Scopriamo perché nelle opere d’arte greche i combattenti sono rappresentati nudi

Come mai i combattenti nelle opere d’arte greche venivano rappresentati nudi? Scopriamo il perché.
Vaso greco

Realmente i combattenti affrontavano le loro lotte nudi e senza protezioni? Per fortuna, no, dato che indossavano delle specifiche armature.

 

Le nudità nelle opere d’arte

La maggior parte delle opere d’arte greche, vede i suoi combattenti nudi, pronti a combattere. Si potrebbe falsamente ipotizzare che questi si recassero nudi nel campo di battaglia e che combattessero senza alcuna protezione: la risposta a tale dubbio è no. Gli antichi greci non combattevano nudi e, soprattutto, non si recavano nel campo di battaglia senza armi né protezioni. Allora, da dove deriva l’abitudine e l’usanza di rappresentare i combattenti senza vestito alcuno? Dovremmo innanzitutto discernere le occasioni: quando le rappresentazioni investono calici o bicchieri tipicamente utilizzati durante i banchetti, allora la ragione risiede nella natura degli stessi eventi, dato che molto spesso sfociavano – soprattutto sul finire – in volgarità, ma altrove? Secondo uno storico, Paul Christesen, autore di Sport and Democracy in the Ancient and Modern Worlds, la nudità era considerata simbolo di stato sociale: una pelle scura, abbronzata, e un corpo atletico corrispondevano all’immagine ideale degli ottimati, i cittadini privilegiati, coloro i quali costituivano i più importanti corpi civili e militari.

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Di Sailko – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30568043

La nudità come simbolo di alto stato sociale

L’usanza degli antichi Greci di combattere nudi, nota come  è comunemente nota come ginnasiarchia o agonistica ed era associata principalmente a due contesti: gli esercizi atletici e le competizioni sportive, come le Olimpiadi, e le attività militari. Gli antichi Greci, infatti, avevano un profondo rispetto per la bellezza del corpo umano e i canoni estetici. Gli esercizi ginnici e le competizioni atletiche erano parte integrante della cultura greca e la nudità era considerata una forma di esaltazione della forma fisica ideale, senza sfociare nella volgarità. Le competizioni atletiche, peraltro, si fondavano sulla mitologia e avevano connotazioni religiose e perciò gli atleti partecipavano per onorare gli dei e la nudità simboleggiava purezza, onestà e l’idea di presentarsi davanti agli dei senza nascondere nulla. È importante notare che la nudità nell’antica Grecia non era universale in ogni contesto e periodo storico. Le rappresentazioni artistiche, come statue e ceramiche, spesso idealizzavano il corpo nudo, ma nella realtà quotidiana o in certi contesti militari, gli uomini greci indossavano abiti. Inoltre, le pratiche culturali e le convenzioni sociali potevano variare tra le diverse città-stato greche. La nudità come pratica specifica era più comune nelle città-stato della Grecia continentale, come Sparta, rispetto ad alcune isole o alla polis di Atene.

Reali contesti di battaglia

Gli antichi Greci utilizzavano diverse tecniche e strategie di combattimento a seconda del periodo storico, delle circostanze e del contesto militare, tuttavia, esistevano caratteristiche comuni nel tempo sia nelle tattiche che nell’equipaggiamento, ma va notato che le pratiche belliche potevano variare tra le diverse città-stato.  La forza principale dell’esercito greco era la fanteria pesante, gli opliti, pesantemente armati e forniti di uno scudo grande detto hoplon, e una lancia lunga (dorù), ancora di una spada corta (xiphos). Si combatteva in formazioni chiuse chiamate falangi, in cui gli opliti erano schierati in righe ravvicinate. Questa formazione, sebbene offrisse, protezione e potenza d’urto, richiedeva disciplina e coesione. La cavalleria greca era meno prominente rispetto alla fanteria e i cavalieri greci erano, invece, noti come hippeis. Utilizzavano lance e spade e potevano essere impiegati per ricognizioni, flanconate o inseguimenti. Gli arcieri e i tiratori di frecce erano spesso presenti nei contingenti greci. Chiaro è, alla luce delle formazioni sopraelencate, che era impossibile per un combattente affrontare una lotta privo di vestiti o protezioni: è piuttosto meglio dire che, per questioni artistiche, religiose e culturali, l’arte greca ha preferito rappresentarli senza alcun abito.

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