“The Artful Dodger”: tradizione e fantasia si uniscono per dar vita a una nuova storia

Prequel, sequel e spin-off come riscrittura dell’opera originale.

Vediamo insieme come la nuova serie tv firmata Disney+ sia un perfetto esempio di come creare una nuova opera, strizzando l’occhio al nuovo e non dimenticando mai l’importanza dei classici.

Il classico

Nell’Inghilterra vittoriana di inizio ottocento la rivista “Bentley’s Miscellany” ospita periodicamente le avventure di un giovane inglese alle prese con le sfide quotidiane del suo tempo. Il giovane in questione, frutto della fantasia del grande Charles Dickens, è Oliver Twist. Sarà, poi, proprio un romanzo a raccogliere tutte le sue peripezie. Un romanzo che a partire dal 1838 è uno dei libri-pilastro di milioni di librerie in giro per il mondo. Un romanzo sociale dall’umorismo nero il quale scopo principale era proprio denunciare una società che non tutelava niente al di là degli interessi economici di pochi eletti. Temi come lo sfruttamento minorile e la criminalità sono assi portanti della storia, senza i quali forse il romanzo non avrebbe riscosso lo stesso immediato successo. Successo confermato anche dai numerosi adattamenti teatrali e cinematografici che si sono susseguiti nel corso dei decenni. Tra i tanti, non è difficile annoverarne uno dei più fedeli all’opera dickensiana: “Le avventure di Oliver Twist” di David Lean (1948). Molti altri, invece, si distinguono per variazioni, modifiche piuttosto singolari. Ad esempio, in “Oliver & Company” tutti i personaggi della storia, fatta eccezione di Fagin e Sikes, sono gatti. Una trovata alquanto particolare che ha, però, portato un rinnovato interesse per l’opera madre. Lo stesso vale per “The artful Dodger”: serie tv diretta da Jeffrey Walker, Corrie Chen e Gracie Otto, nonché spin-off del celebre romanzo di Dickens.

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Lo spin-off

Ambientata nell’Australia del XIX secolo, la serie è incentrata sul Jack Dawkins: chirurgo ed ex ufficiale della Royal Navy. Dalla mano ferma e dal pensiero scaltro il dottor Dawkins si guadagna una certa fama non solo in sala operatoria, ma anche nelle polverosissime taverne della colonia penale inglese. Il vivace susseguirsi delle giornate verrà accentuato dall’arrivo di un amico del giovane chirurgo che rivelerà la sua vera identità. È, infatti, proprio con questo secondo personaggio che i collegamenti con il romanzo di Dickens vengono a galla. Fagin: “l’istruttore”, se così lo si può definire, della banda di ladruncoli della quale faceva parte anche lo stesso Oliver, è ora un anziano criminale che chiede una mano a un suo discepolo di vecchia data: Jack Dawkins. Ricordate il ragazzino che aiutò Oliver Twist a entrare nella banda di ladri? Beh, proprio lui.

Arricchire narrando

Mai come in questo periodo si sente parlare di “prequel”, “sequel” e “spin-off”. Espressioni, ormai, di uso comune spesso associate alla frase “voler spremere il limone” che strizza l’occhio ai benefici economici che il più delle volte ne derivano. Quali sono, invece, gli effetti narrativi che ne conseguono? Tutte queste produzioni cinematografiche e letterarie hanno permesso al pubblico di telespettatori e lettori di mettere in dubbio la prima versione della storia e vederla da un altro punto di vista. Se molti spin-off sono serviti solo ad arricchire ulteriormente la storia e a renderla ancora più avvincente, altri hanno dato un volto diverso ad alcuni personaggi, riscrivendone il passato. È quello che è accaduto con “Wide Sargasso Sea” e, in generale, con tutta una serie di riscritture post-coloniali che hanno cercato di dare una nuova identità a popoli per troppo tempo messi a tacere. A tal proposito, se si pensa a “The Artful Dodger” non si può non notare le super dettagliate descrizioni che dipingono un contesto sociale, quello della colonia inglese, molto spesso dimenticato e omesso anche dai libri di storia. Una storia avvincente, insomma, ricca di dettagli storici, ma soprattutto di colpi di scena e forti emozioni.

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