Ricerca di sensazioni e Formula 1: dove la velocità non è un limite

Cosa spinge le persone a praticare sport estremi come la Formula 1?  Ce lo spiega uno tra i maggiori studiosi di psicologia, Zuckerman. 

Zuckerman rappresenta una tra le personalità più eclettiche del mondo della psicologia, il quale si è occupato di ricerca di sensazioni e predilezione a sport rischiosi. In questo articolo vedremo dunque come questo ambito possa concernere uno degli sport più affascinanti (e pericolosi!) del mondo: la Formula 1.

Cosa si intende per sensation seeking

La ricerca di sensazioni riguarda il bisogno di esperire continuamente nuove sensazioni e impressioni tenendo conto della possibilità di incorrere in rischi per provarle. A questo proposito si può pensare a una radice biologica, perchè gli esseri viventi con un forte bisogno di sensazioni ottengono maggiori informazioni sul loro ambiente. È lecito anche ipotizzare che le differenze nell’ambito della sensation seeking risalgano all’esistenza di standard individuali relativi al livello di eccitazione ottimale del sistema nervoso. Gli individui con un alto standard di eccitazione sono destinati a esperire stimolazioni e stati emotigeni più intensi e sono più spesso alla ricerca di sensazioni e impressioni di quanto non accada agli individui che presentano standard più bassi.

Dal momento che tale fondamento psicofisiologico non è mai stato effettivamente dimostrato, Zuckerman ha abbandonato questo tipo di approccio in favore di quello di Stein. In Stein l’interesse e la curiosità sono prodotti da processi biochimici nel sistema limbico, nei quali la dopamina e la monoaminossidasi hanno un ruolo più che rilevante.

La ricerca di sensazioni si struttura in quattro singolari componenti:

  • Ricerca di brivido e di avventura (thrill and adventure seeking), ossia la tendenza a svolgere attività rischiose nello sport e nel tempo libero, che portano a esperire sensazioni intense. È legata a fattori della personalità come l’elevata forza dell’Io, la fiducia e l’iniziativa sociale.
  • Ricerca di esperienze (experience seeking), ossia la tendenza a provare nuove esperienze. È legata a fattori come non conformità e scarsa disciplina.
  • Disinibizione (disinhibition): la tendenza a liberarsi da immobilizzanti inibizioni. Concerne tratti caratteriali come impulsività e dipendenza da gruppi e collettività.
  • Suscettibilità alla noia (boredom susceptibility): la tendenza ad evitare attività e compiti ripetitivi. È tipica di personalità diffidenti e radicali.

Predilezione a sport rischiosi: le componenti relative al rischio

Le persone decidono di praticare sport estremi per diverse ragioni. Un soggetto giudica un’esperienza simile in modo positivo perchè “solletica l’emozione” e “stuzzica la paura”, fattori dunque riconducibili alla ricerca di brivido e di avventura menzionata nel paragrafo precedente. Inoltre è interessante notare come chi sceglie sport del genere presenta un motivo di riuscita e successo fortemente accentuato. La valutazione della minaccia che produce il brivido dipende dalla stima che il soggetto compie delle proprie capacità. L’ultima componente che richiede un’imponente discettazione corrisponde a quella che Duncker ha definito dynamic joys, ovvero giochi come attività prive di scopi. Si esperisce l’ilinx quando il corpo viene posto in determinati stati di movimento. L’attrattiva di questi giochi può essere facilmente osservata già nei bambini piccoli che strillano di gioia quando li si fa volare. Gli adulti spendono denaro per provare esperienze simili, l’unica differenza è che si chiamano bungee-jumping o flyboarding. In Kiphard possiamo notare che tale stimolo viene denominato come “componente vestibolare”. L’apparato vestibolare è una parte dell’orecchio interno che attraverso i propri canali semicircolari reagisce ai movimenti rotatori, mentre gli otoliti reagiscono ai movimenti rettilinei.

Questi tre incentivi spingono un individuo all’esecuzione di attività sportive pericolose, in cui la possibilità di una minaccia vitale potenzia l’eccitazione rendendo l’esperienza più intensa e facendogli comprendere la fondamentale importanza delle sue abilità ai fini della sopravvivenza stessa.

Chi vive di rischio: i piloti di Formula 1

Velocità, pericolo, incertezze, scontri: queste sono le cose di cui si “nutre” un sensation seeker.

Il prototipo perfetto di sensation seeker è il pilota di Formula 1: nè le possibilità di fare incidenti nè i 250 km/h in curva spaventano tali cacciatori di sensazioni. È imperativo ricordare che la velocità massima di una F1 è in media di 330 Km/h, ma la velocità più alta mai registrata nelle F1 moderne è di 360 Km/h nel 2019 da Sebastian Vettel a Monza. Una monoposto F1 rappresenta un microcosmo esemplare dove il pilota è in grado di esperire molteplici sensazioni nell’arco di pochi secondi. Non si tratta certamente di persone ordinarie, perchè il loro desiderio di andare oltre i limiti umani costituisce la loro primaria raison d’être.

Ecco come si è espresso Carlos Sainz (scuderia Ferrari) in seguito alle prove libere in Arabia Saudita del 2021:

“È una pista diversa da qualsiasi altro tracciato in cui abbia mai guidato finora. L’intensità che questo circuito ti dà, che porta adrenalina e brividi, è qualcosa che non vivevo da tantissimo. È particolare, con altissime velocità molto vicino ai muri. Cerchi di guadagnare quel centimetro in più prima di andare a sbattere. Per fortuna dal nostro lato del box siamo rimasti incolumi oggi. Speriamo di andare avanti così anche domani e domenica. Sento abbastanza fiducia, sono riuscito a costruire la mia giornata trovando il ritmo passo dopo passo. Ho sempre avuto un buon feeling. Dobbiamo solo vedere con i diversi carichi di carburante chi sia effettivamente davanti o dietro. La lotta con AlphaTauri, Alpine, McLaren e noi è molto serrata, come è stato anche in Qatar”.

Da queste parole traspare una distintiva pluralità di stati d’animo: quasi possiamo sentire il battito cardiaco accelerato del pilota mentre sfrecciava con la sua monoposto rossa. Possiamo immaginare come si sia sentito prima della gara, pieno di adrenalina e ansia. Possiamo immaginare cosa ha provato una volta arrivato settimo: sicuramente è stato orgoglioso del suo risultato, ma anche sconcertato a causa della decima posizione del suo teammate, Charles Leclerc.

Chissà di quante altre emozioni ci racconteranno i piloti F1 durante il 2022: non ci resta altro da fare se non aspettare la prima gara della stagione, il 20 marzo sul circuito di Sakhir. Vedremo un Lando Norris scoraggiato, un Max Verstappen orgoglioso, un Antonio Giovinazzi deluso o un Daniel Ricciardo elettrizzato? Per ora le possibilità sono molteplici…Ma fino ad allora, occhi puntati al circuito!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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