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Quanto degli zombie che si vedono nei film è realistico in termini biologici? Gli zombie esistono?

In natura esistono diversi modi con cui giungere ad uno stato analogo a quello degli zombie.

Alzi la mano chi non si è mai domandato se sarebbe sopravvissuto in caso di apocalisse zombie… Penso lo avremo fatto tutti almeno una volta, ipotizzando tattiche, come fare scorte, come armarsi, come proteggere chi amiamo ecc…

Bene, vi inquieterà sapere che nella realtà esistono diversi modi per avere de facto degli zombie o dei non morti. Tuttavia per fare questo dovremo fare una differenziazione tecnica importante…

Zombie provenienti dal voodoo Africano e Haitiano:

No, nessuno ha deciso di costruire sopra un cimitero maledetto a sto giro,

Secondo una teoria ancora in cerca di conferma definitiva, gli zombi sarebbero vittime di una neurotossina contenuta nelle polveri di cui si servono gli accoliti del voodoo più potenti. Effettivamente sono state trovate tracce di tetrodotossina (TTX) in tali composti, come ricordato anche nel film Il serpente e l’arcobaleno, ma la potenza di questa tossina, presente nel pesce palla, supera di molto la tolleranza del fisico umano, tanto che è molto più facile morirne anche per piccole dosi che non esserne soggiogati.

Di fatti sotto gli effetti della tetrodotossina sul fisico umano, i malcapitati divengono abbastanza simili al comportamento degli zombi. Essa agisce sul sistema nervoso, “spegnendolo” e rallentando notevolmente la respirazione. Allo stesso tempo il corpo non reagisce ad alcuna stimolazione, sebbene i soggetti rimangano pienamente coscienti di quanto accade loro. Si è in pratica dei “morti viventi” a tutti gli effetti.

Immaginiamoci di avere un corpo che recepisce ma col quale non possiamo più attivamente fare alcunchè perchè banalmente non risponde ai comandi ed è come spento.

Una storica testimonianza di  William Seabrook  nel suo libro The Magic Island descrive una persona nello stato di non morte con tratti molto vividi:

“Gli occhi erano il peggio. Non era la mia immaginazione. In verità erano come gli occhi di un morto, fissi, sfocati, incapaci di vedere. L’intero volto, per quel che importa, era già messo abbastanza male. Era assente, come se non ci fosse niente dietro. Sembrava non solo senza espressione, ma incapace di averne una.”

E’ importante sottolineare quindi che la gran parte delle testimonianze sugli zombi del voodoo fa sempre riferimento a esseri umani vivi, privati della propria volontà che viene sostituita da quella di uno stregone. Tuttavia non dobbiamo confondere queste pratiche con una sballata di tetradotossina.Poiché nei villaggi haitiani non vi sono strutture mediche adeguate al sostentamento di un corpo in stato vegetativo e non esiste un antidoto alla tetrodotossina, una volta che si smette di respirare, arriva la dichiarazione di morte e la successiva sepoltura. E’ a questo punto che intervengono nuovamente i bokor, gli stregoni, che disseppelliscono la loro vittima e le somministrano un estratto di qualche specie di datura, pianta che può causare gravi allucinazioni e fotofobia, cioè una spiccata intolleranza alla luce, i cui effetti solitamente non durano più di quarantotto ore. I “morti risorti”, costretti a vivere di notte in mezzo ad allucinazioni di ogni tipo, anche dopo il loro “risveglio” definitivo finirebbero così per convincersi di essere veri zombi e rimarrebbero sotto il potere del bokor.

Abbiamo già accennato alle difficoltà medico-scientifiche di accettare questa spiegazione dell’impiego della tetrodotossina, ciononostante il severo rispetto, per non dire paura, che i bokor incutono ai propri concittadini ad Haiti lascia molte domande senza risposta. Si racconta che gli stregoni possano imprigionare le anime degli zombi in giare di terracotta e si hanno notizie di compravendite di tali giare, sia per l’acquisizione degli zombi a cui apparterrebbero le anime catturate sia per il riscatto delle stesse da parte dei parenti degli sfortunati “non morti”. Che si tratti di suggestione collettiva o di potenti droghe somministrate a ignari esseri umani, non si può negare l’importanza economica delle attività dei bokor e il discreto numero di soggetti considerati zombi ricoverati nei manicomi haitiani, destinazione non inverosimile per coloro che siano stati esposti a neurotossine e allucinogeni per anni.

