Il Superuovo

Supereroi, ovvero i ‘Virgilio’ moderni

Supereroi, ovvero i ‘Virgilio’ moderni

Supereroi: servono all’umanità. Perché? Domanda retorica, da sempre l’uomo ha cercato una via alternativa per sopportare la fatica della condizione umana di fragilità. Non per forza mantelli rossi, basti pensare all’Iliade e all’Odissea, i cui temi conduttori sono: coraggio, onore, umanità, umiltà e amore.

Se le loro storie ci hanno accompagnato per secoli (e continuano a farlo) ora abbiamo bisogno di nuovi personaggi che incarnino questi valori, servono nuove passioni che siano al tempo con la nostra velocità.
E direi che già da qualche tempo c’è chi ha trovato la soluzione: i supereroi attuali mostrano caratteristiche comuni con il mito antico ma in un tempo contemporaneo e con degli scopi ben precisi. Un esempio? Nel 1941 nasceva Captain America, come propaganda bellica anti-nazista. Successivamente, la crisi della società occidentale e dei suoi principi, la nascita di nuovi movimenti politici e culturali, hanno portato nel mondo del fumetto, un’aria nuova: nascono gli antieroi. La dicotomia buono/cattivo regge sempre meno, troviamo nell’uno le caratteristiche dell’altro e viceversa, ed ecco quindi che personaggi dall’aspetto sgradevole e talvolta brutale appaiono al fianco dei ‘colleghi buoni’ (Wolverine e The Punisher, ad esempio).

Tutto ciò non basta, nossignori, il nostro non è solo un bisogno di storie, sentiamo la necessità di appartenere a un mondo più grande, dove noi abbiamo un posto nostro. E chi, se non Mrs. Marvel può soddisfarci?

Grafica di Filippo Di Biasi; clicca per vedere

La storia di un supereroe diventa molte storie, i film sono tutti collegati tra loro, anche per un piccolissimo dettaglio… Gli Avengers! Squadrone alle prese con i cattivi di turno, con la guerra interna e che racchiudono in un solo film più realtà, personaggi, mondi, storie. Non è latro che la legge della continuity della Marvel: collocare tutto in uno stesso universo e permettere incontri tra i protagonisti dei vari film, senza mai perdere il filo rosso che lega eroi e supereroi del mondo Marvel.

Il ruolo dell’immaginario collettivo gioca un ruolo fondamentale nell’atmosfera che questi film incarnano. Se, in genere, le storie ci inseriscono in un “corposo sforzo creativo” (J. Gottschall, 2014) quando sono scritte, nel film questa viene trascinata, a forza di effetti speciali, in un momento di sospensione profonda dalla vita di tutti i giorni, ritrovandosi poi, solo poi, a riflettere su temi essenziali. Bisogno di appartenenza e vicinanza, della sensazione di essere parte di qualcosa. Le storie Marvel rispondono ai nostri bisogni.

Ci identifichiamo così intensamente con le tensioni dei protagonisti che non solo proviamo simpatia, bensì sviluppiamo nei loro confronti una forte empatia” (“L’istinto di Narrare”, J. Gottschall).

Ma quali sono i temi e le storie che in questi anni ci tengono attaccati allo schermo?

I film dei nostri eroi partono sempre, come ogni finzione narrativa, da un problema da risolvere. Il tentativo di superamento del problema e l’eventuale trionfo per averlo risolto rende liberatoria la visione del film. Anche se per risolvere il problema, solitamente, si è distrutto mezzo pianeta.

Esempio: Tony Stark, creatore di Iron Man, colpevole di Hybris (nell’antica Grecia era la presunzione di forza da parte dell’uomo) che, con il suo narcisismo esagerato e la sua superbia, incontra in Ultron (Avengers II) il suo lato oscuro. Ultron è la sua punizione per aver pensato di essere il salvatore del mondo, il suo eccesso viene punito. Abbiamo qui però un meccanismo diverso, a differenza degli antichi greci che punivano ben più seccamente i peccatori (pensiamo a Prometeo o Icaro), Tony alla fine vince, ma solo perchè con gli altri. Nessuno vince completamente da solo nel mondo Marvel.

Come nel mondo in genere.

Ida Luisa De Luca

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