Toninelli favorevole all’introduzione dei dispositivi anti-abbandono dei bambini in auto. Ma cosa causa un abbandono?

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha annunciato tramite una diretta Facebook di voler lanciare una campagna per la sicurezza dei bambini in auto e di voler rendere obbligatorio in futuro, tramite la modifica dell’articolo 172 del Codice della strada, un dispositivo anti-abbandono dei bambini. Tale dispositivo, in alcuni casi anche sincronizzabile con lo smartphone, avviserebbe il guidatore del presunto abbandono del bimbo, salvandogli così la vita.

 

Rimedi anti-abbandono

Sono numerosi i dispositivi progettati di recente. Tra quelli sincronizzabili con il cellulare e quelli più “analogici” che avvisano tramite una sirena, la scelta è ampia.

Remmy, dalla parola inglese remember (cioè ricordare), è il dispositivo progettato da due papà, colleghi di lavoro, insieme ad un team di professionisti in apparecchiature elettroniche. Si tratta di un rilevatore di peso, collegato al seggiolino del bambino, a sua volta collegato ad una cicalina sonora, alimentata tramite l’accendisigari. Allo spegnimento del motore, la cicalina emette un suono, rompendo il blackout mentale, che nella maggior parte dei casi causa l’abbandono, e ricordando, così, all’autista la presenza del bambino.

Per quanto riguarda le app, Waze, applicazione di navigazione stradale, ha da poco impostato un promemoria per ricordare del bimbo seduto sul seggiolino. Stessa cosa vale per Infant Reminder, mentre con Kars4Kids Safety è possibile collegare lo smartphone all’automobile, che una volta spenta, attiverà una notifica sonora o visiva.

 

Le cause dell’abbandono

Gli specialisti chiamano amnesia dissociativa la principale causa dell’abbandono del proprio figlio nel sedile posteriore dell’auto. Essa consiste in un blackout momentaneo del cervello, che collegato a stress e fretta, permette l’abbandono.

Altra grande causa è la distrazione. Essa, infatti, gioca un ruolo importante nel comportamento della maggior parte delle persone alla guida. La distrazione, definita dal National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) come una sorta di «deviazione di attenzione dal compito primario, che è quello di guidare», causa il 46% dei sinistri stradali. Allo stesso modo, insieme ai tempi di reazione limitati, essa può aiutare, se non addirittura causare, quel momentaneo spegnimento del cervello che favorisce l’abbandono. Così, dove non arriva l’uomo, potrebbe in futuro arrivare la tecnologia, salvando potenzialmente la vita a numerosi bambini.