Gli zombi per parassitosi:

La parassitologia è una materia strana, a tratti noiosa e ripetitiva, a tratti inquietante. In ogni caso per chi ha dovuto sostenere anche solo un esame di parassitologia generale la tentazione di procurarsi il lanciafiamme più potente sul mercato per cancellare ogni forma di vita non coccolosa è stata forte.

L’evoluzione talvolta è spietata e per arrivare sull’ospite definitivo i parassiti si sono adattati per far si che quelli intermedi li portino a destinazione.

Facendo un esempio semplice, potremmo trovare un parassita che colpisce come ospite intermedio un insetto, e agendo sul sistema nervoso di esso potrebbe alterarne il comportamento e farlo gettare in acqua, dove troverà l’ospite definitivo, ossia il pesce che mangerà l’insetto. A proposito troviamo Leucochloridum paradoxum, un verme piatto che costringe il suo ospite intermedio, una lumaca, a gonfiare ed agitare le antenne così da risultare più visibile agli uccelli e permettergli di infestare un organismo più grande

Tuttavia il caso più eclatante è quello delle formiche zombie. Tuttavia qui parliamo di un fungo, ossia Ophiocordiceps unilateralis. E’ noto anche come “fungo delle formiche zombie”ed è un parassita di una specie di formica del genere Camponotus e si riproduce manipolando il comportamento del suo ospite. Le sue spore cadono sul dorso di una formica, penetrano nel suo corpo e a poco a poco iniziano a colonizzarlo e a nutrirsi dei suoi tessuti molli, fino a secernere sostanze chimiche che raggiungono direttamente il cervello. La formica smette dunque di eseguire i suoi normali compiti e si trasforma in uno “zombie” al servizio del parassita: costretta dapprima ad ancorarsi con le mandibole alla foglia più vicina, luogo ideale per la crescita del fungo, viene dunque uccisa e divorata. Un lungo gambo, ossia il corpo fruttifero del fungo da cui vengono rilasciate le spore, erompe quindi dal retro della testa della formica.Le formiche vengono infettate tramite gli spiracoli per la respirazione attraverso cui le spore del fungo riescono a raggiungere dei tessuti relativamente deboli e cominciare a svilupparsi. Quando il micelio raggiunge il cervello della formica, ne altera le reazioni ai feromoni gestendo così il comportamento dell’insetto che è in tal modo portato a raggiungere un microclima adatto allo sviluppo del fungo stesso.
In seguito il fungo determina la morte dell’ospite. Il carpoforo quindi cresce fino a uscire dalla testa dell’insetto e a liberare le spore. Il processo dura dai quattro ai dieci giorni.

Il piano degli Stati Uniti:

In un documento non classificato intitolato “CONOP 8888”, ritrovato nel 2014 e pubblicato dalla rivista Foreign Policy, si scopre che il Comando Strategico degli Stati Unitiha usato la minaccia di un attacco planetario da parte dei morti viventi come modello per pianificare operazioni su larga scala, emergenze e catastrofi nella vita reale. Insomma per gli strateghi del Pentagono quella degli zombie sarebbe stata una comoda metafora da offrire all’esercito, per motivarlo: “Il piano – si legge in una nota ufficiale – è uno strumento di allenamento utilizzato in un esercizio di formazione in cui gli allievi apprendono i concetti di base dei piani militari e lo sviluppo degli ordini attraverso uno scenario fittizio”. Non tutti però a suo tempo hanno accettato questa versione semplicistica, a

cominciare dalla CNN che ha scritto: “… tuttavia, la preparazione e la completezza mostrate dal Pentagono su come prepararsi a uno scenario in cui gli americani stanno per essere invasi da invasori carnivori è piuttosto impressionante. Ci si confronta con un’ampia varietà di zombie diversi, ognuno con la sua minaccia letale: forme di vita create attraverso forme di sperimentazione occulta di quella che si potrebbe definire magia malvagia, zombie vegetariani (che non rappresentano una minaccia per gli esseri umani a causa del loro consumo esclusivo di vegetali), forme di vita zombie create da organismi investiti da radiazioni…. Ecco gli invasori di cui parlano i documenti”.

In tutto i tipi di zombie con cui confrontarsi secondo gli strateghi del Pentagono erano 8. E, continua la CNN: “Ogni fase dell’operazione è stata discussa: dall’addestraemento generale, al richiamo di tutto il personale militare alle postazioni di lavoro, fino allo schieramento di squadre di ricognizione per garantire la sicurezza e ripristinare l’autorità dopo che la minaccia zombie fosse stata neutralizzata. E le regole di ingaggio contro gli zombie sono chiaramente enunciate all’interno del documento”.

 

 

 

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