Se da un lato l’intelligenza artificiale promossa da computer, tecnologie avanguardistiche e menti eccelse ci sta catapultando avanti anni luce nella storia della scienza, dall’altro un noto economista avrebbe già scoperto e teorizzato la più grande tra le piaghe dell’umanità che nessun AI potrà mai contrastare: l’innata stupidità umana.

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Credit: Panorama

Entro il 2022 l’intelligenza artificiale (AI) contribuirà con una somma preventivata di circa 3,9 trilioni di dollari al commercio mondiale. A stimare questo dato è stata la società per azioni leader mondiale nella consulenza strategica e tecnologica Gatrner, secondo cui l’avvento di questa nuova frontiera tecnologica potrebbe migliorare in modo significativo la produttività dei lavoratori, arrivando addirittura a monopolizzare oltre 15 trilioni di dollari in guadagni globali del PIL nel prossimo decennio.
Possibile, però, che un miglioramento della produttività possa anche coincidere con un miglioramento dell’innovazione umana?

Sebbene infatti spesso si parli di quanto l’AI possa incrementare le capacità umane – quasi come fosse uno strumento per potenziare quanto già possediamo e fungere da supporto in ambito medico o di sicurezza – secondo diversi studiosi tale “aiuto” in più si limiterebbe ad amplificare le capacità di rilevazione umana piuttosto che migliorarne aspetti come creatività ed innovazione. Eppure, sembrerebbe che la dirompente ascesa dell’intelligenza artificiale si sia spinta anche in questo ambito.

L’intelligenza artificiale come segretaria personale

Paradossalmente, uno dei migliori modi per incrementare la nostra creatività potrebbe essere proprio quello di darci meno cose a cui pensare. Per questo motivo, uno dei vantaggi dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana consiste nell’occuparsi di tutte quelle mansioni a basso impatto che involontariamente ci sottraggono tempo e spazio per l’innovazione. Se, ad esempio, potessimo avere un AI che riepiloga ogni riunione ed appuntamento al posto nostro, ognuno di noi avrebbe più tempo e spazio cognitivo per dedicarsi ad idee sulle quali prima non avremmo avuto tempo di concentrarci.

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Credit: Next Avenue

Generazione di nuovi modelli

Un altro interessante ambito in cui l’intelligenza artificiale si inserisce perfettamente riguarda, invece, il generare nuovi modelli e pattern con cui interagire. Al di fuori del mondo degli affari e dell’economia, un importante esempio di questo ci viene fornito da alcuni programmi di scacchi per computer – come AlphaZero – che hanno permesso di far emergere configurazioni di gioco mai scoperte per oltre un secolo dai più grandi maestri umani.

Tante possibilità, infinite applicazioni e lo sguardo proiettato verso il futuro… ma cosa fareste se vi dicessero che per quanto la tecnologia possa progredire rendendoci “artificialmente” sempre più intelligenti, la stupidità umana non avrà mai fine?

Le leggi fondamentali della stupidità umana

“Da Darwin sappiamo di condividere la nostra origine con le altre specie del regno animale e tutte le specie, si sa, dal vermiciattolo all’elefante, devono sopportare la loro dose quotidiana di tribolazioni, timori, frustrazioni, pene e avversità. Gli esseri umani, tuttavia, hanno il privilegio di doversi sobbarcare un peso aggiuntivo, una dose extra di tribolazioni quotidiane, causate da un gruppo di persone che appartengono allo stesso genere umano. Questo gruppo è molto più potente della Mafia o del Complesso industriale-militare o dell’Internazionale comunista. E un gruppo non organizzato, non facente parte di alcun ordinamento, che non ha capo, né presidente, né statuto, ma che riesce tuttavia ad operare in perfetta sintonia come se fosse guidato da una mano invisibile, in modo tale che le attività di ciascun membro contribuiscono potentemente a rafforzare ed amplificare l’efficacia dell’attività di tutti gli altri membri”.

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Credit: Aforismario

È proprio con queste parole che il professore emerito di Storia Economica a Berkeley, Carlo Cipolla, descrive nientemeno che la stupidità umana, vera protagonista del più famoso tra i suoi saggi che – senza peccare di “cinismo o disfattismo sociale” – tenta di “investigare, conoscere e quindi possibilmente neutralizzare una delle più potenti e oscure forze che impediscono la crescita del benessere e della felicità umana”.
Lo studioso arrivò addirittura a postulare delle vere e proprie leggi fondamentali della stupidità umana, partendo da cinque premesse:
– Gli stupidi danneggiano l’intera società
– Gli stupidi al potere fanno più danni degli altri
– Gli stupidi democratici usano le elezioni per mantenere alta la percentuale di stupidi al potere
– Gli stupidi sono più pericolosi dei banditi perché le persone ragionevoli possono capire la logica dei banditi
– I ragionevoli sono vulnerabili dagli stupidi perché generalmente vengono sorpresi dall’attacco e non riescono ad organizzare una difesa razionale perché l’attacco non ha alcuna struttura razionale.

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Credit: Powermall

Fin qui, la stravagante teoria di Cipolla non fa una piega, anche se più che assomigliare ad un trattato teorico ricorda uno sfogo umoristico. Eppure, le sue cinque leggi cardine della stupidità umana ancora trovano posto sulla carta stampata.

Prima Legge
Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione.
– Persone che reputiamo razionali ed intelligenti all’improvviso risultano essere stupide senza ombra di dubbio
– Giorno dopo giorno siamo condizionati in qualunque cosa che facciamo da gente stupida che invariabilmente compaiono nei luoghi meno opportuni

Seconda Legge
La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona (come sesso, cultura, condizioni etniche o educazione), e spesso l’aspetto innocuo/ingenuo di una persona ci fa abbassare la guardia.

Terza Legge
Una persona stupida è chi causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.

Quarta Legge
Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. Dimenticano costantemente che in qualsiasi momento, e in qualsiasi circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.

Quinta Legge
La persona stupida è il tipo di persona più pericolosa che esista. Questa è probabilmente la più comprensibile delle leggi per la conoscenza comune che la gente intelligente, per quanto possano essere ostili, sono prevedibili mentre gli stupidi non lo sono.

Partendo dall’affermazione di una delle sue premesse – ovvero quella che recita che “una persona stupida è più pericolosa di un bandito” – Cipolla arriva infine a classificare quattro tipi di persone in base al loro comportamento individuale e collettivo:

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Credit: manifestosardo
  • Disgraziato o sfortunato: colui che con la sua azione tende a causare danno a sé stesso, ma crea anche vantaggio a qualcun altro

  • Intelligente: colui che con la sua azione tende a creare vantaggio per sé stesso, ma crea anche vantaggio a qualcun altro

  • Bandito: colui che con la sua azione tende a creare vantaggio per sé stesso, ma allo stesso tempo danneggia qualcun altro

  • Stupido: colui che causa un danno ad un solo individuo o ad un gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé (ma addirittura, in alcuni casi, subendo una perdita)

Francesca Amato

 

 

 

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