Se smettessimo di percepire il mondo come lo conosciamo, sapremmo orientarci nel nuovo mondo che “vedremmo”?

Perdita improvvisa della vista: l’impossibilità di osservare tutto quel che si ha intorno quali conseguenze comporterebbe? Quanto memoria o ricordi permetterebbero una ricostruzione della propria vita? José Saramago ci conduce, mano per mano, alla scoperta del suo mondo cieco.

Si immagini di esser imbottigliati nel bel mezzo del traffico, mentre si sta attendendo l’interminabile scatto del disco verde semaforico, quando, crudelmente, un’enorme ‘macchia lattiginosa’ riempie entrambi i nostri occhi. L’esordio di Cecità, capolavoro del celeberrimo premio Nobel per la letteratura portoghese José Saramago(1995), inquadra e descrive meticolosamente proprio tale scena: quale sarà stata la reazione di questo primo personaggio? Sarà stato capace di raggiungere la sua dimora da solo? Qualcuno l’avrà aiutato? Come avrà informato il proprio nucleo familiare?

Naturalmente, la lettura del romanzo fornirebbe tutte le risposte necessarie, soddisfacendo ogni curiosità, ma è doveroso sottolineare l’importanza di una questione evidente: la vista, così come gli ulteriori sensi, permette processi sensoriali, percettivi della più vasta gamma, concedendo scambi ottimali soggetto-ambiente, i quali garantiscono il generarsi di una conoscenza del circostante sempre più profonda e adattiva. Tuttavia, nell’attimo in cui siffatta potenzialità venisse meno improvvisamente, solo rappresentazioni, episodi personali, credenze, eventi autobiografici, immagazzinati entro il sistema cognitivo e nei vari processi mnestici, donerebbero la speranza di ricomposizione e riorganizzazione mentale di tutti gli elementi caratterizzanti il vissuto trascorso.

Un pargolo, affetto da forme di cecità ereditaria o causata da problemi postnatali, sicuramente, non sarà mai in grado di ottenere un’immagine singolare e reale dell’esteriore, in quanto l’occasione di vedere sarà sempre negata. Sicuramente, l’infante potrà immaginare, dar vita alle sue sfumature, alle sue forme e ai suoi volti, ma tutto ciò non combacerà con una ‘visione ordinaria’. Si verificherebbe lo stesso anche nel caso di un adolescente o un adulto che ha già dimestichezza con esperienze concrete, avvenute in contesti effettivamente esistenti? Gli studi psicologici si appellano allo sviluppo degli stadi, dei magazzini e delle differenti tipologie di memoria.

Memory tra mente e corpo

La ragazza cieca, il dottore, il vecchio bendato: tutta gente cieca, unita dal problema, che tenta, attraverso l’espressione di rimembranze passate, di fondare basi innovative su cui edificare il futuro imminente. Ma da dove si recuperano tali reminiscenze? Come si attua la ripresa di flashbacks lontani nel tempo?

La memoria è una funzione, tipica della cognizione umana, volta all’assimilazione, all’archivio e al recupero delle informazioni pregresse. Chiaramente, non si tratta di una raccolta dati oggettiva, fedele al tangibile, ma ogni ricordo è costituito da un certo livello di distorsioni delle sensazioni. Il sistema mnestico è tanto creativo, quanto vulnerabile: durante l’invecchiamento, le rappresentazioni remote si deteriorano, divenendo sbiadite o impossibili da raggiungere.

I meccanismi mnemonici iniziano prima a codificare, ossia traducono l’informazione ambientale , donando un significato individuale, in un’unità significativa da conservare; in seguito, tali unificazioni mentali sono mantenute nel tempo per essere, infine, ripescate e riutilizzate all’occorrenza. Ogni personaggio, pur di sopravvivere alla disperazione e salvarsi dal bruto egoismo, recupera qualsiasi dato in modo innovativo, con il fine di formulare soluzioni adeguate.

La memoria sensoriale, secondo il modello modale di Atkinson e Shiffrin, viene colpita primariamente dall’informazione visiva (memoria iconica) o uditiva (memoria ecoica). Da bambini, difficilmente questo primo magazzino risulta maturo e pienamente funzionante, tuttavia permette di detenere, anche per soli secondi, i primi stimoli provenienti dall’ambiente.

Ripetizione e attenzione convogliano le unità informative nella memoria a breve termine (MBT): item, chunk, parole, numeri possono accumularsi secondo una capacità di 7 ± 2. Lo span di memoria aumenta notevolmente tra i 2 e i 5 anni, giungendo al valore massimo intorno ai 12 anni, in relazione ad una serie di fattori: capacità del magazzino; interesse e motivazione; velocità di elaborazione; strategie mnestiche.

