Dal cambio di legge del 2016 in materia di canapa, è esploso il mercato della cosiddetta cannabis light. Il mercato reso possibile dalla nuova legislatura vale oggi 44 milioni di euro in Europa. Il trend è cominciato in Svizzera, dalla quale al momento importiamo gran parte della cannabis legale, dove ha un valore complessivo di 30 milioni di euro. Ma qual è la situazione al momento in Italia di questa cannabis light?

Non è legalizzata

Uno delle più grandi mal interpretazioni della legge, è che la cannabis light sia legalizzata. La cannabis light NON è legale. O meglio, non completamente. La conseguenza della legge, è infatti che fumarla in pubblico può portare ad un accertamento in questura ed una multa. Allo stesso modo produrre prodotti alimentare con la cannabis light è passabile di denuncia e sequestro.

La canapa è infatti legalizzata a scopo industriale, e non come alimento o prodotto di erboristeria. Se comprando cannabis light osservate la bustina, dovreste trovare a norma di legge una dicitura “a scopo di collezione”. La cannabis light non è infatti inserita all’interno della legislazione che contiene alimenti e prodotti di consumo. La canapa light quindi non può essere fumata, consumata per via orale, né tantomeno utilizzata per la produzione di alimenti.

Cosa si intende per canapa light?

La canapa light è generalmente una canapa di varietà indiana, con contenuto di THC inferiore al 0,6%, mentre il contenuto di CBD può arrivare anche al 40%. La coltivazione della canapa light è permessa all’interno del territorio italiano senza problema. Si possono coltivare piante sia di genere maschile che femminile, e denunciare alla polizia il possesso è volontario. In seguito ad accertamenti da parte delle autorità competenti, possono però sorgere fastidi. Le forze dell’ordine possono infatti sequestrare preventivamente le piantine, e procedere alla restituzione solo in caso l’analisi chimica riveli un contenuto di THC minore del 0,6%.

Varietà di canapa. La piccola e a basso contenuto di THC ruderalis è quella più utilizzata per la produzione di canapa light

La cannabis light è però diversa dalla canapa industriale, che è da dove deriva il limite del 0,2% di THC che spesso si cita. La canapa industriale è raramente venduta come canapa light, a causa della varietà specifica a basso contenuto di cannabinoidi. A norma di legge, la canapa industriale deve contenere una percentuale di THC inferiore al 0,2%. Questo tipo di canapa è generalmente utilizzata per la produzione di capi d’abbigliamento o comunque nell’industria tessile. Raramente è quindi venduta nei cannabis shop, dato che anche il contenuto di CBD è molto basso. La coltivazione è in costante crescita all’interno dello stivale, ma il trend ha poco a che fare con il boom della cannabis light e del suo consumo “a scopo di collezione”.

Una nuova proposta di legge per consentire una coltivazione più diffusa della cannabis dovrebbe sbarcare in parlamento, ma non senza problemi, come potrete leggere qui

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: