Le figlie di Andrea Camilleri riscoprono un uomo affascinante e intelligente, e aprono un Fondo per renderlo accessibile ai più.

“Carissima mamma, io cerco di scriverti nei pochi momenti liberi che ho. Comunque non ti devi mai preoccupare per la mia salute: sto bene, mangio. Anzi, ti dico in proposito che non credo di essere molto dimagrito da quando sono tornato dalle vacanze.” Sebbene questo possa ricordare un messaggio dalla chat Whatsapp tra uno studente fuorisede e la madre, non è così. Queste parole ci raccontano una parte di Andrea Camilleri, e sono tratte da una delle lettere ritrovate tra gli scritti del celebre scrittore siciliano.
Andrea Camilleri, tra le sue carte
Era stato lo stesso Camilleri a chiedere alle figlie di recuperare il suo materiale, e Mariolina e Andreina hanno avuto così anche la possibilità di parlare con il padre di quanto ritrovato. Lo scrittore e sceneggiatore era ancora in vita, hanno raccontato le due nel corso di un’intervista a Rai News 24, quando si sono imbattute nelle pagine di Sweet Georgia Brown. “Mamma mia, avete trovato il mio primo tentativo di racconto!” aveva risposto con gioia Andrea Camilleri. Il garage e la cantina di famiglia restituiscono le carte intatte di scritti, bozze, faldoni originali, foto di scena e anche di lettere e agende. Leggeva un libro ogni due giorni, e ci sono anche alcune poesie e la risposta dello scrittore Elio Vittorini che le definiva “assai buone”. Sarà tutto contenuto nel Fondo Camilleri, uno spazio creato appositamente per mostrare a studenti e ad appassionati cosa c’è dietro ad un grande artista.

Con Camilleri si è spento Montalbano
Nato ad Agrigento nel 1925, Andrea Camilleri ha iniziato la sua carriera come sceneggiatore per la televisione, ed esordito come scrittore nel 1978. Gran parte del suo successo ha avuto inizio all’ultimo decennio del Novecento, quando ha cominciato a scrivere una serie di romanzi ambientati nel paese di Vigata – immaginario, ma che prende forma dalla sua Porto Empedocle, in provincia di Agrigento – e con protagonista il commissario Salvo Montalbano, personaggio del tutto sui generis e che dai romanzi di Camilleri passerà a una serie di sceneggiati televisivi che riscuotono ancora oggi un enorme successo. Il 17 luglio del 2019 Andrea Camilleri si è spento, e solo dopo di lui il suo commissario: la fine di Montalbano è contenuta nel romanzo “Riccardino” che come da richiesta dell’autore è stato pubblicato solo dopo la sua morte. Scritto nel 2005 e rimaneggiato nel 2016, è stato pubblicato dalla casa editrice Sellerio nel mese di luglio del 2020. Dopo tanti anni, ha sempre raccontato Camilleri, Montalbano era un personaggio che dalla sua penna prendeva vita da solo. Così, con la profonda umanità che lo contraddistingue, il commissario sa quando è il momento di andare via: non aggiungeremo altro qui, per rispetto dei lettori più curiosi e appassionati.
Andrea Camilleri, da figlio a padre
Tra le opere più celebri di Andrea Camilleri si trova “La concessione del telefono”, risalente al 1998 e che ha preso ispirazione dal documento originale di una vera richiesta per la concessione di una linea telefonica: anche questo documento è adesso stato trovato con stupore dalle figlie tra le carte del padre. La parte più intima e toccante dei ritrovamenti, però, è forse quella che mostra il celebre autore come un grato e affezionato figlio. Nel corso degli anni Cinquanta, Andrea Camilleri spediva due o tre lettere a settimana da Roma a Porto Empedocle, e a seguire quel “papà carissimo” e quel “carissima mamma” c’era il racconto di tutta una vita. Idee, progetti, lavori di avanguardia e la scelta di un impegno civile. “Abbiamo ritrovato un uomo affascinante e intelligente” affermano le figlie, che non nascondono il sorriso che alcuni ritrovamenti hanno provocato. Il padre, ad esempio, ha sempre raccontato loro di aver buttato dal finestrino, di ritorno da un viaggio, le carte di una commedia dal titolo “Giudizio a mezzanotte”, perché trovata deludente dopo una rilettura. Ebbene, dalla cantina, ne emergono ben cinque copie: “abbiamo smentito papà!”