Space-X e i viaggi spaziali low cost: come andare nello spazio diventerà accessibile a (quasi) tutti.

Space-X e i viaggi spaziali low cost: come andare nello spazio diventerà accessibile a (quasi) tutti.

Come una compagnia privata ha cambiato le regole dell’andare nello spazio in vent’anni.

Tutti conosciamo la realtà dei voli passeggeri low cost, voli che a scapito di una riduzione nel confort e nei servizi al passeggero hanno reso accessibile il viaggio aereo di breve e medio raggio ad una ampia categoria di persone. Meno conosciuta è la realtà dei voli spaziali low cost.  L’idea di base è la stessa dei voli low cost, ovvero rendere accessibile in futuro a sempre più individui il viaggio spaziale. Ovviamente un risultato così ambizioso sottintende delle fasi molto articolate sia dal punto di vista tecnologico sia economico.                                                    Il protagonista di questa “rivoluzione spaziale” è  il super-imprenditore Elon Musk (Tesla, Space X).

Il punto di vista di Elon Musk

Elon Musk ha fatto parlare molto di se’ per la sua stravaganza e visionarietà, però non si deve trascurare la sua determinazione.                          A suo dire il suo “sogno” è rendere l’umanità una specie interplanetaria, in grado di colonizzare un altro pianeta fondandoci colonie autosufficienti.   Il primo “nuovo mondo” di questa colonizzazione spaziale sarebbe Marte, il nostro vicino polveroso, freddo e rosso, estremamente inospitale ma con grande potenziale. Secondo Musk sarà possibile raggiungerlo a basso costo già nel prossimo decennio e stabilirci colonie autosufficienti, creando sistemi per la coltivazione, l’estrazione e lavorazione delle materie prime in loco. Trascurando per ora le sfide che si dovranno affrontare una volta raggiunta la superficie, come si rende possibile un viaggio del genere per i pionieri dello spazio, senza che il costo sia troppo alto per essere sostenuto?

(Photo by Kevork Djansezian/Getty Images)

Come si abbatte il costo dei viaggi spaziali?

L’azienda-gioiello di Elon Musk, Space X, ha risposto a questa domanda rivoluzionando tutti gli aspetti di ciclo produttivo, ricerca, sviluppo e uso dei prodotti rispetto agli altri giocatori nel campo spaziale.

Dal punto di vista produttivo è stata adottata dalla compagnia la dottrina del Make piuttosto che del Buy, ovvero prediligere la produzione interna piuttosto che l’acquisto di tutto il necessario per creare il prodotto finito. Questo implica un costo iniziale importante per quanto riguarda la costruzione di tutti gli impianti necessari, ma sembra essere conveniente non dipendere da numerosi fornitori e soprattutto versatile in una industria dove le esigenze tecnologiche cambiano velocemente.

Per quanto riguarda gli aspetti di ricerca e sviluppo Space X si è avvalsa ampiamente dei fondi derivanti dalle altre aziende di Musk e ha utilizzato un approccio fortemente sperimentale più che teorico e predittivo. Questo approccio di trial and error ha permesso all’azienda di fare passi da gigante in pochissimo tempo. Infatti l’azienda in meno di due decenni è riuscita, praticamente da sola, a raggiungere il livello  tecnologico di NASA e delle altre grandi del settore. La creazione da zero di nuova tecnologia però porta con se i problemi relativi all’affidabilità, aspetto sul quale Space X sta lavorando al momento, per rendere i propri veicoli safe per il viaggio umano.

La rivoluzione più fondamentale però è stata operata per quanto riguarda l’uso dei loro veicoli e la gestione delle missioni. Infatti il costo più grande di ogni missione spaziale è sempre stato dover costruire da zero ogni parte utilizzata, un po’ come se per ogni viaggio in autostrada si dovesse comprare un’auto nuova. Creando invece lanciatori in grado di ritornare intatti al suolo e di ripartire nel giro di poche ore e parti riutilizzabili per molteplici missioni  hanno abbattuto l’aspetto più costoso di ogni missione spaziale, rendendo molto più abbordabile per i loro clienti il lancio di carico nello spazio e, in futuro, il viaggio nello spazio stesso.

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Ma tutto questo come ci impatta nel quotidiano?

Come disse l’ingegnere Konstantin Ėduardovič Ciolkovskij: “La terra è la culla dell’umanità, ma non si può vivere per sempre in una culla”. Come Cristoforo Colombo guardava al mare e pensava di percorrerlo fino all’India, è dalla notte dei tempi che pensatori e sognatori guardano ai pianeti come a lontani lidi da esplorare, e la Luna è stato solo il primo passo.                                                                                                              La possibilità di abbandonare il pianeta garantisce alla nostra specie una garanzia di sopravvivenza in più, se non riuscissimo a prenderci cura adeguatamente della nostra “culla”, la Terra. Ma la diminuzione dei prezzi dei viaggi spaziali ci beneficia anche in modo molto più immediato. La maggior parte della tecnologia di cui facciamo uso oggi (dalle auto agli smartphone e oltre) e della ricerca scientifica si basa in misura più o meno grandi sulla possibilità di portare oggetti nello spazio. Tanto più dovesse diventare economico farlo, tanto meno pagheremmo di tasca nostra il costo di aver spedito qualcosa nello spazio per far funzionare la nostra vita di tutti i giorni.

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