Il Superuovo

Pendoli e transurfing, un nuovo modo di studiare le comunità

Pendoli e transurfing, un nuovo modo di studiare le comunità

Il transurfing è un nuovo metodo sperimentale per osservare la realtà e farla propria. Si tratta di un diverso punto di vista, una prospettiva ben lontana dai comuni modi di pensare, che ha il potere di proporre una nuova teoria esplicativa degli eventi che si susseguono. Tra le tante funzionalità pratiche del transurfing, Vadim Zeland, pioniere di questa nuova scienza sperimentale, ci offre un nuovo modo di studiare le comunità, grazie alla teoria dei pendoli. 

“Laddove c’È un gregge, c’è sempre un pastore nei paraggi.”

G. Soriano

I pendoli

Il transurfing studia gli uomini come centri indipendenti di potere energetico, definiti pendoli elementari. Si parla di pendoli per la loro natura oscillatoria, ovvero per la quantità di energia che li alimenta, che varia quotidianamente. Una persona però di per sé costituisce una semplice unità energetica, che non interessa alle logiche di una comunità, se presa singolarmente. La vera teoria dei pendoli si concretizza quando più unità si muovono all’unisono, creando una sovrastruttura.

Nello specifico si tratta di più persone, che accomunate da volontà e beni materiali, rivolgono la loro energia verso uno scopo comune. Dirigendo i propri sforzi verso un unico centro di potere, creato dall’energia mentale unidirezionale dei suoi seguaci, si definisce una comunità. Questa comunità avrà dei tratti distintivi e comuni a tutti, come le regole, gli scopi e i doveri. Questo pendolo sovrastrutturale avrà il bisogno di attrarre a sé sempre più adepti e un modo per riuscirci è quello di essere in un perenne stato di rivalità con altri centri di potere. Sviluppa ostilità di modo che le persone si identifichino maggiormente nelle logiche di gruppo, cercando di attrarre a sé nuovi funzionari, perché ritenuti essere dalla parte sbagliata della scacchiera.

La distruttività dei pendoli

La natura distruttiva di un pendolo si concretizza non appena un pendolo elementare cerca di discostarsi dal gregge. Dal momento che tutti lavorano all’unisono per soddisfare il pendolo, nessuno può fare i propri interessi, nemmeno la classe dominante. Al pendolo interessa solamente avere sempre più adepti ed attrarre sempre più energia, per continuare ad oscillare vorticosamente. Se remi contro il centro di potere, esso ti mostrerà agli altri come un nemico da estirpare per il bene comune.

Pendoli
Napoleone, una vita al servizio della causa

Anche i più grandi dittatori della storia, secondo questa teoria, non facevano i propri interessi. Dovevano comunque mantenere lo scopo prefissato, non potevano discostarsene, altrimenti qualcuno avrebbe preso il loro posto. Il pendolo si serve dei propri adepti, non il contrario. Per questo nell’ultimo racconto autobiografico di Napoleone, quando si interrogava sui successi e la felicità della sua vita terrena, egli non potè ricordare altro se non una manciata di momenti, sempre asserviti ad un bene più grande, uno scopo ultimo che andava ben oltre la sua conoscenza, che sia esso la maestosità o la gloria.

Pendoli
Un pendolo distruttivo non ti serve, ma si serve di te

La necessità di un pendolo

Bisogna chiarire che un pendolo è rappresentato da un qualsiasi agglomerato di individui, non per forza in senso negativo. Anche un’organizzazione di beneficienza è un pendolo e funziona con le stesse modalità: ricerca di nuovi adepti, disinteresse verso i sentimenti individuali, ovvero indifferenza verso se stessi in cambio di magnanimità verso gli altri, con il solo scopo di attrarre più energia da chi vi entra. Se però la beneficienza è la fonte della felicità individuale, quella persona avrà trovato il suo scopo, il suo pendolo, perché tutti ricercano alla fine una comunità che lavori in simbiosi con il proprio io, che si serva dell’energia dell’adepto ma gli restituisca in cambio soddisfazione e gioia. Per questo motivo l’intensità del pendolo varia a causa della sua forza opprimente. In alcuni casi, come quello precentemente citato, basta volerne uscire perché non è stato soddisfatto il motivo di approdo, senza conseguenze. In altri invece, come nelle dittature, la volontà di uscirne può rappresentare la perdita della libertà o della vita stessa.

 

Pendoli
Un pendolo distruttivo manipola per rafforzare l’attrazione, non ti lascia guardare ma ti mostra

Come funziona davvero un pendolo

Ciò che un pendolo deve assolutamente evitare è l’indifferenza. Per continuare a vivere ha bisogno di energia, fornitagli dai nostri pensieri e dalle nostre azioni. Non importa la positività o la negatività dell’energia di cui si nutre, purché questa lo riguardi. Le critiche, l’odio, o la paura sono tutti sentimenti che seppur negativi alimentano il pendolo, ciò che vuole è ‘usurpare i nostri pensieri’. I fili più resistenti, utilizzando la metafora delle marionette, sono i sentimenti più oppressivi, come il senso di colpa e il panico. Quando l’adepto non riesce a concentrarsi su altro che non sia il sentimento indotto dal pendolo, spesso grazie ai mezzi di comunicazione, non può rivolgere i suoi pensieri altrove ed emana oscillazioni energetiche che il pendolo fa sue per rafforzarsi ulteriormente.

Pendoli
Oscillazioni energetiche

Un’arma potente per slegarsi dal giogo di un pendolo è appunto l’indifferenza, ma lo scopo non deve essere quello di slegarsi completamente da qualsiasi desiderio o volontà. Allontanarsi da gioghi distruttivi per ricercare quelli di massima utilità, senza rimanere oppressi in comunità che non ci appartengono. La teoria dei pendoli ci fa capire la necessità di far parte di qualcosa. Lo scopo però non deve essere un mero servizio, bensì la volontà di godere di questo rapporto simbiotico.

“laddove nasce la mia indifferenza, muore la tua presenza.”

A. davì

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: