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The Umbrella Academy: Five e le Briefcase infrangono più di qualche legge della fisica

The Umbrella Academy: Five e le Briefcase infrangono più di qualche legge della fisica

The Umbrella Academy è una serie TV realizzata da Netflix, ispirata all’omonimo fumetto di Gerard Arthur Way.

Five (a destra) capace di viaggiare nel tempo e Hazel (a sinistra) un utilizzatore di briefcase (www.umbrellaacademyfandom.com)

La serie racconta le tragicomiche ed eroiche vicissitudini di 7 ragazzi e ragazze adottati dal misterioso magnate Sir Reginald Hargreeves. Egli, intuendo le straordinarie capacità dei 7, decide di addestrarli come una vera e propria task force segreta, senza però tener conto del loro lato umano ed emotivo. Questo porta a diversi risvolti che implicano, tra le altre, viaggi avanti e indietro nel tempo.

Le “briefcase” e il paradosso dei gemelli

Senza temere di fare alcuna anticipazione riguardo alla straordinaria storia raccontata dalla serie, si può descrivere la natura di queste particolari valigette. Le “briefcase” permettono in poche parole di viaggiare nel tempo, avanti e indietro indistintamente, semplicemente selezionando la data di arrivo. Da molto tempo ormai il viaggio nel tempo è ambito di studio della fisica d’avanguardia, e ha finalmente trovato delle solide radici nella relatività ristretta di Albert Einstein. Questa teoria, tra le altre cose, dice che il tempo misurato da una persona ferma e quello misurato da una persona che si muove, non è lo stesso. Questa affermazione, totalmente in contrasto con la fisica classica e in particolare con Galileo, fece non poco scalpore all’epoca. Einstein però aveva tutt’altro che torto: più un oggetto è veloce, più il tempo sembra scorrere lentamente. Perché dovette arrivare Einstein per spiegarlo? Semplice. Nella vita di ogni giorno noi ci muoviamo a piedi, in bicicletta o tuttalpiù in automobile. Non consideriamo aeromobili e shuttle, che non esistevano all’epoca in cui Einstein formulò questa teoria. L’effetto della contrazione del tempo, sopra citato, comincia ad essere percepibile solo a velocità paragonabili con quella della luce. La luce viaggia a circa 300000000 m/s. Anche prendendo una odierna macchina da corsa, è difficile superare i 100 m/s. Questo vuol dire che le velocità più alte che noi misuriamo sulla Terra sono infime anche rispetto a un centesimo di quella della luce. L’intuizione di Einstein, supportata dalle trasformazioni di Lorentz, fu geniale. Egli dimostrò non solo che per un osservatore estremamente veloce il tempo scorre più lentamente, ma teorizzò il viaggio nel tempo. Prendiamo due gemelli identici. Nati lo stesso giorno alla stessa ora, stesso corredo genetico e ovviamente stessa età. Uno dei due decide di prendere parte ad una missione spaziale, mentre il secondo rimane sulla Terra ad aspettarlo. L’astronave che trasporta il primo gemello, Bob, viaggia a velocità elevatissima, vicina a quella della luce. Per l’ipotesi di prima il tempo per Bob passerà più lentamente che sulla Terra, perché si muove ad una velocità molto più alta. Per il secondo gemello, Vin, il tempo scorre invece regolarmente. La missione impiega un totale di 20 anni per andare e tornare. Vin, che alla partenza di Bob aveva 25 anni, ora ne ha 45. Anche Bob alla partenza aveva 25 anni, ma quel tempo per lui è passato più lentamente, diciamo per comodità quattro volte più lentamente. Al suo ritorno Bob avrà ancora 30 anni, mentre il fratello Vin ben 15 più di lui. Questo è un esempio di viaggio avanti nel tempo. Il fratello Bob ha viaggiato avanti nel tempo invecchiando solo 5 anni, per poi incontrare il suo gemello Vin ormai 45enne. Negli adattamenti cinematografici le macchine del tempo vengono mostrate come delle stanze ermetiche che cominciano a vibrare e fare rumori assordanti, per poi aprirsi e mostrare ai viaggiatori un mondo invecchiato di anni o decenni. Diventa lecito supporre che le macchine del tempo altro non siano che delle astronavi, che viaggiano a velocità prossime a quelle della luce, per le quali il tempo scorre in modo estremamente più lento che per il mondo esterno. Einstein e la sua teoria spiegano un possibile viaggio nel futuro, ma non un viaggio nel passato. Bob può salire su un’altra astronave che vada ancora più veloce e tornare a soli 32 anni per vedere il fratello Vin 60enne, ma non potrà tornare indietro per vedersi nascere o invertire tutto il processo per ritrovarsi alla stessa età del fratello Vin. Le briefcase invece infrangono questa legge, in quanto i loro utilizzatori possono viaggiare avanti e indietro nel tempo senza alcun problema. Eccetto quando si scaricano le batterie.

Due gemelli divenuti astronauti della NASA, sono stati sottoposti ad un esperimento simile a quello ipotizzato da Einstein. Al ritorno del secondo sulla Terra, hanno registrato alcune differenze dovute a radiazioni e microgravità (fonte: pexels)

Number Five e la teoria di Einstein Rosen

Di certo il più egocentrico tra i sette, numero 5 appare già dal primo episodio come un personaggio sicuro di sé, sarcastico e spesso arrogante. Nonostante questo, anche se non lo ammette facilmente, nel profondo tiene molto alla famiglia. I poteri di Five ci vengono descritti da subito come straordinari: egli può viaggiare a suo piacimento nello spazio e nel tempo. Può utilizzare il teletrasporto e andare avanti e indietro nel tempo. Questo però, come ogni altro potere, ha dei limiti dettati da eccessivo utilizzo e stanchezza. C’è inoltre il rischio di fare, come si suol dire, il passo più lungo della gamba e subirne le non poche conseguenze. Tutto ciò viene meglio spiegato negli episodi della serie, che consiglio caldamente ai lettori. Tornando a Five, analizziamo velocemente cosa potrebbe e non potrebbe fare, secondo le leggi della fisica finora conosciute. Prendiamo il caso più semplice: il teletrasporto. Five può scomparire e riapparire in due luoghi diversi, e può farlo in un batter di ciglia. Questo porta due diverse ipotesi: o Five si muove in modo estremamente veloce, quindi ad una velocità prossima a quella della luce (che ricordo essere circa 300000000 m/s), oppure è in grado di aprire dei varchi nello spazio e passarci attraverso. Assumendo che la prima teoria comporterebbe non pochi problemi di attrito e che si rivelerebbe anche la più banale, concentriamoci sulla seconda. A onor del vero dalle animazioni della serie parrebbero valide entrambe, ma questo lo lasciamo al giudizio dei critici cinematografici. Per spiegare la seconda ipotesi bisogna fare un balzo indietro nel tempo, nel nostro tempo, fino agli anni 30 del 1900. Il famoso Albert Einstein e il meno conosciuto, ma non meno importante, Nathan Rosen, a partire dalle equazioni di campo dello stesso Einstein, provarono a validare dal punto di vista fisico matematico questa teoria che da circa vent’anni aleggiava tra la comunità scientifica. Senza complicate equazioni il fenomeno si può descrivere nel seguente modo. Immaginate di essere un bruco sulla superficie di una mela. Per arrivare alla parte opposta della mela in un certo tempo, dovete percorrere un certo tratto di strada ad una certa velocità. Se invece al posto che stare sulla superficie della mela cominciate a scavarci attraverso, avrete percorso meno strada e sarete anche andati più lenti. Five, sperando non la prenda sul personale, è un po’ come il verme. Se la superficie della mela è lo spazio tempo, lui è capace di scavare dei tunnel da un luogo all’altro, facendo sembrare di essere addirittura più veloce della luce. In realtà, ha semplicemente preso una scorciatoia. La teoria del Five verme ci aiuta anche a comprendere come può viaggiare nel tempo. Assodato il paradosso dei gemelli spiegato per le briefcase, c’è altro da dire riguardo i viaggi nel futuro. Spingendo al limite la teoria secondo cui più un osservatore è veloce, più il tempo scorre lentamente, se si ipotizza che Five verme potrebbe apparentemente superare la velocità della luce, è facile intuire che potrebbe viaggiare avanti nel tempo di giorni o settimane quando per lui passerebbero una manciata di secondi. Sembra però che i viaggi di Five nel tempo siano letteralmente istantanei, e questo riporta alla domanda iniziale: Five viaggia più veloce della luce? La teoria di Einstein Rosen è relativamente giovane e ancora in cerca di conferme. Per il momento allora il viaggio nel tempo rimane competenza di Five e di altri eroi come lui.

Bruco o verme che sia, Five riesce a passare attraverso la mela dello spazio tempo. Oltre che lo spazio tempo, ha una particolare attitudine nel bucare le persone con armi di vario genere (fonte: pexels)

Viaggiare avanti nel tempo ma senza fare spoiler

Rimane ancora un’incognita, comune a Five e alle briefcase. Una volta nel futuro, è possibile tornare nel passato? Secondo The Umbrella Academy sì, secondo la Fisica odierna un po’ meno. Come detto prima, la teoria del viaggio nel tempo si basa sulla relatività di Einstein. Egli però non menziona mai la possibilità di tornare nel passato. Più in generale, appare impossibile viaggiare nel passato. Questo perché avvicinandosi alla velocità della luce il tempo scorre molto molto lentamente, ma mai si ferma, cosa che implicherebbe il teletrasporto, e mai torna indietro, cosa che implicherebbe il viaggio nel passato. Molti film recentemente hanno affrontato l’argomento, tra questi vi è Interstellar, per il quale ha collaborato il premio Nobel per la fisica Kip Thorne. Lo stesso Thorne ha spiegato che un’ipotetica macchina del tempo imploderebbe nel momento stesso della sua attivazione. Ipotizziamo però che viaggiare nel passato sia plausibile e pensiamo alle conseguenze. Esistono ad oggi due correnti di pensiero. La prima sostiene che qualora si dovesse viaggiare nel tempo, si finirebbe in un universo differente (teoria del multiverso) un’altra invece sostiene che tutto avvenga su un’unica linea temporale. Quest’ultima teoria presenta numerosi paradossi, per esempio quello del “Bootstrap”, dalla serie Doctor Who, e il celebre paradosso del nonno. In sostanza entrambi questi paradossi spiegano come, un ipotetico viaggiatore che corre indietro nel tempo, non faccia altro che compiere le azioni che il sé stesso futuro vedrà e sulla base delle quali viaggerà nel tempo. Un’interpretazione in chiave comica del paradosso del nonno è stata fatta da Matt Groening in “Futurama”. Il viaggiatore torna indietro nel tempo e uccide suo nonno. Morto suo nonno non sarebbe nato suo padre, non sarebbe nato lui e di conseguenza non avrebbe mai viaggiato nel tempo per uccidere suo nonno. Il nonno allora sarebbe ancora vivo, lui sarebbe nato per tornare indietro nel tempo ad uccidere suo nonno e così via. Si tratta di un ciclo infinito. Se non fosse che, in accordo con la famosa teoria della preservazione del tempo, il protagonista del viaggio nel tentativo di consolare la nonna, ci finisce a letto. Dalla loro unione nasce il padre, poi il figlio, che torna indietro nel tempo, uccide il nonno e finisce a letto con la nonna. Di nuovo un ciclo infinito, in cui il viaggiatore è nonno di sé stesso. Il “Bootstrap” è invece leggermente più complesso. Un grande appassionato di Beethoven torna indietro nel tempo per incontrare il suo idolo. Una volta giunto nell’800 non trova alcuna traccia del musicista e, disperato al pensiero che nessuno sentisse mai la sua meravigliosa musica, decide di trascrivere a memoria tutte le sue melodie e pubblicarle sotto il nome di Ludwig van Beethoven. Così nel futuro egli le ascolta, se ne appassiona e torna indietro nel tempo per incontrare il genio della musica. La domanda allora rimane: chi ha scritto la quinta sinfonia? Esistono numerosi paradossi riguardanti il viaggio indietro nel tempo, e altrettante leggi fisiche che lo impediscono. Rimane allora possibile viaggiare avanti nel tempo, ma non tornare al punto di partenza. Se volessimo andare avanti nel tempo e scoprire il finale di The Umbrella Academy potremmo farlo, ma non riusciremmo a tornare indietro per fare uno spoiler a tutti i nostri amici.

L’effetto farfalla sostiene che una minima variazione, come un battito d’ali, può cambiare il corso degli eventi. Per il tempo invece, la cosa sembra essere diversa (fonte: pexels)
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