La disinformazione uccide. Il mondo civilizzato si sta rendendo conto di questa verità soprattutto con i no-vax. Ma l’Africa, come sempre, sta pagando il prezzo più alto. L’UNICEF sta combattendo l’ebola in Congo, in una delle più grandi esplosioni del virus degli ultimi anni. Oltre a cercare di curare a arginare il diffondersi della malattia, deve occuparsi però anche di arginare le fake news. La disinformazione infatti dilaga, sia per l’ignoranza della popolazione media, sia a causa di sabotaggi politici. Ma l’UNICEF sta applicando alcuni atteggiamenti che fanno sperare per il meglio.
La repubblica democratica del Congo sta subendo la peggiore esplosione di ebola degli ultimi 5 anni. Con 600 malati accertati e 343 morti, è il secondo più grande focolaio, dopo quello che fece notizia nel 2014. L’epidemia ha raggiunto alcuni grandi centri, e lo stato di conflitto nella zona impedisce l’azione delle associazioni umanitarie. L’ebola ha già raggiunto Butembo, una delle grandi zone urbane, che conta 700.000 abitanti. Il vaccino sperimentale è stato già somministrato 60.000 persone, ma non è riuscito a fermare l’espansione del virus.
UNICEF contro l’ebola e contro la disinformazione
L’UNICEF sta cercando di lottare su due fronti: contro il virus e contro la disinformazione. La quarantena che si deve imporre in caso di ebola, infatti, ha permesso l’insorgere di teorie complottiste. Nella gestione del primo focolaio, si seppellivano i morti senza cerimonia, in luoghi lontani dalle comunità e in sacchi neri anonimi. Girava infatti la voce che i corpi venissero mutilati per la compravendita di organi. La politica che dovrebbe aiutare in queste situazioni, invece rema contro. Crispin Mbindule Mitono, dell’opposizione, ha dichiarato alla radio locale che il vaccino sperimentale causa l’impotenza. Ha dichiarato inoltre, che l’ebola sarebbe un virus sintetizzato in laboratorio per colpire la popolazione di Beni, dove esplose il focolaio 5 anni fa.
Uno stop alle teorie complottiste
“Di solito dico ai miei team che lottiamo contro due focolai: di ebola e di paura” dichiara Carlos Navarro Colorado, del centro UNICEF di New York. L’organizzazione però ha messo in campo tecniche per combattere la disinformazione, che si stanno rivelando estremamente efficaci. Durante l’ultimo focolaio sono state studiate delle tende di plastica che permettono ai familiari di interagire e vedere il malato. Allo stesso modo si è percorsa letteralmente la strada della trasparenza per quanto riguarda le sepolture. È concesso seguire il rito di sepoltura tradizionale, utilizzando un sacco trasparente. Così si mettono a tacere tutte le teorie complottiste che affondavano le loro radici nella segregazione alla quale i malati di ebola erano sottoposti. Le ambulanze hanno smesso di utilizzare lampeggianti e sirene, quando trasportano un malato. Il suono era infatti stigmatizzato e temuto dalla popolazione.

La soluzione contro le fake news
Accanto ad azioni dirette a sradicare le teorie complottiste, l’UNICEF sta conducendo massicce campagne di informazione. Per ogni fake news, una replica accurata arriva tramite WhatsApp o radio locale. Pongono molta attenzione nel non ripetere la fake news. Le ricerche suggeriscono che il metodo più efficace per combattere la disinformazione è ripetere a più riprese la verità. Aiutano anche molti sopravvissuti al virus, che sono diventati volontari nei centri di trattamento dell’ebola.
La campagna contro il complottismo e la disinformazione ha portato risultati estremamente positivi. Adesso anche ammalati delle città rurali è molto più probabile che si rivolgano ad un ospedale. La fiducia nelle associazioni umanitarie è aumentata, e adesso riescono ad agire più facilmente sul territorio.
Come prendere spunto dalle azioni dell’UNICEF
La disinformazione è una lotta che stiamo cominciando a combattere anche negli stati del primo mondo. La mancanza di spirito critico è uno dei principali problemi che Europa e USA si stanno trovando ad affrontare. Dati i risultati ottenuti dall’UNICEF, è possibile che si possa prendere spunto dalle loro azioni ed agire di conseguenza