Tagliare i proiettili al volo come Deadpool è possibile, ma solo per lui

Dopo la rottura della quarta parete e l’occasionale commento di apprezzamento verso Hugh Jackman, il taglio del proiettile con la katana è probabilmente la mossa più iconica del Mercenario Chiacchierone. L’ha fatto ben due volte.

L’ha fatto davvero due volte. In Deadpool 2 (sinistra) e X-Men: Le origini, purtroppo (a destra)

Deadpool, tra fumetti, cartoni animati e adattamenti cinematografici più o meno riusciti, ha fatto un sacco di cose strane. Acrobazie improbabili, colpi che ignorano le leggi della fisica e viaggi nel tempo impossibili. Tra tutte, però, una mossa è diventata talmente riconoscibile da apparire in due diverse versioni del personaggio: il taglio di un proiettile in arrivo tramite l’uso della fidata katana, apparso in X-Men: Le Origini e Deadpool 2. Ed è talmente incredibile che potrebbe anche essere fattibile. Vediamo.

Ryan Reynolds e la pressione

Prima di tutto, dati alla mano, controlliamo cosa succede dal punto di vista fisico. Prendiamo un proiettile calibro 9, lungo circa 20 mm e dal peso di 9 g. Facciamolo sparare da una classica pistola Beretta, facendogli raggiungere così una velocità all’uscita di circa 370 m/s. Ora prendiamo una katana, e assumiamo una larghezza della lama di 1 mm, portando così la superficie di contatto con il proiettile a circa 9 mm quadrati. Ora abbiamo tutti i valori necessari per cominciare a fare calcoli. Quello che stiamo cercando è la pressione di taglio, che poi confronteremo con la resistenza al taglio del proiettile. Quindi, ci serve calcolare la forza applicata e dividerla per la superficie di contatto. Per la Forza, possiamo calcolare l’energia cinetica (m*v^2)/2 e dividerla per la distanza di applicazione (in questo caso la lunghezza del proiettile), ottenendo un valore di circa 30 kN. Da qui, calcoliamo la pressione di taglio con la formula F/A  di prima e otteniamo un valore di circa 3,4 GPa, che supera di gran lunga quello di resistenza al taglio del piombo. Dunque, tecnicamente, una katana taglia il proiettile. Ora dobbiamo chiederci se Ryan Reynolds taglia il proiettile e sopravvive.

Le citazioni a Hugh Jackman si sprecano nel primo film.

Ryan Reynolds e la trigonometria

Sappiamo che si può fare, ma non sappiamo come fare. Una mossa del genere è sicuramente pericolosa se effettuata senza attenzione matematica. Questo perché a contatto con la spada il proiettile di divide in due metà, che continuano il proprio moto nella direzione che viene data loro dall’angolo della lama: ciò vuol dire che, se questo non è abbastanza ampio, Deadpool si ritroverà con due ferite da arma da fuoco al posto di una. Quindi, prendiamo una katana, o meglio, prendiamo il nostro Ryan, e facciamogli tenere la katana in mano di fronte a sé, con le braccia completamente tese. Misuriamo quindi quanto è largo, da spalla a spalla: stimiamo questo valore a 50 cm, e assumiamo per semplicità che la distanza della spada dal suo corpo sia di 60 cm. In questo momento, visto dall’alto, l’attore canadese forma un triangolo isoscele, composto dalle sue braccia e dal busto, e in quanto isoscele, esso può essere spezzato in due triangoli rettangoli. In questo modo, possiamo servirci della trigonometria per trovare l’angolo che stanno formando gli arti. Quindi, abbiamo un cateto (25 cm, la metà della larghezza di base) e l’altro cateto (60 cm), e possiamo usare la formula cateto1=cateto2*tan(angolo), ottenendo 22°. Ricordiamoci che abbiamo spezzato il triangolo iniziale a metà, di conseguenza il vero angolo è di 44°. Valore ben lontano dall’angolo di taglio di una katana, ma in linea con quelli di armi come, per esempio, i coltelli da cucina. Dunque, tecnicamente, Ryan Reynolds taglia il proiettile e sopravvive. Ora rimane solo da chiederci se riesce a tagliare il proiettile sopravvivendo. E qui viene il bello.

Quello che abbiamo fatto è dividere un triangolo simile in due parti, che come si vede sono due triangoli rettangoli.

Ryan Reynolds e i riflessi

Tutte le speculazioni che abbiamo appena fatto sono totalmente teoriche, perché non tengono conto delle capacità di chi impugna la spada. La velocità di un proiettile richiede riflessi semi-istantanei e un’abilità di previsione fuori dal normale. Per capire meglio questa cosa, proviamo a ricreare la scena di Deadpool 2 in cui il protagonista mette in atto questa tecnica. Prendiamo Josh Brolin, e diamogli in mano una Beretta carica di calibro 9. A circa 2 m di distanza, posizioniamo la nostra cavia preferita, Ryan Reynolds, con un’ipotetica spada dall’angolo di taglio corretto. Ora, diamo il segnale di sparare a Josh. Con un semplice calcolo di spazio/velocità possiamo trovare il tempo che il proiettile impiega per arrivare a fine percorso, ovvero il tempo che Ryan deve metterci per accorgersi di cosa sta succedendo, e agire. Il risultato è 5 ms, 5 millesimi di secondo. A meno che i suoi riflessi non siano stati aumentati dalla discutibile cura alla quale si è sottoposto nel primo film, Deadpool ha le capacità di reagire simili a quelle di un umano: quindi le informazioni, viaggiando dagli occhi al lobo occipitale dove vengono registrate, da qui al lobo frontale dove vengono elaborate, passando per la corteccia motoria e fino alla spina dorsale, ci mettono circa 250 ms, ovvero un quarto di secondo. Per reagire nei tempi giusti, dovrebbe avere i riflessi di un moscerino, stimati a proprio 5 ms. Dal momento che ‘riflessi di un moscerino’ non è uno dei poteri canonici di Deadpool, siamo costretti a dichiarare il taglio di un proiettile con una katana una cosa molto interessante che però il proprio autore non riuscirà mai a fare bene. Proprio come questo articolo.

La situazione di cui si parla è questa.

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