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Non hai voglia di fare niente? Un nuovo studio sul sistema di ricompensa ti spiega perché

Non hai voglia di fare niente? Un nuovo studio sul sistema di ricompensa ti spiega perché

Perché facciamo quello che facciamo? A livello istintivo, facciamo quello che ci fa piacere, che ci dà una risposta positiva. Dopo un pasto abbondante, siamo soddisfatti, così come lo siamo dopo aver fatto una buona azione. Letteralmente, stare bene è quello che ci spinge a compiere azioni. Molti saranno familiari con la dopamina. La dopamina è il tramite fondamentale del circuito della ricompensa, all’interno del nostro cervello. Tuttavia, non è l’unica responsabile. Nuovi studi infatti mostrano altri giocatori, in questa partita.

Il sistema di ricompensa

Il sistema di ricompensa è un meccanismo piuttosto elaborato, che integra molti segnali sia interni che esterni. Entrano in gioco molte aree del cervello, tra cui la corteccia prefrontale, la parte “logica”. Tuttavia, nel Nucleus Accubens, una parte dell’ipotalamo, si cela il cuore del nostro sistema di ricompense. Questo è molto studiato, dato che svolge un ruolo fondamentale nelle dipendenze. Se si riesce a manipolare il sistema di ricompensa con una certa azione, si sarà inevitabilmente spinti a ripeterla. Il che rafforzerà il comportamento. Questo succede con le droghe come per il mangiare o col fare sesso.  

Correre a lungo provoca una forte attivazione del sistema di ricompensa. Per questo una persona più va a correre intensamente e più è portata a farlo. Sono noti anche casi di dipendenza da attività fisica

Lo sviluppo del rinforzo dell’azione, è generalmente legato ad un rilascio di dopamina. La dopamina è una ricompensa chimica dopo aver fatto una cosa che dovevamo fare, e dà quella sensazione di soddisfazione. In alcune malattie mentali, come la depressione, la produzione di dopamina è ridotta. Il soggetto non è più motivato nel compiere azioni di alcun tipo, perché non gli danno piacere. La dopamina stimola anche i neuroni del Nucleus Accubens a potenziare le comunicazioni con il resto dell’ippocampo. Più questo collegamento diventa difficile, più il sistema di ricompensa si compromette.

Struttura di base del sistema di ricompensa. Non solo istinto, ma anche la corteccia prefrontale

Non solo di dopamina è soddisfatto l’uomo

Fortunatamente il sistema di ricompensa è un sistema neuronale molto elastico. È in grado di rimodellarsi con estrema facilità. Inoltre, si è scoperto che il potenziamento a lungo termine tra il Nucleus Accubens e l’ipotalamo non è guidato solo dalla dopamina. Un tipo di recettore neuronale, chiamato NMDA è in grado di stimolare il potenziamento a lungo termine, e ristabilire la corretta struttura del sistema di ricompensa.  

Questo sistema di ricompensa indipendente dalla dopamina, è anche artefice di una funzione molto particolare. Mentre la soddisfazione è spesso riferita ad un’azione, può anche riguardare una città, o un luogo particolare. In assenza di comunicazione tra Nucleus Accubens non si è più in grado di ricollegare un luogo ad un’esperienza positiva per ripeterla.

Rinforzare la comunicazione tra Nucleus Accubens e Ipotalamo

Molti fattori possono portare una momentanea alterazione del Nucleus Accubens e del sistema di ricompensa. Una stimolazione eccessiva per esempio potrebbe rendere il sistema più insensibile alle piccole cose di tutti i giorni. Lo stress cronico inoltre causa una diminuzione nel collegamento tra Nucleus Accubens ed ipotalamo. Dato che il Nucleus Accubens regola anche il sonno, questo è un importante fattore che può influire.

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