In conclusione, la memoria a lungo termine (MLT) immagazzina un numero illimitato di dati, sollecitata dal contesto e da una quantità stabile di attenzione. Solitamente, si recupera efficacemente se si sono create delle elaborazioni tra i vari concetti, mentre le problematiche di oblio sono dovute principalmente a difficoltà nel processo di recupero stesso o mancato accesso alla traccia.

Anche la working memory, proposta dal modello di Baddley, è essenziale per affrontare complessità causate da deficit cognitivi o per acquisire competenze legate a matematica, lettura, comprensione del testo.

Costruire memories

Il gruppo di non vedenti, creatosi in reclusione tra le mura di un ex ospedale, forse per solidarietà o per compassione, sfrutta qualsiasi momento per rimembrare l’istante in cui la disgrazia si è abbattuta su di essi. Ma secondo quali modalità si genera un ricordo?

L’atto del ricordare può essere intenzionale o involontario. La maggior parte delle esperienze quotidiane implicano forme di rimembranza involontarie: è raro compiere uno sforzo mnestico per parlare o per muovere le proprie gambe. Nonostante ciò, la ricerca psicologica più volte si è focalizzata sull’emergere di strategie intenzionali come organizzazione, elaborazione o ripetizione.

L’organizzazione, o meglio l’erigersi di categorie, sequenze gerarchiche, è il mezzo principale impiegato dai bambini per riconoscere e classificare oggetti. Il chunking, ovvero raggruppare insieme gli elementi in base al significato assunto, è il tipo di organizzazione maggiormente messa in atto, poiché consente di familiarizzare tempestivamente con le nuove informazioni recepite (la categoria ‘animali’ permetterebbe di identificare e catalogare una nuova specie).

In precedenza, si è accennato al ruolo svolto dall’elaborazione nella reiterazione strategica: inserire i dati informativi in reticoli semantici (complesso di concetti, proprietà, nozioni particolari), connettendoli ad altre conoscenze, induce facilmente il recupero. Rapportare le nuove informazioni ad altre già presenti in memoria consiste in una strategia efficiente utilizzata spontaneamente dagli adolescenti e migliorabile nel corso del tempo.

Anche l’immaginazione, nonché la creazione di immagini fantastiche per ricordare stimoli verbali, o ritmo e rime (impattano sulla memoria ecoica) sono metodi creativi, stimolanti che consentono l’immagazzinarsi di dati, anche in infanti di pochi anni

Oltre alle figure presenti all’interno del nucleo familiare, gli insegnanti dovrebbero essere in grado di offrire, soprattutto nella fase iniziale dell’intera carriera scolastica di un individuo, le strategie corrette per affrontare la novità e l’ignoto: un’azione senza scopo o l’apprendimento privo di significato, probabilmente, non porteranno ad un ricordo ben impresso; una ripetizione di mantenimento, manchevole di qualsiasi elaborazione, non produrrà un ricordo vivido e facilmente recuperabile. In conclusione, è indispensabile, oltre che essere guidati da qualcuno in questi  meccanismi, un atto di volontà e impegno personale.

Memorie che parlano di me…

Con la perdita totale del potere degli occhi, i protagonisti sono spronati ancor di più nell’esternare le proprie esperienze attraverso una forma mnestica caratteristica: memoria episodica. Il sistema della memoria a lungo termine prevede la presenza di reminiscenze connesse allo specifico contesto spazio-temporale in cui gli eventi si sono svolti. In particolar modo, la memoria episodica, tardivamente, si differenzia in un sottosistema, ossia la memoria autobiografica, che si focalizza sul sé e su tutto ciò che ha comportato l’espressione di quell’essenza.

La memoria episodica può divergere notevolmente dalla realtà, e questo accade a causa di due diversi processi, ossia costruzione e ricostruzione. Al momento della codifica (processi costruttivi), si possono verificare una serie di ‘fenomeni’:

  • la percezione o il significato che si fornisce ad un evento può essere difforme dalla realtà (ricordo difforme)
  • si generano inferenze improprie su ciò che si è visto o udito (il ricordo sarà influenzato da questi errori)

Successivamente, cosa accade durante i processi ricostruttivi?

  • si possono aggiungere nuove informazioni ai nostri ricordi, magari suggerite da altri
  • si può modificare il ricordo per far sì che si accordi con i nostri schemi mentali o con degli stereotipi
  • si può modificare il ricordo in accordo con suggestioni esterne

La ragazza cieca, dopo il tragico accaduto, racconterà del proprio passato da prostituta secondo prospettive non solo negative e con nuove consapevolezze; il vecchio bendato parlerà di sé stesso, fin quando gli sarà permesso, forse valorizzando i propri punti di forza e la propria saggezza; il dottore conserverà non solo nella mente, ma soprattutto nel cuore l’amore per la propria moglie. Gli script (schemi cognitivi), le abitudini sono stati completamente stravolti da questa terribile ‘benda bianca’.

Ma la moglie del dottore? Tutti i segreti sono svelati tra le pagine di carta leggere..aspettano solo di essere sfogliate!

 

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