Il rapporto con la morte espresso come solo Disney (e la filosofia) sanno fare.

Quello dell’aldilà è un tema al centro di tutte le culture umane sin dall’alba dei tempi: ma per chi rimane nella terra degli uomini, qual è il rapporto che si mantiene con i cari defunti?
Día de los muertos
É il Día de los meurtos in Messico: le famiglie ricordano i cari che non ci sono più, adornano le case con fiori e addobbi colorati, espongono le foto dei defunti, offrono cibo e bevande per commemorarli: e il giovane Miguel vuole partecipare alla gara musicale dell’anno, con la passione per la musica e i sogni ad accompagnarlo. Tuttavia, la sua famiglia non è affatto d’accordo e, nel tentativo di sfuggirgli, si ritrova… dall’altra parte (ma ancora vivo, non temete). Nell’aldilà le anime vivono come nel mondo che conosciamo (un po’ più magre, ecco), e nel giorno dedicato loro “scendono” sulla terra per raccogliere ciò che i cari hanno donato loro, per osservare i loro figli e nipoti crescere. Purtroppo, non proprio tutte riescono: alcune persone, per un qualche motivo, vengono dimenticate: la loro foto non appare nella ofrenda di famiglia e, con il tempo, spariscono anche dal mondo dei morti, verso chi sa dove.

“Ovunque noi siamo”
D’altronde, Sant’Agostino d’Ippona ci aveva avvertito: è nella misura in cui teniamo vivo il ricordo dei nostri cari in questo mondo che essi continuano a vivere. Per il teologo e filosofo c’è una continuità fra la nostra vita e la loro che non si spezza, e Miguel ce la dimostra: le anime dimenticate scompaiono per sempre, stavolta davvero. Ma qui non si tratta di collezionare semplicemente un ricordo lontano e astratto di loro: bisogna avere il coraggio di volgere il pensiero non solo alla tristezza che quel vuoto irrimediabilmente lascia, ma anche alle sensazioni che si avevano accanto a loro in vita, dando corpo e sostanza ai loro insegnamenti, continuando a fare quelle cose che ci legavano a quella persona. La memoria è il miracolo più immediato e vivido che le persone hanno per dare vita ai loro cari in questo mondo, per spezzare ogni distanza. Scrive Sant’Agostino:
“Coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dov’erano, ma ovunque noi siamo”.
Un esempio?

Riavvolgere il nastro
Quando Miguel torna dall’aldilà si dirige dalla sua bisnonna Coco, affinché lei, ormai molto anziana, non dimentichi suo padre e lui non “sparisca”: sembra tutto vano, finché… lui canta la canzone che il padre di lei, musicista, aveva scritto per la sua bambina, dal titolo non causale: Ricordami. Gli occhi di lei acquistano allora un altro colore, e canta con Miguel una canzone che non ascoltava da anni e anni, ma che teneva dentro di sé, azzerando il tempo. Marcel Proust direbbe che quella che si è attivata in Coco non è la memoria quotidiana e volontaria che usiamo per ricordarci una situazione o un attimo, rievocandoli: lei ha fatto esperienza di una memoria involontaria, che abbiamo nel momento in cui incontriamo suoni, odori e sapori che appartengono a un passato che sembrava perduto, ma che quelle sensazioni ci fanno per un secondo rivivere. Lo scrittore descrive questo fenomeno attraverso una sua esperienza personale: quando la madre gli offre un dolcetto, la madeleine, il sapore di quest’ultima riavvolge il nastro della sua vita, in un attimo, alla sua infanzia.

“Ricordami, ora devo andare via”
Non è una memoria che invochiamo spontaneamente: è lei stessa che ci travolge sotto la veste di una canzone o di un dolcetto, aprendoci le porte di un passato che in momento diventa presente. Ecco perché è fondamentale conservare il ricordo delle persone che amiamo non solo con il pensiero, ma continuando a realizzare quelle attività che ci legavano a loro in vita: esse si possono nascondere nell’odore di una vecchia auto, nelle sensazioni di una partita di calcio vista insieme, nel profumo di una giacca, nel sapore di un piatto gustato insieme, come per Proust, nelle note di una canzone, come per Coco. La musica, che per la famiglia di Miguel era da condannare, diventa ora una possibilità di vita per i propri cari, un’occasione di memoria per annullare le distanze. Mantenendo il filo intatto tramite le piccole cose che ci legavano:
“Ricordami, ora devo andare via. Ripensa a me, sentendo questa melodia: uniremo con le note il cuore e le anime”.
Dal testo di “Ricordami”, “Coco”.