Il Superuovo

Tornare a camminare con una lesione spinale

Tornare a camminare con una lesione spinale

A lungo il sistema nervoso centrale, è stato visto come immutabile. Effettivamente i neuroni sono tra le cellule con capacità rigenerativa minore. Tuttavia, grazie anche al contributo dell’Italia, attraverso le ricerche di Rita Levi Montalcini, il mondo della scienza ha scoperto la dinamicità delle cellule nervose. Questa consapevolezza ha spinto la ricerca verso il problema delle lesioni spinali, che nel mondo lasciano paralizzate migliaia di persone l’anno. Un nuovo studio pubblicato su Nature, esplora la possibilità di cura di queste persone.

Lesioni spinali: quando il fascio di neuroni si rompe

Le lesioni spinali, possono essere di molte entità. Possono essere sia ereditarie che traumatiche, ma hanno tutte una ragione comune: interruzione delle comunicazioni tra corpo e mente a livello di midollo spinale. Il midollo spinale è una continuazione del cervello e assomiglia ad una gigantesca autostrada delle informazioni, che passano dal cervello al corpo e viceversa. A volte il midollo spinale può anche integrare le informazioni, dando risposte veloci a problemi semplici, senza che si passi per il cervello. Una rottura del midollo osseo, interrompendo le comunicazioni, impedisce l’arrivo dei comandi dalla zona fratturata in giù: una rottura all’altezza dell’osso sacro, può portare alla paresi completa delle gambe.

Il midollo osseo, in giallo, permette la comunicazione attraverso tutti i compartimenti del corpo. A volte svolge un ruolo attivo nelle decisioni dell’organismo fonte

Per ragioni non ancora chiarite, quando la rottura del fascio di nervi del midollo spianale è parziale, i neuroni della zona si disattivano. I neuroni GABA disattivano i neuroni locali, impedendogli l’attività normale. In questa situazione abbiamo una autostrada a più corsie, con qualcuna fuori servizio. Dato che l’autostrada del midollo spinale è sempre trafficatissima, però, si pensava che questa fosse una conseguenza della fisiologia umana, e che non ci si potesse fare niente. Ma non è così.

Si può tornare a camminare?

Un nuovo articolo pubblicato da Nature, analizza lo studio condotto da Jia-Shu Yang esattamente su questo tema. Gli scienziati hanno scoperto che, riattivando i neuroni messi “a dormire” dal corpo umano, si torna ad avere un’attività anche dopo la lesione spinale. Una sostanza molto ben tollerata dai topi, quindi potenzialmente poco tossica, blocca l’attività dei neuroni GABA inibitori, permettendo ai neuroni inibiti di attivarsi. Dato che però la lesione non garantisce la stessa portata di transito delle informazioni, il corpo si adatta: tornando al paragone dell’autostrada, è come se si mettesse un semaforo per regolare n senso unico alternato. Un preziosissimo esempio di plasticità neuronale: la stessa che permette a chi ha subito lesioni cerebrali, di svolgere le stesse funzioni di un individuo normale.

Riassunto grafico dell’sperimento: riattivando la parte sana ma inibita, gli scienziati hanno ripristinato il flusso di informazioni fonte

È d’obbligo dire che questa cura non stimola la rigenerazione neuronale, alla quale spesso si fa affidamento per cercare di trattare lesioni spinali. È tuttavia interessante la prospettiva di un trattamento congiunto, tra stimolatori della crescita, ed attivatori neuronali, per il trattamento di un particolare tipo di lesioni spinali. In principio, infatti, questo approccio è possibile solo nel caso che la lesioni spinali interessi relativamente pochi neuroni: se c’è un taglio netto, attraverso il midollo spinale, c’è solo da sperare che guarisca da solo, con l’aiuto di stimolatori della crescita

 

 

 

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