Nasce il movimento Futurista: ecco le caratteristiche, gli ambiti coinvolti e le innovazioni

20 Febbraio 1909: Filippo Tommaso Marinetti pubblica il Manifesto del movimento futurista. Quali sono gli aspetti principali?

Umberto Boccioni La città che sale, bozzetto, 1910 Museum of Modern Art, New York
Di Umberto Boccioni – The Yorck Project (2002) 10.000 Meisterwerke der Malerei (DVD-ROM), distributed by DIRECTMEDIA Publishing GmbH. ISBN: 3936122202., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=147920

Alle soglie del secolo scorso viene pubblicato il Manifesto del movimento Futurista, una delle prime avanguardie europee. Gli aspetti furono delineati da Filippo Tommaso Marinetti e riuscirono a travolgere diverse forme d’arte e d’espressione come la scultura, il cinema e, ovviamente, la letteratura.

Come nasce il Futurismo?

A ricordare l’anniversario della sua pubblicazione è RaiCultura, nella sezione storia. Per definizione il futurismo è un movimento letterario, artistico e culturale, che caratterizzò il XX secolo italiano e non solo. Il progetto e le vedute presero piede anche in Europa e si diramarono in altri continenti come l’Asia, Gli Stati Uniti d’America e arrivarono anche in Russia e altri paesi. Naturalmente il modello di futurismo presente in ognuno di questi posti aveva una declinazione diversa. Ciò che si può dire, in compenso, è che fu proprio l’Italia a decantarne per la prima volta i tratti. Il periodo in cui il movimento nacque era caratterizzato da guerre, innovazioni, cambi di pensiero e nuove scoperte, sia in ambito tecnologico che in altri. Queste innovazioni, naturalmente, non passarono inosservate e si condensarono in una corrente di pensiero tutta rivolta al futuro e all’avvenire; futuro che doveva essere raggiunto con una certa fluidità e velocità.

anonimo – storia illustrata n 136 marzo 1969, Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=3970747

Le caratteriste del movimento

Il Movimento futurista inneggia, ovviamente, ad alcuni tratti in particolare. Innanzitutto, com’è stato ricordato prima c’è la questione della velocità. Tutto deve essere dinamico, fluido, come un fragore. Segue la dedizione nei confronti della macchina, dell’industria e del progresso. Questi, sono tutti fattori che, volendo, confluiscono nella nozione di velocità stessa, così come in quella di progresso ed evoluzione. Tutto stava cambiando: le automobili diventavano sempre di più, adesso le strade erano costellate da luci, il tempo di spostamento da un posto all’altro si accorciava, diventando sempre meno. Nel frattempo le catene di montaggio velocizzavano la produzione di materiali e, di conseguenza, aumentavano il profitto. Ciò portava con sé una nuova sensazione: quella di futuro.

 

Il movimento futurista in altri ambiti: cinema, poesia e gastronomia

Era già stata ricordata precedentemente la “forza” di questa nuova avanguardia europea. Il futurismo, infatti, riuscì a permeare in diversi ambiti che vanno oltre la scontata sfera letteraria e poetica, incontrando anche la cucina, secondo canoni tutti nuovi.

Uno degli ambiti in cui il futurismo prese ancora una volta forma, fu quello del cinema. Nel 1916 venne pubblicato il Manifesto della Cinematografia futurista, firmato da Filippo Marinetti, Bruno Corra, Arnaldo Ginna, Giacomo Balla, Remo Chiti ed Emilio Settimelli. La cosa che più colpisce è il parere degli artisti stessi che lo definiscono futurista per natura, visto che era un approccio tutto nuovo e che mancava completamente di tradizione. Di certo, non venne da loro apprezzato il cinema narrativo, perché prolisso, quasi troppo stabile. Si impegnavano nella trattazione di viaggi, scoperte e cacce. Vennero abbatuti anche i gusti della borghesia: adesso il cinema era deformatore e deformato, non rispettava più i classici dogmi della bellezza e della rappresentazione. I colori erano forti, le figure a tratti sfuggenti. Fu presa ispirazione anche dall’espressionismo tedesco, una maniera di fare cinema che portava con sé l’assente speranza della popolazione, dovuta principalmente alla guerra. A causa della guerra molte delle pellicole futuriste sono andate perse, ma ci è pervenuta la tragedia Tahïsdi Bargaglia e la romantica Amor pedestre del 1914 del comico Marcel Fabre.

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