«Per burocrazia si intende l’organizzazione di persone e risorse destinate alla realizzazione di un fine collettivo secondo criteri di razionalità, imparzialità e impersonalità.»

La cultura popolare ha portato, con gli anni, le persone a rabbrividire ogni qualvolta sentissero nominare la parola «burocrazia». Grazie alla definizione di cui sopra, diventa invece facile intuire che questo «demone» non è in realtà malvagio come sembra, ma è invece un concetto alla base dell’organizzazione sia pubblica che aziendale, in grado di facilitare lo svolgersi delle operazioni.

Ciò che ci spaventa non è pertanto la burocrazia di per sé, ma un impianto iper-burocratico sovraccaricato di vincoli. Rubando le parole ad un mostro sacro della letteratura latina come Orazio, viene quindi spontaneo considerare che est modus in rebus, letteralmente, c’è una misura nelle cose. La burocrazia rimane quindi positiva fintanto che vincoli, regole e organizzazione non diventino eccessivamente complessi, ostacolando quindi il fluire d’informazioni e risorse.

Un esempio lampante di iper-burocrazia è l’Italia, esempio che viene ampiamente trattato nel libro-inchiesta di Paolo Bracalini, «La Repubblica dei Mandarini» 2014, Marsilio Editori. Ne citerò una parte dell’introduzione, in grado, con poche parole, di esprimere la frustrazione e l’avvilimento che la pubblica amm.ne è in grado di suscitare nell’autore e non solo.

«Il Paese dei burocrati, la patria dei cavilli, la Repubblica dei mandarini. In Italia il rapporto si è invertito: non è lo Stato al servizio dei cittadini, ma siamo noi al servizio dello Stato, una macchina enorme, inefficiente e dispendiosa. […] Abbiamo i dirigenti pubblici più pagati al mondo («il triplo della media mondiale» rileva l’Ocse), e gli impiegati pubblici meno produttivi). […] E allora lo Stato si riforma, se non funziona, no? Già, ma poi tutto finisce nella palude, le riforme si bloccano, il paese resta immobile. […] La grande burocrazia difende l’esistente, lo status quo, la palude dove sguazza. Perché cambiarla (come si è impegnato il premier Renzi, ma già altri prima di lui, senza successo)? Semmai, si sfornano altre leggi, nuovi regolamenti. Più leggi, meno democrazia, più norme, meno trasparenza.»

«Corruptissima re publica plurimae leges» scriveva Tacito negli Annales, molte sono le leggi quando lo Stato è corrotto; con questo, sia chiaro, non sto insinuando che il nostro Stato sia corrotto, mi preme invece mettere in evidenza il fatto che una Repubblica, composta da tantissime leggi (150mila secondo Sabino Cassese, 37mila secondo la Camera), sia meno trasparente, più oscura e che pertanto abbia più possibilità di essere luogo di corruzione. Semplificare, rendere tutto più lean, sembra quindi l’unica soluzione possibile.

Ecco che allora il Ministro per la semplificazione e la pubblica amm.ne ci presenta Peppe. È un martedì mattina di un gelido febbraio, e Peppe, padre di famiglia, si ritrova a fare un po’ di cose: deve andare in tabaccheria a pagare il bollo auto, deve iscrivere la sua figliola a scuola e deve prendere coraggio per mettersi in coda per ore così da poter presentare il suo 730 al C.A.F.

Peppe si è però ricordato di avere un lavoro e non può pertanto permettersi di assentarsi. Il tempo stringe, le lancette continuano a ticchettare sull’orologio di Peppe, che non è ancora convinto di poter prendersi un permesso solamente per andare al C.A.F.

Ecco che gli viene allora in aiuto SPID: col Sistema Pubblico di Identità Digitale, basta ora un solo account per accedere ai servizi online della pubblica amm.ne. Peppe può così evitare di perdere una giornata di lavoro e riesce a svolgere tutte le sue operazioni velocemente, anche sullo schermo di uno smartphone.

Lo SPID nasce allo scopo di semplificare e velocizzare l’impianto burocratico italiano. I cittadini maggiorenni, dopo averne fatto richiesta, riceveranno le credenziali e potranno così buttarsi alle spalle ore e ore di code agli sportelli.

Bastano infatti un solo nome utente e password per accedere a tutti i servizi online delle Pubbliche Amm.ni sia da computer che da tablet e smartphone.

Sembrerà strano, sembrerà irreale, soprattutto nel nostro Stato dove l’iper-burocrazia regna e ha regnato per anni, eppur qualcosa si muove

UncleSam

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