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Niki Lauda: la leggenda tra le piste e le pellicole

Niki Lauda: la leggenda tra le piste e le pellicole

A 42 anni dal terribile incidente a Nürburgring, Niki Lauda, ex pilota austriaco di 69 anni, si trova ricoverato all’ospedale Akh di Vienna a seguito di un trapianto di polmone. Era in vacanza con la famiglia ad Ibiza quando, avendo sottovalutato un’influenza, si è visto costretto a ritornare in patria. Dopo un primo miglioramento, la situazione sarebbe drasticamente caduta, portando al necessario intervento.

Non è la prima volta che il tre volte campione del mondo, si trova faccia a faccia con le accecanti luci della sala operatoria. La prima, appunto, nel 1976. Qui era rimasto 4 giorni attaccato ad un filo proprio a causa delle complicazioni ai polmoni. Poi ancora nel 1997 e nel 2005, per un trapianto di reni.

La situazione del presidente onorario della scuderia Mercedes sembra ora essersi stabilizzata ed i medici paiono ottimisti. Nessuna dichiarazione pubblica è stata però ancora rilasciata dalla famiglia, che chiede massima privacy. Tutto il mondo, della Formula 1 e non, si stringe attorno alla figura del campione, pietra secolare della storia delle corse automobilistiche e modello di determinazione e forza di carattere.

 

La storia di un mito in 123 minuti

Proprio per queste due colonne portanti della figura di Lauda, la storia dell’ex pilota è stata scelta come protagonista dell’apprezzato film di Ron Howard Rush. La pellicola, che si concentra sul gran premio del ’76, presenta gli inizi di Niki e del suo nemico-amico James Hunt nel mondo della Formula 1, fino ad arrivare alla fine del fatidico gp. Il regista ha scelto di concentrarsi molto sulla storica rivalità tra l’inglese e l’austriaco, attenendosi molto al reale e sfociando raramente in sue personali licenze.

Niki Lauda (a sinistra) e James Hunt (a destra)

Lauda è descritto come un uomo rigido, capace di opporsi al padre per seguire il suo sogno di pilota. Nonostante l’estremizzazione del suo carattere schivo, l’ora 69enne si è sempre rivisto molto nel suo se stesso interpretato da Daniel Brühl. La licenza che l’ex attore di Happy Days ha deciso di concedersi viene dal desiderio di marcare nettamente la differenza caratteriale evidente che c’era tra -nel 1976- il 27enne austriaco ed il suo rivale Hunt (impersonato da Chris Hemsworth). Nonostante queste differenze e la rivalità in pista, i due piloti non erano così ostili l’uno con l’altro. Arrivarono a seppellire definitivamente l’ascia di guerra a fine 1976.

La storia del fondatore di due compagnie aeree continua alla scuderia Ferrari, sullo sfondo di un mondo automobilistico pericoloso e poco sicuro per i piloti. Nel 1975, Niki celebra la sua prima vittoria da campione del mondo. Nel ’76 si ritrova a dover fare i conti con il rivale inglese, determinato a rubargli il titolo e la gloria dopo una cocente delusione sentimentale e sulle quattro ruote.

 

L’incidente del 1976

1 Agosto 1976. Germania, circuito di Nürburgring. L’acqua ha appena smesso di cadere sull’asfalto, che per questo è poco adatto ad una corsa, già di per sé non in grado di garantire un ottimo livello di sicurezza per i piloti. Niki Lauda propone di annullare la gara, ma vede la sua mozione respinta. I piloti si schierano sulla linea di partenza e alla luce verde iniziano a farsi guerra per aggiudicarsi l’agognato podio.

Secondo giro per Lauda. L’austriaco si avvicina alla curva Bergwerk. All’improvviso perde il controllo della sua Ferrari, sbanda e si scontra contro la parete di roccia. Senza più il casco scalzatosi nell’urto, il campione del mondo si ritrova imprigionato in un inferno di lamiere, che hanno preso fuoco a causa di una fuoriuscita di benzina. I colleghi Harald Ertl e di Brett Lunger lo tamponano in mezzo alla pista, per poi precipitarsi – con gli altri due piloti Guy Edwards e Arturo Merzario- ad aiutarlo ad uscire dall’abitacolo. Le condizioni di Lauda sono critiche, non tanto per le ustioni, quante per le condizioni dei polmoni. In quella prigione di metallo infatti, il 27enne ha inalato aria bollente e gas tossici provenienti dalla benzina.

L’incidente di Lauda, 1 Agosto 1976, Nurburgring

Nonostante lo scetticismo generale, Niki vince la sua battaglia contro la morte. Dopo soli 42 giorni di convalescenza, i numerosi interventi al viso (che aveva riportato le ustioni più gravi) e i dolorosi drenaggi polmonari, il pilota austriaco torna in pista. Le bende ancora sanguinanti, ma determinato a dare del filo da torcere a James Hunt, che nel frattempo aveva attuato una straordinaria rimonta. Alla fine, l’inglese lo batterà per solo un punto, classificandosi nuovo campione mondiale di Formula 1.

Tutta la scena dell’incidente è trattata dal regista di Rush con estrema attenzione al dettaglio. La ricostruzione dello scontro tra la macchina e la parete, l’incendio, i soccorsi, sono quasi sovrapponibili a quelle reali. Ancora una volta Howard non ha voluto alterare nulla della storia del suo protagonista, attenendosi strettamente al vero, forse anche perché, alla fine, non vi era proprio nulla da poter aggiungere.

 

E la leggenda continua

La leggenda di Niki non termina però nel 1976. Il campione svetterà ancora per due volte sul gradino più alto del podio mondiale, nel 1977 e nel 1984. Il suo amore per gli aerei sfocia nella fondazione di due compagnie, la Lauda Air e la Niki. La Mercedes gli offre il posto di presidente onorario, e lo si può trovare nei box quasi ad ogni corsa.

Il suo mito di sportivo e di uomo continua ad aleggiare nelle menti di tutti, che non possono scordare il suo carattere guerrigliero, anche e soprattutto davanti a questo nuovo ostacolo che gli si è parato davanti.

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