Il pantheon nordico si presenta ricco e variegato popolato da un gran numero di dei diversi tra di loro per origine, importanza e funzione. La posizione geografica della Scandinavia fu di grande aiuto inoltre per permettere alla particolare mitologia nordica di conservare la sua autonomia rispetto a quella pagana e cristiana che cominciò a influire sulle tradizioni nordiche solo a partire dall’anno 1000. La religione dei vichinghi non è un sistema organico e omogeneo per quanto riguarda il rapporto dell’uomo con la divinità, questo a partire dalla mancanza di una casta sacerdotale organizzata, che non prese piede come classe fino all’arrivo dei primi evangelizzatori cristiani.

Il culto degli Asi.

Le divinità predominanti ai tempi dei vichinghi erano senza dubbio gli Asi, Dei supremi che governano il mondo e che si presentano come i vincitori sovrani del cielo. Le vicende familiari e belliche della stirpe degli Asi sono trattate dal più famoso scrittore nordico di miti Snorri Sturluson. Il più amato e venerato del pantheon nordico della stirpe degli Asi fu Thor, Þórr in islandese (nome che deriva da fulmine), contrariamente a quanto si pensa infatti, seppur Odino fosse il padre degli dei e re della stirpe, Thor come protettore degli uomini e dell’umanità fu ricoperto di venerazioni anche maggiori di quelle rivolte al padre. Thor difende l’umanità e gli dei dalla terribile stirpe dei giganti, figure macabre il cui fine ultimo è sterminare l’umanità e gli Asi e dominare sull’universo.

Thor e il suo martello.

Thor come ricordato fu assai amato e venerato tanto che la sua figura, che in epoca pagana rivaleggiava con Odino, fu sostituita con molta difficoltà da quella di Cristo, il nuovo dio proveniente dal Sud. Secondo la mitologia Thor dimora nel Truðheimr letteralmente “Paese della forza” , la più grande delle dimore degli dei, che accoglie i morti sul campo di battaglia. La sua peculiarità è di essere dio del tuono e dei fulmini, che sono manifestazione della sua immensa potenza divina. Thor li comanda usando l’arma che lo ha reso celebre, il suo martello: Mjöllnir donatogli dai nani. Il martello ha funzione consacratrice, cioè permette di trasmettere la potente energia divina di Thor contro i nemici, e proprio questo motivo lo ha portato a essere notevolmente raffigurato nell’iconografia come un simbolo di prosperità e forza.

Thor e Marvel, mitologia e finzione cinematografica.(Spoiler free)

Nel ventunesimo secolo il dio Thor è stato affidato all’immaginario della cultura pop dall’intervento della Marvel, che lo ha inserito nel pantheon dei supereroi più amati attribuendogli il titolo di Avengers. Nei film della Marvel, sebbene alcune vicende di rilevanza mitologiche siano trattate, anche in tema molto accattivante (come il luogo di dimora degli dei Asgard, reso un pianeta alieno) sono troppi i riferimenti mitologici imprecisi o completamente fuori luogo. La Marvel infatti tratta il martello di Thor come oggetto magico legato alla questione della predestinazione e a quella dell’ “essere degni“. Nella  mitologia norrena questo non esiste: il martello, seppur pesantissimo, può essere sollevato da chiunque, vari sono infatti i racconti in cui viene rubato ed è compito di Thor andarlo a recuperare. Una delle sue più importanti qualità inoltre non viene mai menzionata dalla Marvel: il martello infatti è in grado di ridare la vita ai morti. L’ immaginario collettivo ha legato Thor al bellissimo uomo dai lunghi capelli biondi interpretato da Chris Hemswort seppure numerosi poemi parlano di Thor come un dio dai capelli rossi, e non dalla chioma bionda. La finzione Marvel ha eliminato dei tratti peculiari del suo carattere, e non ha mai menzionato delle sue più feroci battaglie, neanche di quella che comporterà la sua morte definitiva e profetizzata. Ma questa è un’altra storia.

Jacopo Sammassimo

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