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Le presunte scie chimiche: cosa sono davvero e perché nessuno vuole ucciderci

Le presunte scie chimiche: cosa sono davvero e perché nessuno vuole ucciderci

Ogni giorno sopra le nostre teste passano decine di aerei, a volte talmente in alto da non sentirne il rumore. Questi spesso lasciano tracce che molti definiscono “scie chimiche”. Secondo costoro queste scie avrebbero diversi scopi: dal controllo del clima al tentativo di avvelenare le persone o persino diffondere malattie. Ma è davvero qualcosa di cui preoccuparsi seriamente?

Quello delle scie chimiche è un argomento molto diffuso. Grazie ad internet, soprattutto ai social network come Facebook, è possibile trovare gruppi di persone che scambiano continuamente opinioni su questo tema. A far accendere discussioni di questo genere sono le comuni scie bianche che compaiono in seguito al passaggio di un aereo. Secondo i sostenitori della teoria, una scia chimica (anche definita Chem trail derivante da Chemical Trail) contiene sostanze che possono danneggiare l’uomo in qualche modo (sostanze tossiche o agenti che possono causare malattie). I sostenitori le distinguono in modo poco chiaro dalle Contrails, ovvero le scie di condensa, in quanto, rispetto a queste ultime, le scie chimiche sono “troppo” basse, “troppo” durature, “troppo” strane. Non ci sono quindi dei parametri ben precisi che permettono di distinguere i due tipi di scie.

Scie Chimiche
Un commento tratto da una conversazione avvenuta con un sostenitore della teoria delle scie chimiche

La bufala delle scie chimiche

Molti dei sostenitori affermano di aver determinato, tramite delle analisi su campioni ambientali, la composizione delle scie chimiche. Queste sembrerebbero contenere diversi elementi come Bario, Alluminio, Quarzo, Vaccini, Virus, Nanomacchine, Fosforo, Rame, Oro, Zinco e tanti altri componenti. Sempre secondo i sostenitori tutte queste componenti ricadono sulla terra esattamente sulla verticale rispetto al punto di rilascio. Perciò, sono convinti che, raccogliendo un campione di terreno sottostante la presunta “scia chimica” se ne può determinare la composizione. I campioni da analizzare vengono poi raccolti in modo random, senza un criterio ben preciso come richiesto da un’analisi ambientale.

I sostenitori del complotto delle scie chimiche non tengono conto però di alcuni fattori. Il primo è che il materiale che verrebbe rilasciato nell’atmosfera sarebbe soggetto ai venti che portano alla dispersione nell’atmosfera di queste sostanze. Il campionamento deve poi essere fatto seguendo dei criteri ben precisi e utilizzando del contenitori non contaminati, cosa che in moltissimi casi, se non sempre, non avviene. I risultati riportano però correttamente la presenza di certe quantità di Bario e Alluminio nel terreno. Ciò che non si considera è che i valori riportati corrispondono alla naturale composizione del terreno. Infatti questo è formato principalmente da Silicio e Alluminio, ma riporta anche delle più piccole quantità di Bario e altri elementi.

Altri elementi di cui parlano spesso i sostenitori di questa teoria è la forma, la persistenza e la quantità di queste scie chimiche. Infatti spesso assumono forme geometriche strane (la cui descrizione può essere anche molto confusa come si può vedere anche nell’immagine a lato) e restano nell’atmosfera per molte ore prima di diradarsi. A volte poi si interrompono bruscamente per poi ricomparire dopo poche centinaia di metri (le scie intermittenti).

Le dimostrazioni contro questa teoria

Nell’Agosto del 2016 sulla rivista Environmental Research Letters un gruppo di scienziati che della University of California che si occupa di analisi ambientale ha pubblicato uno studio sulle presunte scie chimiche. Qui è possibile trovare un pdf riguardo lo studio. Queste non sono altro che scie di condensa dovute al vapore acqueo formato dalla combustione del carburante dell’aereo a causa delle basse temperature nell’alta atmosfera. La forma di queste poi dipende dalla presenza di venti più o meno forti che ne variano la “struttura”. La temperatura inoltre influenza la forma e la persistenza. Più questa è bassa più la scia sarà stretta e più tempo richiederà per diradarsi.  Per quanto riguarda le scie intermittenti, ciò si deve alla differenza di umidità: in una zona più secca una scia si disperde più velocemente.

Il controllo climatico

Una delle funzioni delle scie chimiche, secondo i sostenitori della teoria, servirebbe al controllo del clima. Su questo argomento non si è fuori strada, o almeno non completamente, se non vi fossero state costruite attorno altre mille ipotesi fantascientifiche. Ci sono delle pratiche che consentono di controllare alcuni fenomeni atmosferici, soprattutto la pioggia o la grandine. Ma questo si discosta di molto dal controllo e il cambiamento climatico. Il clima infatti è dato dall’insieme di molti fattori (temperatura, umidità, pressione eccetera) che influenzano la flora e la fauna di un certo luogo. I fenomeni atmosferici invece, come la pioggia e la neve sono dei fenomeni temporanei che non influenzano il clima in modo più generale. 

I fenomeni atmosferici possono essere controllati in diversi modi. Il metodo più comune è quello di stimolare la grandine. Il processo è molto costoso e di breve durata. Questo prevede l’uso di sostanze congelanti (come l’azoto liquido o il ghiaccio secco) per far condensare e gelare le gocce d’acqua presenti in un banco di nubi. Insieme a tali sostanze viene usato Ioduro di Argento che serve a velocizzare il congelamento delle gocce d’acqua. Questo però prevede l’uso di razzi o aerei militari, ma la pratica non è mai stata segreta, tanto da sentirne parlare anche in tv.

Tirando le somme, non esistono prove che dimostrano l’esistenza di un complotto per sterminare l’umanità tramite questa pratica. Per maggiori informazioni si può consultare qui la pagina del CICAP dedicata alle scie chimiche.

Michele Sciamanna

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