Imparare durante il sonno è sempre stato il sogno proibito di qualsiasi studente. Come Dexter, che impara la sua lezione di francese prima del compito in classe. Senza magari far esplodere il laboratorio come conseguenza, come nel cartone. Ma quanto c’è di vero? È possibile imparare durante il sonno?

Dormire ha un ruolo estremamente importante per l’apprendimento. Prima di un’interrogazione o un esame, una buona notte di sonno aiuta enormemente. C’è chi dice che sia meglio studiare prima di andare a dormire, per fissare i ricordi durante il sonno. Altri dicono che sia meglio la mattina, con il cervello “più fresco”. Ma cosa ha da dire la scienza in merito?

Imparare durante il sonno, o ipnopedia, è un tema di studi affascinante. Sebbene sia perlopiù considerato un campo pseudoscientifico, la sua storia inizia nel 1927, quando Alois Benjamin Saliger inventa lo psicofono. L’apparecchio altro non era un ripetitore che durante la notte riproduceva un messaggio registrato. L’inventore al tempo dichiarò che “è stato provato che il sonno naturale è identico al sonno ipnotico e che durante il sonno naturale la mente è più recettiva ai consigli”. Con l’avvento dell’encefalogramma le teorie ipnopediche persero completamente credibilità e importanza. Infatti, durante gli esperimenti, con l’elettrocardiogramma, era possibile vedere se il soggetto in questione fosse sveglio. Vennero di conseguenza smentiti tutti gli studi che millantavano l’apprendimento durante il sonno. Si scoprì infatti che nei pochi studi in cui i soggetti imparavano qualcosa durante il sonno, erano sempre o svegli o in dormiveglia.

Vera immagine di quello che succede durante il sonno

Ma quindi c’è qualcosa di vero? Ebbene si, il sonno ha un ruolo importante nel riarrangiamento dei ricordi. Secondo alcuni studi, durante il sonno si avrebbe una razionalizzazione dei ricordi. Mediamente infatti le connessioni tra neuroni, o sinapsi, diminuirebbero mentre dormiamo. La potatura sinaptica, così chiamata, serve a rendere il cervello più produttivo e recettivo ad ulteriori stimoli durante la giornata. Allo stesso modo, un ruolo proposto dei sogni, sarebbe quello di ripresentare al cervello le informazioni importanti, aiutandolo a fissarle. Il cervello durante il sonno andrebbe quindi incontro a ben due processi. Il primo consisterebbe nella pulizia da informazioni inutili, mentre il secondo in un allenamento che fissi i ricordi e prepari il cervello a tutto cio che possa accadere.

Sembra però che come in Inception, si possano passare delle informazioni al cervello durante il sonno. Non saranno certo le lezioni di storia, ma diversi studi hanno studiato la possibilità usando suoni e odori. Il cervello infatti non ha compartimenti stagni tra i vari ricordi, ma registra tutto insieme, in un maniera simile ad una rete intricata, in cui i fili dei ricordi si intrecciano e si incontrano: tirando un filo, molti altri vengono dietro. In uno studio, infatti, alcune informazioni erano associate ad uno specifico profumo, per esempio di rosa. Durante il sonno gli scienziati sottoponevano lo stesso odore ai volontari. Di risposta questi ricordavano meglio le informazioni il giorno dopo rispetto a chi non era stato condizionato.

I ricercatori sono anche riusciti ad inserire informazioni ex novo nel cervello dei topi. Un gruppo specifico di neuroni si attiva sia quando il topo entra in una stanza nuova che quando ci si addormenta. I ricercatori, quando i neuroni si attivavano durante il sonno, stimolavano il circuito di ricompensa. Di risposta, il topo imparava, durante il sonno, che doveva andare in certi luoghi specifici, ma senza saperne il perché.

Per il momento quindi, quello che possiamo imparare durante il sonno è assai limitato. Sappiamo che una buona quantità di sonno è essenziale per ricordare avvenimenti e informazioni. Quindi no, ascoltarti la registrazione della lezione di filosofia non ti aiuterà con l’interrogazione di domani. Ma sicuramente ti aiuterà dormire a sufficienza stanotte.

 

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