Le funzioni di un’area protetta possono essere diverse, dalla conservazione alla divulgazione. Tutte quante, comunque, hanno un filo conduttore che si può riassumere in tre parole: educare, prevenire e curare. Perché tutto questo possa accadere, però, servono dei fondi che non sempre ci sono. In tal senso arriva una buona notizia: di recente infatti la Fondazione con il Sud ha stanziato 5 milioni di € per alcune aree protette del Sud Italia.

Otto delle aree protette scelte si trovano in Campania

Dettagli dello stanziamento

A seguito della pubblicazione di un bando, la Fondazione con il Sud ha ricevuto 72 proposte da parte di associazioni, cooperative ed enti di volontariato. Tra queste la scelta è ricaduta su 21 aree protette, tra cui 8 sono in Campania e 6 sono in Sicilia. I fondi servono per ridurre tutto ciò che comporta una perdita di biodiversità, come gli incendi boschivi e l’inquinamento. Le aree coinvolte svilupperanno quindi delle strategie adatte in diversi campi, ad esempio attività di monitoraggio e di ingegneria naturalistica. Tutto questo si ripercuote sulla conservazione del patrimonio naturalistico presente all’interno delle aree protette. Non mancano in tutto questo le opere di divulgazione e la partecipazione attiva delle comunità, tra cui il birdwatching e le attività di laboratorio.

L’Italia è in grado di riempirci gli occhi con paesaggi unici al mondo

Patrimonio naturalistico italiano

L’Italia possiede dei paesaggi unici al mondo per una serie di ragioni. Tanto per cominciare, la nostra penisola è figlia di un isolamento geografico: abbiamo infatti le Alpi da una parte e il mare dall’altra. Tutto questo ha portato, col tempo, allo sviluppo di tanti habitat e climi diversi. In Italia appunto possiamo passare dalle zone montane ai litorali ben più miti, passando per le pianure e le colline. Questa grande ricchezza in habitat ha permesso l’evoluzione delle cosiddette specie endemiche, ovvero quelle specie animali e vegetali che si possono trovare solo in una determinata zona. Tra questi, ad esempio, si può citare il cervo sardo, oppure il camoscio d’Abruzzo.

Anche lo stambecco è endemico, poiché si incontra solo sulle Alpi

Perché la conservazione è importante?

John Lawton, in un articolo del 1991, sostiene che noi conserviamo la natura solo perché è bella. Ciò in parte è vero, poiché certe specie non sono fondamentali per l’equilibrio di un ecosistema, ma sono semplicemente belle da vedere. La conservazione della natura però deve anche avere un fine civico. Educare i ragazzi a rispettare la natura, per esempio, può aiutare a prendere coscienza di quanto accade nel mondo dal punto di vista ambientale ed avere un domani degli adulti rispettosi di ciò che li circonda. Inoltre la conservazione della natura ha dei vantaggi per l’uomo, tra cui la possibilità di utilizzare al meglio energie rinnovabili e materiali come il legno. Un altro grande vantaggio è il contributo che gli alberi danno all’aria, assorbendo anidride carbonica ed emettendo ossigeno. Allo stato attuale, però, un mondo in cui la conservazione della natura ha un ruolo primario è quasi utopia.

Matteo Trombi

 

 

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