Perché il teletrasporto di Goku non solo è pericoloso, ma anche controproducente

L’abilità di Goku imparata sul pianeta Yardrat sarebbe sicuramente utile, ma è altamente problematica dal punto di vista fisico.

Goku può usare il teletrasporto semplicemente posizionando le dita in questo modo. (Youtube)

I superpoteri sono estremamente presenti nella cultura pop. Dai fumetti e cinecomic Marvel e DC, alle grandi serie del grande e piccolo schermo, gran parte delle produzioni fantascientifiche o simili sono caratterizzate dalla presenza di personaggi capaci di azioni straordinarie. Se poi ci si addentra nel mondo degli Anime, è difficile trovare un’opera che non contenga una qualche forma di potere speciale: Dragonball Z non fa eccezione, dotando il protagonista, il quasi onnipotente Son Goku, anche del teletrasporto. Un’abilità potente ma che, se analizzata da un punto di vista scientifico, presenta degli importanti problemi, e si rivela addirittura controproducente.

Il problema della velocità relativa

Da quello che si può vedere nell’Anime in questione, il tipo di teletrasporto usato dai personaggi consiste nel concentrarsi sulla località in cui si vuole andare (posizionando due dita sulla fronte), sparire per circa un secondo e ricomparire nelle coordinate desiderate. Tutto questo, se l’utilizzatore riesce a percepire un’aura proveniente dal pianeta di arrivo, il che ci suggerisce che il raggio d’azione di questo potere, almeno per Goku, è piuttosto ampio e permette di viaggiare tra pianeti e dimensioni. Assumendo che l’atto di ‘scomparire’ e ‘ricomparire’ sia causato dal fatto che il Sayan viaggi dalla nostra dimensione ad un’altra, e poi torni nella nostra ma in un luogo diverso, immaginiamo che egli debba viaggiare da un punto A ad un punto B, entrambi sulla Terra. Appoggia indice e medio sulla fronte, e viaggia in una dimensione parallela, senza muovere un muscolo. Quindi, torna in quella di origine, ma questa volta nel punto B: qui cominciano i problemi. La Terra, nel moto di rotazione attorno al suo asse, viaggia ad una velocità tangenziale di circa 1670 km/h. Tutti noi, come passeggeri di un velocissimo treno, non percepiamo questo movimento, essendo costantemente in moto. Tuttavia, se dovessimo passare da un sistema statico (come si assume sia la dimensione parallela di prima) al sistema terrestre, sarebbe come saltare sul treno in questione, che però viaggia più veloce del suono. Di conseguenza, una volta arrivato al punto B, Goku si troverà davanti a venti di potenza 5 volte superiore a quella dei più pericolosi uragani, conseguenza del movimento relativo dell’atmosfera, oltre che a danni irreparabili e letali per qualsiasi umano dovuti all’attrito con l’aria stessa e all’impatto col terreno.

Goku, appena tornato dal pianeta Yardrat dove ha appreso la tecnica di teletrasportarsi.

Il problema della direzione e della latitudine

Supponiamo che il protagonista di Dragonball abbia trovato una soluzione al problema appena descritto, ovvero che riesca a portarsi ad una velocità supersonica simile a quella tangenziale terrestre, e quindi sopravvivere al rientro nel sistema in movimento: la procedura rimane potenzialmente letale. La Terra ruota sempre in una sola direzione, di conseguenza la velocità sopra citata è rivolta sempre in un verso, verso est. Questo è molto importante, perché nel caso in cui Goku si teletrasporti, mantenendo il moto, in un verso diverso da quello della tangente, entra in gioco la relatività. Per esempio, se decide di muoversi rivolgendosi in modo tale che la sua componente velocità ha, all’arrivo, verso opposto rispetto a quella terrestre, la sua velocità relativa rispetto al pianeta diventa il doppio dei 1670 km/h che si consideravano prima, dal momento che entrambi si stanno muovendo con la stessa componente. Ciò vuol dire un impatto a circa 3340 km/h. Questo effetto, tra l’altro, è difficile da prevedere, poiché la velocità tangenziale della Terra varia a seconda della latitudine a cui ci si trova, come conseguenza della forma (approssimativamente) sferica: è massima all’equatore, mentre per calcolarla in altri luoghi va moltiplicato il valore massimo per il coseno della latitudine, il che implica che ai poli questa sia nulla. Questo vuol dire che se il Sayan desidera trasportarsi da un punto all’altro della Terra a latitudini particolarmente diverse, è costretto a calcolare la componente giusta da compensare, o otterrà l’effetto sopra descritto.

L’Anime mostra che Goku può teletrasportare tutto ciò che tocca. (Twitter)

Il problema del moto di rivoluzione e dei calcoli

Negli episodi di Dragonball si può notare che il processo di teletrasporto non è istantaneo. Goku ci mette circa un secondo ad ultimarlo, tra i vari movimenti necessari. Questo gap nel moto introduce un’altra criticità, dovuta questa volta al moto di rivoluzione che il nostro pianeta compie attorno al Sole. Anche questo avviene a velocità altissime, in media 29.8 km/s (per riferimento, sono circa 100.000 km/h), e ovviamente anche questo va tenuto conto quando si fanno manovre come il viaggiare tra dimensioni. In un solo secondo, quindi, la Terra si muove di quasi 30 km: questo vuol dire che nel peggiore dei casi, anche compensando le velocità, il leggendario guerriero può partire da un luogo fissato e ritrovarsi in orbita, nello spazio. Quindi, per potersi teletrasportare con successo da un punto all’altro di un pianeta simile al nostro, dovrà compiere in modo quasi istantaneo una quantità non indifferente di calcoli, per sopravvivere. Trasformarsi in Super Sayan, probabilmente, questa volta non aiuterà.

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