Il successo indiscutibile della serie Rai mostra le tendenze contemporanee del mercato dell’audiovisivo, diviso fra rete nazionale, OTT e web.
Il fenomeno seriale di Mare fuori può essere considerato il primo grande successo streaming di un prodotto originale italiano. La sua straordinaria popolarità dà uno spaccato sul funzionamento della televisione italiana contemporanea e sul ruolo sempre più decisivo delle OTT.
LE RAGIONI DEL SUCCESSO
Promosso su Rai2 nell’autunno 2020, Mare Fuori è un prodotto seriale incentrato sulle vite e sulle dinamiche di un gruppo di ragazzi e ragazze, rinchiusi in un istituto penitenziario minorile di Napoli. Contrariamente all’incredibile consenso di pubblico di cui sta giovando ultimamente, al suo esordio la serie non conquista subito gli spettatori: la spinta iniziale di Mare fuori, infatti, è frenata dall’inevitabile confronto con Gomorra – La serie, per il contesto e la presenza di alcuni interpreti in comune, e la sovraesposizione eccessiva del capoluogo campano, ormai protagonista di numerosissimi prodotti filmici e seriali.
Date tali considerazioni, appare, dunque, lecito chiedersi: quali sono le ragioni di questo successo? Al di là delle modalità di distruzione e promozione, a livello di scrittura, Mare Fuori si avvale, in primo luogo, di una ferrea struttura narrativa, caratterizzata da numerosi cliffhanger, tipica delle lunghe trame delle soap all’italiana. La narrazione, inoltre, riesce a toccare numerosi temi cari alla Gen Z (target a cui la serie si rivolge), senza, però, rinunciare al realismo e alla crudezza rappresentativa e incrociando i generi del teen drama e del prison drama: i protagonisti di Mare fuori, infatti, sono antieroi persi e spaesati che anelano continuamente verso il “mare fuori”, metafora della libertà. Infine, un dettaglio non trascurabile è costituito dal cosiddetto passaparola transmediale: alcuni soggetti del prodotto mediale, come il giovanissimo cast di attori e la sigla iniziale di Matteo “Icaro” Paolillo, ormai divenuta iconica, diventano protagonisti anche di piattaforme come Instagram e TikTok, favorendo una convergenza transmediale tra l’universo dei social media e la Rete nazionale.
L'”EFFETTO NETFLIX”
Inizialmente, la serie nasce dal desiderio di Rai Fiction di commissionare un prodotto seriale da trasmettere su Rai2 alla casa di produzione Picomedia: il formato scelto in questo caso è di dodici episodi a stagione da sessanta minuti ciascuno. La scelta di Rai2, nello specifico, non è affatto casuale: la seconda rete del servizio pubblico, infatti, è il canale designato per diversificare e ampliare le proposte della rete nazionale con prodotti dal sapore meno generalista al fine di “ringiovanire” l’audience Rai. L’intenzione di Rai Fiction, quindi, è inserire Mare Fuori nel filone de La Porta Rossa, Il Cacciatore e Rocco Schiavone, ossia di prodotti trasmessi sulla seconda rete che non mirano a raccogliere un pubblico ampio e indifferenziato ma tentano di attirare un target ben preciso, più giovane rispetto ai prodotti generalmente mandati in onda sulle altre reti Rai, in particolare Rai1.
Con la messa in onda della prima e della seconda stagione (rispettivamente nell’autunno del 2020 e del 2021), l’obiettivo sembra parzialmente raggiunto anche se non soddisfa pienamente i risultati sperati: la serie, nello specifico, guadagna circa il 7% di share con la prima stagione per poi calare lievemente con la seconda, che non raggiunge neanche il 6% di share. Tuttavia, la vera svolta per Mare Fuori arriverà con il cosiddetto effetto Netflix.
Nella primavera 2022, infatti, in seguito a un accordo commerciale, Rai Play perde totalmente i diritti delle prime due stagioni, le quali vengono acquistate da Netflix e trasmesse sulla piattaforma di video-on-demand. Da questo momento in poi il destino della serie cambia radicalmente: la storia di Carmine, Filippo e degli altri personaggi rientra, per oltre venti settimane, nella classifica dei “più visti” in Italia, scavalcando completamente l’uscita dell’ultima stagione di You (al primo posto nelle classifiche internazionali) e configurandosi come il prodotto seriale più ricercato su Netflix Italia. Il successo guadagnato con la pubblicazione sulla piattaforma di streaming, unito a quel passaparola transmediale a cui si accennava prima, sembrano fare da premesse al vero boom accaduto con la terza stagione: consapevoli di quanto accaduto, infatti, i dirigenti Rai hanno previsto la classica trasmissione sulla rete nazionale, anticipando, questa volta, la messa in onda su Rai2 con la distribuzione integrale della stagione, a blocchi di sei episodi, sulla piattaforma streaming della Rai.
TELEVISIONE E OTT: IL NUOVO MERCATO DELL’AUDIOVISIVO
Alla luce di quanto detto, Mare Fuori rappresenta un unicum per la televisione generalista italiana, configurandosi come una delle prime fiction nostrane a diventare un cult grazie ai social media e alle piattaforme streaming. Il successo raggiunto con la pubblicazione su Netflix delle prime due stagioni e su Rai Play della terza ha chiarito ancora di più le tendenze contemporanee del mercato dell’audiovisivo, fondato sulla complementarietà tra la televisione lineare e le piattaforme Over-The-Top: le nuove generazioni di spettatori, infatti, sono lontane dalla cultura della tv generalista e prediligono la fruizione attraverso lo streaming. Tale riflessione, inoltre, appare ancora più vera, se si considera che, con la pandemia, tantissime persone non necessariamente appartenenti alla Gen Z si sono avvicinate allo streaming nel tentativo di esplorare una realtà più ampia e diversificata rispetto alla televisione generalista.
Nel caso specifico di Mare Fuori, infine, bisogna fare un’ultima ma importante considerazione: la pubblicazione delle prime due stagioni su Netflix costituisce, per la serie, anche una consacrazione culturale. Nello specifico, la circostanza per cui numerosissimi utenti si siano accorti del prodotto solo dopo la distribuzione fra le proposte della piattaforma si rifà proprio a quel senso di affidabilità e approvazione sociale di cui gode l’OTT: in altre parole, la sola presenza su Netflix rende Mare Fuori un prodotto degno di essere preso in considerazione e di essere guardato. A ciò, inoltre, hanno giovato anche le clip con le ship fra i protagonisti, tipiche dello stile comunicativo di Netflix e congeniali alla circolazione sui social, e il video (ormai famosissimo) della suora che blocca due attrici della serie intente a baciarsi per un servizio fotografico a Napoli.
Date tali premesse, il fenomeno mediatico di Mare Fuori sembra, quindi, inaugurare una nuova fase dell’audiovisivo italiano, caratterizzato da una sempre più stretta collaborazione tra Netflix e Rai: l’implementazione di prodotti non originali ma allineati ai gusti del pubblico permette alla prima di variare la sua strategia produttiva e alla seconda di consolidare e legittimare il proprio sistema.