In un articolo di RaiCultura viene ricordata la nascita di Federico II di Svevia, ecco perché è stato un personaggio così importante.

26 dicembre 1194, nasce a Jesi Federico II di Svevia, imperatore del Sacro Romano impero. Dalla personalità poliedrica e dagli interessi svariati, rientra tra i personaggi storici più famosi del nostro Paese.
Nascita e appartenenza
Federico Ruggero di Hohenstaufen è nato il 26 dicembre del 1194 e, come si evince dal nome, apparteneva al ramo svevo degli Hohenstaufen. Per partedi madre discendeva invece dagli Altavilla, conquistatori di Sicilia. Durante gli anni, oltre ad essere acclamato e riconosciuto con l’appellativo di stupor mundi, Federico ha coperto anche diverse cariche. Sotto il nome di Federico I è stato re di Sicilia dal 1198 fino alla morte, avvenuta nel 1250; come Federico VII duca di Svevia per quattro anni, dal 1212 al 1216. Arrivano anche le cariche di re dei Romani -acquisita nello stesso anno della precedente- e di imperatore del Sacro Romano impero nel 1211, come Federico II. Il carisma, la personalità stravagante e poliedrica, il suo interesse per la cultura e la scrittura lo portarono a essere circondato da una sorta di aurea, tanto da essere paragonato al nonno, Federico Barbarossa, anche lui Imperatore del Sacro Romano Impero, re d’Italia e re dei Romani, morto circa sei anni prima della nascita del nipote. La sua morte, avvenuta il 13 dicembre del 1250, segna una vera e propria cesura nella storia, tanto che lo stesso figlio, scriverà all’indomani che “il sole del mondo si è addormentato”.

Caratteristiche del suo operato
Federico II è conosciuto principalmente in ambito letterario e politico. Nel primo caso possiamo ricordare il particolare interesse per la cultura, per la poesia e la scrittura, tanto da creare una vera e propria scuola poetica siciliana, ricordata con il nome di Scuola Siciliana. Questo suo interesse si rifletteva anche nelle conoscenze personali. Il sovrano conosceva infatti sei lingue, secondo altre fonti nove, qualità che deriva anche dalla duplice discendenza. Era un protettore di artisti e letterati e nella sua corte reale siciliana, situata a Palermo -dal 1200 alla morte circa- si nota un primo utilizzo della lingua romanza e del siciliano, senza contare che può essere considerata un input alla nascita della lingua italiana.
A livello politico ricordiamo i suoi screzi con l’ambito religioso. Fu scomunicato più volte e rischiò anche di perdere il potere temporale e, addirittura, Papa Gregorio IX vedeva arrivò a vedere in lui l’anticristo. La sua azione fu principalmente di tipo legislativo e moralizzatrice e durante questi anni è riuscito a rimodernare non solo il governo ma anche il Paese.
De arte venandi cum avibus
La fiorente corte di Federico II vede anche la pubblicazione di una sua opera, intitolata De arte venandi cum avibus. Quest’opera ha un sapore completamente diverso rispetto alle opere prima pubblicate e di questo calibro. Se prima i bestiari erano intrisi di mitologia e di aspetti che, effettivamente, avevano poco a che vedere con la realtà, l’opera di Federico II si colloca su tutt’altro piano. Ha spunti che provengono dal reale, secondo il principio dell’osservazione e dell’esperienza. Vengono fatte fuori la superstizione e la teologia per dar voce all’ornitologia, alla caccia, all’allevamento. Insomma, Federico II oltre ad aver dato ai suoi diversi regni un periodo di splendore di cultura ha contribuito in prima persona, sia grazie al suo carisma che alle sue conoscenze ad in incrementare tali caratteristiche.