Tristano e Isotta: ecco 3 episodi della loro vicenda che raccontano la difficoltà dell’amore proibito

Tristano e Isotta sono una delle coppie più celebri della letteratura medievale, con la loro vicenda di passione e dolore continuano a commuovere il cuore di chi legge del loro amore.

“Tristano e Isotta” di Edmund Blair Leighton

Innamoratisi l’uno dell’altra per errore, a causa di un filtro d’amore, i due nelle varie versioni della loro storia, da quella di Béroul a quella di Thomas fino alle tante altre pervenuteci, sfidano tutte le circostanze avverse per coronare il loro sentimento. Lei è sposata con il re Marco, zio di Tristano, e i loro incontri sono sempre clandestini e continuamente tormentanti dal timore dell’essere scoperti. Così il gioco di appuntamenti segreti si trasforma in un gioco d’astuzia sempre sul filo del rasoio.

1. La gamba ferita di Tristano lascia segni nella farina

Uno degli episodi più celebri è raccontato da Béroul e riguarda uno degli stratagemmi malvagi di un nano al servizio del re Marco. Questo, determinato a cogliere sul fatto i due amanti e mostrare al sovrano le prove della loro colpevolezza, cosparge il pavimento della stanza da letto di farina. Così facendo spera infatti che Tristano, per recarsi nel letto della sua amata Isotta, lasci delle impronte sul pavimento rendendo così palese l’adulterio. Tra i due letti c’è la distanza di una lancia e Tristano si accorge della farina sparsa a terra, così quando il re esce nella notte dalla camera, lui con un salto raggiunge l’innamorata senza poggiare i piedi al suolo. Tuttavia era stato ferito da un cinghiale ad una gamba e nel balzo la ferita si riapre imbrattando di sangue le lenzuola. Al rientro del sovrano e del nano egli con un altro salto ritorna nel proprio letto ma anche così perde sangue sopra la farina, lasciando un ulteriore traccia della propria colpevolezza.

2. L’ordalia ingannevole di Isotta

Un altro interessante brano che stupisce per la scaltrezza dei protagonisti è quello che concerne il giuramento di Isotta. Questa per essere riammessa a corte dopo la pubblica accusa di tradimento deve riabilitare il proprio onore e reclama un’ordalia. Prima di giungere al luogo delle sacre reliquie, dove avrebbe giurato la propria innocenza, si trova di fronte ad un guado. Per poter proseguire senza infangarsi ella chiede aiuto ad un lebbroso, che è in realtà Tristano travestito. Così lei sale a cavalcioni sulle spalle del ‘malato’ e lui fingendo di vacillare la trasporta dall’altro lato. Successivamente Isotta giura che fra le sue cosce sono stati solo due uomini: il re Marco, suo sposo, e il lebbroso che è stato per lei bestia da soma per il passaggio. Con questo sotterfugio fondamentalmente dice il vero e tutti si convincono della sua condotta irreprensibile, nonostante lei abbia comunque ammesso implicitamente la propria tresca.

3. Tristano e il simulacro di Isotta

Thomas invece tramanda un fatto molto commovente della storia di questi innamorati. Tristano si trova lontano da Isotta che gli sembra quanto mai irraggiungibile e distante. Per cercare di sopportare l’assenza di lei si sposa con una donna chiamata significativamente Isotta dalle bianche mani e in una grotta nascosta realizza una sorta di santuario dedicato alla sua vera amata, Isotta la bionda. In questo luogo egli fa porre delle statue fra cui spicca particolarmente quella di lei che contempla come fosse realmente la sua donna, le parla e l’abbraccia. Per lui è un modo per dare concretezza al vuoto della mancanza, un disperato tentativo di stringere ancora ciò che non può avere, riversando il suo amore su un’immagine quando non è possibile la presenza.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.