Scienza nel basket: scopriamo la fisica dietro ad un tiro libero perfetto

Amanti del basket e non, sapete quali variabili si celano dietro la riuscita di un tiro libero? Analizziamole insieme

 

Per la buona riuscita di un tiro libero sono necessari talento e tanto allenamento. Ciononostante, sapere fisicamente e teoricamente cosa serve per segnare , può alzare la percentuale realizzativa.

Cos’è un tiro libero?

Per chi non dovesse sapere di cosa stiamo parlando, spieghiamo brevemente cos’è un tiro libero, e soprattutto perché analizziamo questo episodio del basket e non ne prendiamo in esame altri. Il tiro libero è la sanzione prevista nel caso in cui la difesa commetta un fallo nel momento in cui un avversario tira. In questo casi viene consentito al giocatore che ha subito il fallo di tirare dall’interno della lunetta del tiro libero. Senza dilungarci ulteriormente, capiamo subito che ci soffermiamo su questo fondamentale nel basket, proprio perché è una delle poche situazioni nel basket in cui le variabili e le interferenze esterne sono ridotte al minimo: ci sono soltanto il giocatore e il canestro, sempre alla stessa distanza, senza nessuna difesa.

Traiettoria di un tiro libero

Il fenomeno fisico che sta alla base della traiettoria di un tiro libero è la forza di gravità. Essa ogni secondo modifica la velocità verticale del pallone; è per questo motivo che la gravità dà al pallone la tipica traiettoria parabolica. Un giocatore può influenzare la traiettoria precisa del pallone tramite la velocità che imprime alla palla e all’angolo di rilascio del tiro. Queste due variabili vanno bilanciate, infatti tutti i giocatori di pallacanestro, imprimono al pallone la stessa velocità e rilasciano lo stesso più o meno con lo stesso angolo di tiro. La velocità iniziale è di circa 7 m/s, mentre l’angolo di tiro varia tra i 50° e 60°, con le variazioni che dipendono dall’altezza dei giocatori.

Fisica di un tiro libero

La buona riuscita di un tiro libero, non dipende esclusivamente dalle variabili sopracitate(velocità iniziale e angolo di rilascio). La presenza dell’aria ha 3 effetti sulla traiettoria precisa del pallone: il primo effetto è dovuto alla forza di “galleggiamento”, o forza di Archimede. La differenza di pressione dell’aria tra sopra e sotto il pallone permette che quest’ultimo tenda leggermente a “galleggiare” nell’aria. Questo fa si che la gravità percepita dal pallone sia leggermente più bassa. Il secondo effetto è dovuto alla forza d’attrito dell’aria, che oppone resistenza alla traiettoria del pallone, rallentandone il movimento. Infine l’ultimo effetto è la rotazione che i giocatori imprimono al pallone. Questa, insieme all’attrito dell’aria, devia la traiettoria del pallone verso l’alto, fenomeno conosciuto come effetto Magnus. Secondo uno studio condotto da due ingegneri americani, per un tiro libero perfetto, la palla deve fare 3 giri su se stessa. Sicuramente un giocatore in lunetta non penserà alla fisica che c’è dietro al tiro che eseguirà, anche se inconsapevolmente compirà quei piccoli gesti spiegati sopra, che lo aiuteranno ad andare a segno.

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