Rai: l’accordo del governo sulle nomine e i contrasti tra i partiti

È stato raggiunto l’accordo sulla nomina dei vertici di amministrazione della Rai, espressi dal governo: amministratore delegato sarà Fabrizio Salini mentre il ruolo di consigliere di amministrazione sarà ricoperto da Marcello Foa. Il PD accusa Di Maio e Salvini di “lottizzazione” della Rai.

L’accordo sulle nomine

Il Consiglio dei Ministri ha valutato positivamente la proposta del ministro dell’Economia Giovanni Tria di nominare Fabrizio Salini e Marcello Foa rispettivamente come AD e presidente (dovrà comunque essere votato dalla Commissione di Vigilanza) dell’azienda radio televisiva italiana. L’accordo nasce dalla volontà di riformare culturalmente l’organizzazione della Rai; afferma di Maio:”Oggi diamo il via a una rivoluzione culturale” sottolineando il fatto che la nuova organizzazione farà piazza pulita di “raccomandati e dei parassiti”.

Nel cdm di oggi Conte, Salvini, di Maio e Tria (colui che ha il compito di proporre le nomine) hanno raggiunto l’accordo siglato Lega-M5S sulle nomine dei vertici Rai. La scelta dei vertici è stata discussa a lungo durante la mattinata e, nel pomeriggio, è stata trovata l’intesa sui nomi che dovranno riformare l’organizzazione dell’azienda.

Chi sono i nuovi vertici della Rai

rai
Marcello Foa, nuovo presidente Rai

Lontani dalla vita politica, entrambi laureati in scienze politiche, Salini è vicino al mondo dei media e dell’informazione, Foa è scrittore e giornalista.

“Contento, orgoglioso e stupito” Marcello Foa forse non si aspettava di essere nominato presidente della più importante azienda radio televisiva italiana e afferma:”Mi impegno sin d’ora per riformare la Rai nel segno della meritocrazia e di un servizio pubblico davvero vicino agli interessi e ai bisogni dei cittadini italiani”.
Nato nel 1963 a Milano si laurea nella stessa città in scienze politiche; fin da subito comincia a scrivere e, nel 1989 viene assunto a “Il Giornale”, dove rimane fino al 2011. Successivamente diventa direttore generale della Timedia Holding SA e del Corriere del Ticino. Insegnante di comunicazione e giornalismo è professore di Comunicazione e media nell’ambito delle relazioni internazionali all’Università della Svizzera Italiana. Inoltre per diversi anni ha tenuto corsi e master in giornalismo internazionale all’Università Cattolica del Sacro Cuore e all’Università degli Studi di Milano.

rai
Fabrizio Salini, nuovo ad Rai

Fabrizio Salini, nato nel  1967 a roma, è laureato all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, sempre in scienze politiche, ma viene a contatto con il mondo dei media internazionali: dal 2003 al 2011 è vice presidente della compagnia televisiva “Fox Internationals Channels Italy”. Negli anni in cui ha collaborato con il network televisivo statunitense ha contribuito alla creazione di nuovi programmi televisivi; forte dei risultati raggiunti, passa a Sky Italia, gestendo i programmi di Sky Uno e Sky cinema. Nel 2012 si occupa del lancio di due nuovi canali televisivi, si tratta di Giallo e Focus. Continua la scalata nel mondo dei media diventando nel 2014 AD di Fox International Channels Italy.
Infine trova spazio, nel 2015, all’interno dei canali di La7 e La7d, dove viene nominato direttore. Nel 2017 lascerà l’incarico.

La risposta dell’opposizione

“Davvero, come scrive Repubblica, il ministro Di Maio ha ricevuto i giornalisti del Tg1 Gennaro Sangiuliano e Alberto Matano, peraltro nella sua abitazione privata, in una sorta di consultazioni per la direzione dei telegiornali che non hanno precedenti e violano ogni legge? Sarebbe un caso di ingerenza governativa sull’informazione Rai di gravità inaudita, al livello di conflitti di interesse e editti bulgari del passato”

È la dichiarazione di Michele Anzaldi, deputato del PD e segretario della commissione di vigilanza Rai che riporta la notizia di Repubblica secondo cui due giornalisti Rai sono stati “invitati” nell’abitazione del ministro di Maio: si tratta di Gennaro Sangiuliano e Alberto Matano. I due giornalisti smentiscono qualsiasi incontro con il vice-premier, così come quest’ultimo, che afferma:”Non e’ ammissibile che ogni mattina un quotidiano lanci fake news che decidono l’ordine del giorno di una Commissione parlamentare”, prosegue poi con la smentita “non ho incontrato nessun giornalista perché non spetta a noi fare queste nomine, è una questione di rispetto del Parlamento, tanto meno a casa mia.

Ad ogni modo la risposta del Pd non si fa attendere. Vera o meno che sia la notizia riportata da “Repubblica”, il deputato Michele Anzaldi sostiene che Salvini e Di Maio stiano lottizzando la Rai in quanto Foa è molto vicino a Matteo Salvini e l’AD Salini è stato direttore di La7 proprio quando la testata giornalistica ha registrato la sua impronta filo-penta stellata.

Come diverse tematiche politiche degli ultimi giorni, anche la scelta dei vertici Rai (scelta governativa ma trasparente) sembrerebbe aver generato dei contrasti istituzionali. La preoccupazione che la debole risonanza delle opposizioni sia avvertita solo in certi ambiti, più o meno rilevanti, dimostra ancora una volta la scarsa efficacia dei grandi partiti e l’abilità politica di Lega e M5S che continuano a macinare consensi. Emblematico il ruolo del Presidente del Consiglio che, anche in questa proposta, ha svolto un ruolo di facciata e senza alcun modo vincolante alla scelta dei vertici Rai, come se fosse “al servizio” dei due vice-premier.
Opposizione inattendibile, populismo dilagante e accordi bipartisan; sono i tratti distintivi della XVIII legislatura, tratti che, come sostiene Beppe Grillo (ma per altre ragioni), dimostrano il superamento della democrazia?