Il Superuovo

Nuovo dipinto distrutto in arrivo?

Nuovo dipinto distrutto in arrivo?

Nonostante la fine della ‘Ragazza con palloncino’ alla Sotheby’s- distrutta in piccole striscione di carta dopo essere stata venduta per 1.4 milioni di dollari- tre nuovi dipinti di Banksy sono all’asta, questa volta all’Artcurial.

Non penso che userebbe lo stesso sistema per distruggere il dipinto, ma potrebbe fare qualcosa di diverso, quindi siamo in allerta“- ribadisce il responsabile Arnaud Oliveux alla CNN. Aggiungendo poi, candidamente, che “La Artcuarial amerebbe se accadesse nuovamente lo stesso scherzo”, in quanto dopo la scandalosa distruzione, i dipinti saranno messi all’asta ad un prezzo molto più alto di quanto anticipato.

 

Il più importante dei tre è un pezzo d’arte in bianco e nero, intitolato “Fermati e Cerca”- creato da Banksy a Betlemme- e ha come soggetti Dorothy del Mago di Oz e un poliziotto, che perquisisce il cestino della ragazza. Dunque, un tipico pezzo d’arte di Banksy, provocatorio, immediato e anti-establishment: neanche i bambini nella loro innocenza sono al sicuro dal controllo di uno stato-polizia. Si capisce dunque perché sia molto ambito dai collezionisti.

Per quanto riguarda gli altri due, altrettanto provocatori, si tratta di “Queen Vic” e “Soup Can Yellow”.

 

 

 

 

Nel secondo stencil Banksy riprende il famoso soggetto di Warhol: il barattolo di zuppa, quasi a beffarsi della Pop Art, il movimento artistico che per eccellenza ha portato alla ribalta l’idea che il valore autentico di un’opera d’arte sia dato da quello di mercato.

Mai come nell’epoca contemporanea, dal punto di vista estetico l’arte viene ridotta ad ornamento, dal punto di vista sociale ad un oggetto di lusso. Il mercato detta le regole e gli acquirenti dettano l’importanza di un’opera. Nel processo di mercificazione gli artisti hanno un ruolo fondamentale: possono, effettivamente, incoraggiare o impedire che questo accada. Ci sono artisti degli affari e artisti dell’Arte come pura Idea fine a se stessa.

Andy Warhol, figura centrale del movimento, scrisse : “L’arte degli affari sta un gradino al di sopra dell’Arte. Ho iniziato da artista commerciale e voglio finire da artista degli affari. Dopo aver fatto quella cosa che si chiama “arte” o con qualunque altro nome la si voglia indicare, mi diedi all’arte degli affari. Dicevano: i soldi sono un male – lavorare è male. E invece fare soldi è arte, e gli affari ben fatti sono la migliore espressione d’arte. […] Era sufficiente per me il fatto che l’arte fosse stata incanalata nel commercio, fuori dal chiuso di certi ambienti, dentro il mondo della realtà.

Si direbbe che, secondo l’autore, l’unico modo per far entrare l’arte dentro il mondo della realtà sia attraverso il commercio, eppure, ci sono infiniti modi per non mantenerla “al chiuso di certi ambienti”. La street art di Banksy ne è l’esempio vivente: spargendo le sue opere per tutto il mondo, in campi di rifugiati, sul muro che separa Cisgiordania e Palestina, nelle strade di Bristol e di altre città più o meno grandi, è riuscito a portare l’arte nella vita quotidiana di molte persone, acquisendo popolarità in tutto il globo.

Eppure, come si suol dire, il cliente ha sempre ragione, e per questo molti dei suoi lavori sono stati letteralmente tagliati dai muri di case e costruzioni per essere esposti nei musei in cui tutti noi paghiamo un prezzo per entrare. Dunque, il caso della Sotheby’s non è stato il primo in cui si tentava di lucrare su un’opera, ma solo il più eclatante, vista la spettacolare distruzione in diretta.

Resta da vedere se alla prossima asta Banksy troverà un altro metodo ingegnoso per impedire la vendita o lascerà la vittoria agli artisti degli affari.

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: