Il film School of Rock non è solo un bellissimo film sulla passione per la musica, ma può essere visto anche come uno spaccato dell’istruzione.
School of Rock è uno dei grandi classici per famiglie: fa ridere, è irriverente e molti co-protagonisti sono bambini. Un mix perfetto che rende il film molto godevole per chiunque, appassionati di musica rock e non. Proprio per l’ambientazione scelta, quella di una ricca scuola elementare degli Stati Uniti, è interessante vedere come il sistema dell’istruzione possa subire storture, anche basate su caratteristiche ascritte all’individuo: il colore della pelle, l’etnia, la cultura o il ceto sociale. Analizziamo insieme il tutto.
School of Rock
Uscito nel 2003 negli USA, School of Rock ruota attorno alla figura di Dewey Finn, un musicista che vorrebbe sfondare nel mondo del rock, ma che vede molti tentativi non andare a segno. Dopo essere stato buttato fuori dalla sua band, il protagonista si ritrova al verde. Fingendosi il proprio migliore amico, un insegnante, si ritrova professore di una prestigiosa scuola elementare. Completamente incompetente, passa le ore a oziare, lasciando fare agli alunni ciò che desiderano. Un giorno, l’illuminazione: formare una band (e una crew) per gareggiare a un contest, La battaglia delle band. Il resto è storia (ma occhio alla preside Mullins!).
L’ambientazione del film
Come già accennato, la scuola in cui si trova a insegnare Dewey è molto ricca e prestigiosa. I bambini provengono per la maggior parte da famiglie molto facoltose e si vede: portano uniformi, sono sempre tutti in ordine, sono disciplinati (tranne quello che diventerà il piccolo batterista) e hanno una padronanza di linguaggio eccezionale. Inoltre, l’istituto offre insegnamenti un po’ fuori dal comune in confronto all’offerta formativa standard: ore di musica dove la classe diventa una vera e propria orchestra, di molte lingue straniere e di matematica avanzata. Sebbene questa rappresentazione calzi decisamente a pennello con quella delle tipiche scuole di prima classe, qualcosa non torna. La composizione della classe, infatti, non rispetta quella che è la realtà, né del contesto americano, che di quello italiano. I bambini, infatti, appartengono a diversi gruppi etnici, cosa per niente scontata.
Le disuguaglianze d’istruzione
La sociologia delle disuguaglianze ci viene in aiuto per capire meglio il quadro. School of Rock è molto realista per quanto riguarda l’aspetto socio-economico degli alunni: tutti provengono da famiglie con una posizione sociale medio-alta e questo accade anche nella realtà. Studi confermano infatti che i figli di genitori con un consistente capitale culturale ed economico tendono a frequentare istituti prestigiosi (scuole private in Italia). Questo tendenzialmente perché i genitori vogliono in primis assicurare il meglio alla propria prole, in secundis perché vorrebbero una classe omogenea socialmente e finanziariamente in cui inserire il figlio, per rendere più facile l’inclusione del bambino e della coppia stessa nel sistema scuola. Ciò che School of Rock non azzecca è la composizione etnica dell’istituto. Dato che molti esponenti di gruppi etnici, soprattutto in Paesi di tarda immigrazione (come l’Italia), sono più spesso meno economicamente, lo saranno anche culturalmente e socialmente. Ciò significa che molti non comprendono l’importanza della scuola e le possibilità che questa può dare, quindi tendono a disinteressarsene. Ecco perché i figli di stranieri non sono spesso in scuole prestigiose. E’ molto più probabile che frequentino la scuola più vicina a casa, per mera comodità della famiglia, o quella dove vanno gli amichetti.