Sai perché 1917 somiglia così tanto a Skyfall? È tutta una questione di colori

I colori sono tra gli ingredienti principali della regia di Sam Mendes. Due esempi per eccellenza sono il Bond movie Skyfall e il recente 1917.

George MacKay, interprete di Schofield in 1917

Se un regista, nel recente passato, ha introdotto lo spettacolo visivo all’interno del genere d’azione, quello è Sam Mendes. La corsa contro il tempo, la musica avvolgente e le incredibili sequenze d’azione sono alla base del successo di Skyfall e di 1917. C’è però un altro elemento che contraddistingue i due film: la scelta dei colori.

I colori scandiscono i momenti all’interno di 1917

Nel corso di entrambi i film si possono individuare delle macro-sequenze in cui un colore risulta dominante rispetto agli altri. Spesso, tale colore si può legare allo stato d’animo che il regista vuole conferire a quella parte della pellicola. In 1917, per esempio, si possono trovare cinque macro-sequenze. La prima è ambientata nella terra di nessuno tra le due trincee nemiche. A prevalere è proprio il colore marrone della terra dilaniata dai colpi di mortaio. Nella seconda il tema principale è il verde, difatti la scena è interamente ambientata nella campagna francese. La terza sequenza è di gran lunga quella più appagante dal punto di vista visivo. È la scena ambientata nel villaggio in fiamme di Écoust-Saint-Mein, dove il nero della notte è combinato con la luce rossa delle fiamme. Giunge poi un’alba dalle tinte blu e, con essa, la quarta sequenza. Nella parte finale ritorna il verde come motivo principale. È interessante notare come entrambe le zone verdi arrivino dopo i momenti più concitati del film e come, sia nella prima che nella seconda, il protagonista venga a contatto rispettivamente col minore e col maggiore dei fratelli Blake.

La scena ambientata a Écoust-Saint-Mein e la notevole somiglianza con le sequenze finali di Skyfall

La doppia sequenza di colori all’interno di Skyfall

Contrariamente a 1917, la struttura di Skyfall è più complessa. In particolare il film ruota attorno a una doppia ripetizione della stessa sequenza di colori: color sabbia, grigio metallico, blu e rosso. Il film si apre ad Istanbul, dove Bond sta dando la caccia a un sicario. L’aridità del paesaggio è sottolineata dal grigio sabbia. Spostandosi poi a Londra, la scala cromatica del film muta verso il grigio metallico, colore principale dei quartieri dell’MI6. Dopodiché Bond si muove a Shangai, dove la tecnologia della metropoli è sottolineata da un intenso blu oltremare. La sequenza nel casinò di Macao è infine ben rappresentata dal rosso dorato. Il ciclo ricomincia e il color sabbia stavolta è quello di un’isola abbandonata, dove Bond incontra il villain della pellicola, il Raoul Silva di Javier Bardem. Portato il cattivo a Londra, la pellicola ritorna sulla tonalità grigio metallico, ma il piano di Silva costringe i protagonisti a fuggire in Scozia. Qui sono girate le due sequenze finali. La prima, blu, cattura i momenti ambientati poco dopo il tramonto, mentre la seconda, rossa, è illuminata dal rogo della tenuta di Skyfall.

L’arrivo di Bond ed M (nell’ultima apparizione di Judi Dench) in Scozia

L’origine fisica dei colori

L’origine fisica dei colori risiede nel concetto di onda elettromagnetica. Un’onda elettromagnetica è un fenomeno di duplice natura (sia ondulatoria che corpuscolare) che coinvolge l’alternarsi nello spazio di campi elettrici e magnetici. Per facilitare lo studio delle onde elettromagnetiche, si sono fatte alcune classificazioni in base alla frequenza (onde radio, microonde, infrarosso, luce visibile, ultravioletto, raggi X e raggi gamma). Come nota a margine è giusto ricordare che la frequenza è il numero di oscillazioni che un’onda compie in un’unità temporale (quante volte l’onda oscilla in un secondo). L’intervallo di frequenze detto luce visibile è l’unico che l’occhio umano è in grado di osservare. Naturalmente, alcune specie animali sono in grado di vedere onde elettromagnetiche anche al di fuori di questo campo. Le api, per esempio, riescono a vedere l’ultravioletto. Ciò che è importante notare è che ad ogni frequenza nel campo del visibile si può associare un determinato colore. Solitamente, ogni corpo è in grado di assorbire solo alcune frequenze d’onda, mentre riflette tutte le altre. La risultante delle onde riflesse caratterizza il colore dell’oggetto in esame. I due esempi antitetici sono gli oggetti bianchi (che riflettono le onde ad ogni frequenza) e i corpi neri (che contrariamente assorbono tutte le frequenze).

Bond (Daniel Craig) arriva al casinò di Macao

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