino’ la spinge a rinunciare a tutto, idealmente per sempre.

Situazione opposta vive invece Ugo Foscolo, componente del primo gruppo, costretto ad abbandonare la sua terra natale per una delusione e un inseguimento di un ideale forse troppo grande. A quelle ‘sacre sponde’ rimane un semplice e lontano ‘canto’. È con lui che Ariel completa le due facce del personaggio del migrante viaggiatore.

 

Foscolo, un esiliato alla ricerca di una patria che Zacinto non poteva più essere

Né più né mai toccherò le sacre sponde, ove il mio corpo fanciulletto giacque‘. Così inizia il canto di delusione di Ugo Foscolo che decide di lasciare la sua casa per ricercare un ideale che lì ormai non viveva più. Foscolo vive nel periodo della Rivoluzione Francese e di Napoleone, a cui all’inizio inneggia, come molti intellettuali del suo tempo. Gli ideali di libertà, eguaglianza e fratellanza gli riempiono lo spirito. Purtroppo, sempre come molti intellettuali a lui contemporanei, rimane profondamente deluso dagli esiti della Storia.

Ecco cosa lo spinge a errare senza approdo, fino a morire in terre lontane e sconosciute, guidato da il fato che gli prescrisse ‘illacrimata sepoltura’. Foscolo rientra nel primo gruppo dei migranti viaggiatori perché sceglie di esiliarsi sentendosi ormai senza una patria, disilluso dal tradimento di un uomo, Napoleone, che aveva ammirato da sempre. Spera nella sua migrazione di trovare un luogo dove i suoi ideali si rispecchino. Confida a suo modo, insomma, in una sorta di futuro migliore.

Nella sua ‘A Zacinto’, il poeta trasmette il suo dolore nel constatare che quella che era stata la terra della sua infanzia e che aveva chiamato casa, ormai non lo era più. Il dramma della partenza si nota anche nella comparazione con Ulisse. Anche l’eroe greco è stato esiliato dalla sua terra per colpa di una guerra, ma poi è riuscito a tornarvi. All’opposto, Foscolo vive il suo esilio come qualcosa di permanente: un abbandono di una terra che purtroppo non era più sua e per coerenza e ricerca di sé non poteva più vivere.

 

Ariel la Sirenetta, quando il bisogno di esplorare vince sul dolore

Ariel, invece, rientra nel secondo gruppo. Più che una migrante si potrebbe dire viaggiatrice. La sirenetta ama l’ignoto, è curiosa dei costumi umani, così diversi dai suoi. Come quasi ogni sedicenne vuole vivere la vita a modo suo, in un luogo che per scelta chiamerà casa, non per imposizione. Fin dall’inizio della storia si vede un personaggio che ha fame di novità, che ad Atlantica non può essere saziata.

Ma un giorno anch’io, se mai potrò
Esplorerò la riva lassù,
Fuori dal mar
Come vorrei vivere là

Questo confida Ariel nel testo della canzone ‘Parte del tuo mondo’. Usa termini come esplorare, imparare, desiderare… un animo da viaggiatrice che nonostante l’amore per il suo mare non vuole rimanervici incastrata. Quindi decide di auto-esiliarsi, abbandonando le sue pinne per amore. Amore di Eric, amore del nuovo, amore per qualcosa che potrà chiamare suo e solo suo.

Si distingue da Foscolo perché non parte per necessità, ma per passione. Ecco quale può essere l’altro motivo per lasciare casa, e anche quale è l’altro modo per viverlo. Forse un esilio (perché di questo si tratta anche per Ariel alla fine, poiché rinunciando alle sue pinne non può permettersi di ritornare in mare) più arduo da comprendere, ma pur sempre guidato da un motivo valido e sempre più condiviso.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: