Il Superuovo

“The Assassine of Gianni Versace”: mette a nudo la mente di Andrew Cunanam

“The Assassine of Gianni Versace”: mette a nudo la mente di Andrew Cunanam

La collana American Crime Story uscita su Netflix a partire dal 2018 narra alcune famose vicende americane di crimini e omicidi. Gli autori hanno voluto dare una grande rilevanza alla persona dell’assassino. Così come è accaduto per OJ Simpson nella prima serie, è successo anche per Andrew Cunanam che si è guadagnato fama mondiale per aver ucciso uno dei più grandi stilisti italiani nel mondo.

Gianni Versace è stato ucciso con due colpi di pistola da Andrew Cunanam il 15 luglio 1997 a Miami Beach. Sui gradini della sua villa Casa Casuarina il grande stilista è stato ucciso da un arrampicatore sociale.

Pochi fotogrammi ci portano dalla Calabria alla Florida

La serie televisiva mostra solamente alcuni spezzoni della vita di Gianni rispetto a tutta la vicenda di Andrew. Tra i famigliari compaiono la sorella Donatella interpretata egregiamente da Penelope Cruz e il compagno Antonio D’Amico che ha l’aspetto di Ricky Martin. Vengono accennate le discordie tra questi due personaggi, entrambi molto legati a Gianni ma ognuno focalizzato sui propri desideri personali. La genialità dello stilista compare a sprazzi, insieme alle sue crisi. Per quanto riguarda la moda in sé e gli abiti, il momento clou si vede nella realizzazione del famoso abito in pelle che Gianni realizza per la sorella nel 1992, per darle risalto e mostrarla al  mondo come sua collaboratrice. Anche la malattia dello stilista non è descritta appieno se si considera la rilevanza data alle frequenti crisi del suo assassino. Compare una parte nostalgica che mette in scena gli inizi dello stilista già da bambino: ha appreso l’arte della sartoria dalla madre nella piccola bottega di Reggio Calabria. Momenti toccanti che arrivano dopo la morte di Gianni: ricordi preziosi di una famiglia distrutta.

 

Andrew Cunanam ha indossato molteplici maschere

Molto si è visto della vita dell’assassino Andrew Cunanam. Il ragazzo ha origini italo-filippine. Il padre Modesto Cunanam ha sempre avuto un debole particolare per il figlioletto. Ha messo in atto ogni sorta di truffa per permettere ad Andrew di frequentare le migliori scuole ed avere una vita agiata. Proprio grazie a questi ambienti ha coltivato le sue abilità nel parlare e nell’inventarsi storie con le quali ha incantato anche le sue vittime. Andrew non ha mai nascosto la sua natura omosessuale. Per questo motivo ha saputo attrarre le sue vittime, forse colpite dalla sua apparente vitalità. Andrew ha conosciuto di persona anche la sua ultima vittima, Gianni Versace, in Un locale di San Francisco nel 1990 dove si è finto uno studente di moda, facendo persinno un’ottima impressione. Si è venduto molto bene, almeno all’inizio, quando la relazione con i suoi vari partner era superficiale. Una volta smascherato come psicopatico e tossicodipendente l’unica fine era la morte.

Questo è stato uno dei  modi peggiori per guadagnarsi la fama

Il 12 giugno 1997 Andrew Cunanam era al numero 449 tra i ricercati più pericolosi dell’FBI. Aveva al suo seguito quattro omicidi di persone che traspare lui abbia amato.  Era già conosciuto in America ma con un preciso crimine si è assicurato il suo posto nel mondo. Una fama volgare che deve venire oscurata dall’arte grandiosa della sua vittima. In quel periodo Gianni era all’apice del successo: tutti amavano i suoi abiti e tutti amavano lui. Era un persona carismatica e geniale. Dopo aver superato crisi e malattie si è spento a causa di un megalomane esibizionista che non ha saputo sfruttare le proprie capacità in modi più costruttivi. Purtroppo, alla fine, seppur in modo scabroso il nome di Andrew Cunanam rimarrà associato nella storia a quello di Gianni Versace.

 

 

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