Solo propaganda? Foscolo e Fabri Fibra raccontano speranze e disillusioni del cittadino medio

Manipolazione e disinformazione dilagante fanno della propaganda politica strumento principale di persuasione, con il risultato di alimentare aspettative, e di conseguenza delusioni, del cittadino votante e non. 

Non ci sono dubbi sul fatto che nel corso del tempo personaggi e protagonisti della vita politica non hanno esitato a far uso di una propaganda ingannevole, fatta di promesse non mantenute e verità celate, al solo scopo di arrivare ad un unico obiettivo: ottenere quanto più potere possibile. Una comunicazione manipolatoria e persuasiva, basata sul ”piacere” ad un pubblico, assecondando inizialmente la volontà della massa e facendo leva sulle emozioni del cittadino alla ricerca di cambiamento, per poi, in fine, deluderlo.

Apatia o frustrazione?

E’ forse a causa di queste continue delusioni e promesse infrante che, negli ultimi anni, i giovani si sono allontanati dalla scena politica, sembrando quasi indifferenti all’argomento. La Z-Gereration, così come i Millennials, appaiono quasi volutamente ignoranti per quanto riguarda la  politica e da chi è effettivamente composta, dissociandosi dalle scelte portate avanti dal governo, come non facessero parte del processo decisionale che a tutti gli effetti porta in auge queste decisioni.

Ed ecco che io stessa, da ignorante e componente della Z-Genereation , sento di poter portare avanti un’ipotesi già formulata sull’eventuale motivo che spinge i giovani a disinteressarsi della vita politica. Credo che l’allonatanamento altro non sia che una reazione di riflesso, una conseguenza di fronte all’indifferenza politica e sociale dimostrata nei confronti dei giovani, dei loro pensieri e volontà.

Un altro fattore che alimenta quest’insofferenza è la sensazione di impotenza di fronte a decisioni che in un modo o nell’altro sembrano già scritte, oppure la paura di impegnarsi attivamente per la realizzazione di un’idea e poi vederla sfumare.

In particolare quest’ultima sensazione è stata ben percepita e profondamente sentita in passato, da uno dei nostri autori più famosi ed importanti: Foscolo.

Foscolo

La profonda delusione di Ugo Foscolo scaturisce dalle aspettative e speranze mal risposte nella figura di Napoleone. Bonaparte fu uno dei più importanti ed illustri comandanti della storia, ma così come ogni uomo di successo e soprattutto dedito alla smania di potere, non si fece scrupoli ad ingannare, attraverso sotterfugi e manipolazioni, il popolo, con l’obiettivo di ottenere consenso ed onori. In questo modo Foscolo, abbindolato da una propaganda falsata che faceva di Napoleone un liberatore, ”portatore di pace e prosperità”, parteggia per quest’ultimo e per gli ideali della rivoluzione francese, tanto da scrivere al comandante addirittura un’ode celebrativa intitolata ”A Bonaparte Liberatore”.

Ma ecco però che, come dopo ogni buona campagna elettorale odierna, una volta raggiunto il potere, Napoleone sembra ”dimenticare” le promesse fatte e si rivela alla popolazione come un tiranno.  Un cambio di rotta che ovviamente scatena un’ondata d’odio nei cittadini, delusione che raggiunge l’apoteosi nel momento in cui, con il ”Trattato di Campoformio”, Napoleone cede Venezia all’Austria.

Possiamo immaginare lo stato d’animo di Foscolo di fronte alla situazione: dopo aver creduto così ardentemente nei fondamenti propagandistici della rivoluzione francese, che facevano di libertà, uguaglianza e fratellanza i capisaldi del pensiero comune, adesso il nostro autore entrerà in una profonda crisi esistenziale, testimoniata da alcuni passi di opere come ”Ultime lettere di Jacopo Ortis” e ”Dei Sepolcri”.

”Io da un animo basso e crudele, non m’aspetterò mai cosa utile ed alta per noi. Che importa ch’abbia il vigore e il fremito del leone, se ha la mente volpina, e se ne compiace? Sì; basso e crudele – né gli epiteti sono esagerati. A che non ha egli venduto Venezia con aperta e generosa ferocia?”

”Propaganda” di Fabri Fibra

Eppure, nonostante il passato non testimoni speranza per il futuro, ad ogni nuova elezione l’illusione di un cambiamento diventa concreta e spinge ognuno di noi a pensare che, forse, migliorare sia possibile.

”Accendo la tele, un politico parla, sembra interessante, ascoltiamolo un po’
Fa mille promesse, la gente lo guarda, sicuro alle prossime lo voterò”

La canzone ”Propaganda” altro non è che lo sfogo dell’elettore disilluso, un flusso di coscienza che parte dalla speranza di trovare finalmente una figura politica che rappresenti il cittadino medio, l’uomo che vive la sua umile vita tra sacrificio e lavoro, che riesca a farlo ”dormire tranquillo”.

Questa canzone racconta il desiderio di trovare una figura politica realmente onesta e non propagandisticamente valida, un personaggio che assomigli in qualche modo al votante e che comprenda le sue necessità e i suoi bisogni. E per un pò. ovviamente durante la campagna elettorale, questa figura leggendaria e quasi mitologica sembra comparire:

”Finalmente qualcuno che mi sembra onesto
In mezzo a tanti corrotti”
Ma, attenzione, l’illusione dura un attimo, giusto il tempo delle elezioni, poi il sogno si infrange. Una volta che la fantomatica propaganda riesce nel suo intento, l’uomo medio, che ancora risente delle speranze provate e delle illusioni vane, torna alla sua vita, sempre più rassegnato all’impossibilità di un cambiamento.
”Sono passati degli anni e tutto è ancora uguale a prima
Sono sempre senza lavoro e sempre con meno autostima”

Lascia un commento