Sull’utilità e il danno del tema di storia per la maturità

Sull’utilità e il danno del tema di storia per la maturità

15 Ottobre 2018 0 Di Edoardo Dal Borgo

La decisione del MIUR di rimuovere il tema di storia dall’esame di maturità ha subito scatenato le critiche degli storici, che accusano il ministero di marginalizzare la disciplina nelle scuole. La riflessione della seconda Considerazione Inattuale di Nietzsche ci offre interessanti spunti per comprendere come l’insegnamento della storia viene concepito dalla scuola italiana.

tema di storia

Marco Bussetti, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del Governo Conte

Da quest’anno non si potrà più scegliere il tema di storia all’esame di maturità. Questa decisione fa parte del programma di revisione dell’esame di maturità inserita dal MIUR all’interno del Decreto Milleproroghe. Oltre al tema di storia il provvedimento è volto ad eliminare anche la terza prova e ad aumentare il peso del percorso svolto dallo studente nel triennio per la valutazione finale. L’intento della riforma è quello di alleggerire il momento dell’esame per valorizzare il percorso scolastico che lo studente affronta nel corso degli anni e fare in modo che questo assuma maggior importanza nella valutazione finale.

La decisione di eliminare il tema storico dalla prima prova dell’esame ha però suscitato numerose polemiche. Il Coordinamento della Giunta centrale per gli studi storici e delle Società degli storici ha infatti pubblicato un documento che ha avuto rapida diffusione sul web. Il testo accusa il provvedimento di seguire un processo di marginalizzazione della storia nell’istruzione italiana già in atto da diversi anni. Secondo gli storici la loro disciplina dovrebbe essere valorizzata perchè orienta i giovani nelle scelte culturali e di vita. Oltre alle critiche nel merito non mancano anche quelle nel metodo. La riforma infatti, lamentano gli storici, è stata scritta senza consultare esperti in materia che ne chiedono una urgente revisione.

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Senatrice Liliana Segrè

Anche Liliana Segrè, senatrice a vita sopravvissuta alla Shoah, ha espresso le proprie preoccupazione riguardo il provvedimento.  Ma ad esporti in maniera più esplicita sull’argomento è stato Fulvio Cammarano, presidente della società per lo studio della storia contemporanea, che ha esposto le proprie criticità riguardo la riforma invocando poi un incontro col Ministro Bussetti. Secondo Cammarano la storia «la trattano come merce d’antiquariato, fuori moda, da accantonare. Ed è pericoloso: la storia fa parte del presente, e senza la consapevolezza di ciò che è accaduto non daremmo un senso alla nostra scena politica e sociale».

A seguito delle critiche il Ministro Bussetti è intervenuto prima tramite un post su Facebook e successivamente con un intervento ai microfoni di Sky spiegando che le statistiche illustravano che il tema storico veniva scelto in media dall’1% dei maturandi. Il Ministro ha sottolineato l’importanza dello studio della storia spiegando che i ragazzi avranno la possibilità di scegliere il tema storico che non sarà più una scelta separata ma sarà integrato tra gli argomenti dei saggi brevi.

Il giudizio su un provvedimento simile non è semplice ne tanto meno scontato. La storia è una disciplina complessatema di storia e può assumere diverse sfaccettature a seconda di come si decida di esercitarla. Non possiamo negare però che lo studio di questa disciplina sia centrale per la crescita culturale individuale. Nel 1874 Nietzsche pubblicò la seconda Considerazione Inattuale intitolata “Sull’utilità e il danno della storia per la vita”, opera giovanile in grado di offrirci spunti di riflessione importanti per comprendere quanto e come lo studio della storia influenzi la nostra vita. Qui Nietzsche illustra tre prospettive sulla storia: la storia monumentale è per chi guarda al passato in cerca di modelli da cui trarre ispirazione, la storia antiquaria per chi guarda al passato con amore riconoscendosi erede di una tradizione che lo giustifica mentre la storia critica che è l’atteggiamento di chi guarda al passato come ad un peso da cui liberarsi. Nessuna di queste tre prospettive viene giudicata buona o cattiva. Secondo Nietzsche il valore delle prospettive storiche per la vita dipende dall’utilità o dal danno che esse causano. La storia monumentale può rivelarsi utile quando l’individuo scorge nel passato la grandezza dei monumenti trovando lo stimolo per agire creativamente nel presente. La storia monumentale può però diventare un danno quando porta a considerare la grandezza del passato come qualcosa di inarrivabile, inibendo l’azione nel presente. Allo stesso modo le altre due prospettive possono rivelarsi tanto utili quanto dannose per la vita. Questo dipende da quello che ognuno di noi cerca nell’approcciarsi al passato.

La riflessione di Nietzsche sulla storia dimostra che l’approccio a questa disciplina può assumere tante sfumature che possono rivelarsi positive o negative per la nostra vita culturale. Pensando alle polemiche sorte a seguito della decisione del MIUR di eliminare il tema storico dalla maturità è facile riconoscere un approccio sbagliato nel modo in cui la storia viene pensata ed insegnata nelle scuole italiane. L’importanza attribuita all’esame di stato è sintomo di una scuola che finalizza l’istruzione verso il conseguimento di un obiettivo. Quando lo studio della storia, così come quello di qualsiasi altra materia, è finalizzato al superamento di un test o di un esame lo studente è spinto ad apprendere nozioni che diventano utili al fine di conseguire quel risultato, che peraltro è il solo stimolo spesso viene offerto dal docente. Le critiche al provvedimento del MIUR dimostrano che la paura degli storici sia che eliminando il fine per il quale lo studente debba studiare si eliminino le ragioni per interessarsi a tale materia. Quello che la scuola dovrebbe invece riuscire a fare è mostrare agli studenti come la storia, così come qualsiasi altra disciplina, offra loro strumenti che come sostiene Nietzsche possano essere utili per la vita, non per il superamento di un esame.

Edoardo Dal Borgo