Musica al teatro: ecco cosa distingue un musical moderno dagli spettacoli nell’antica Grecia

Le rappresentazioni di commedie e tragedie classiche trovano ancora un ampio seguito tra il pubblico contemporaneo. Esistono, però, degli studi per approfondire le sonorità che probabilmente accompagnavano gli spettacoli. 

Ma durante le tragedie greche c’era la musica? Quali strumenti venivano utilizzati? In che modo il coro era presente? Sono queste tutte domande a cui gli studiosi contemporanei stanno cercando ancora risposta. L’unica certezza è che le rappresentazioni del XXI sono un pelino diverse da quelle dell’Atene di Pericle.

Il teatro in Grecia

Identifichiamo un attimo quali sono le caratteristiche di una rappresentazione teatrale in Grecia: la prima distinzione da fare è tra Commedia e Tragedia. A parte la differenza dei contenuti che si riflette anche nelle opere odierne, i due generi hanno un percorso storico a sé stante, hanno, inoltre, toni, personaggi e ambientazioni molto diversi. Innanzitutto, nella tragedia i protagonisti sono spesso divinità o eroi; le vicende, invece, traevano spunto dai miti della cultura greca o da eventi storici, come nel caso delle “Troiane” o dei “Persiani”. La commedia, al contrario, era molto più vicina al pubblico e narrava di fatti contemporanei con personaggi della popolazioni in cui gli spettatori potevano facilmente rispecchiarsi. Una differenza sostanziale sta, sicuramente, nei toni e nel registro linguistico: anche Aristotele lo aveva notato tanto da catalogare la Tragedia come “superiore” rispetto a tutti gli altri. La commedia, infatti, era famosa per contenere termini scurrili e allusioni sessuali, soprattutto nel caso di Aristofane. I due generi sono quindi molto diversi tra loro e diversa era anche la musicalità della lingua e del possibile accompagnamento strumentale usata nei due casi.

Musica e metrica

Una caratteristica che accomuna tutto il teatro antico è sicuramente la metrica. Per “metrica” s’intende la struttura ritmica di un componimento poetico e, nel caso del greco antico, differenzia il modo di pronunciare i versi secondo un’accentazione precisa di ogni sillaba. In italiano, ad esempio, la pronuncia delle singole parole non cambia dato che mantengono il loro accento naturale. I tipi di metrica maggiormente utilizzati nel teatro sono il trimetro giambico e l’esametro per le parti discorsive; all’interno di queste rappresentazioni, però, sono attestati interventi musicali spesso contraddistinti da metri diversi e probabilmente accompagnati da strumenti musicali. Il risultato finale è che tutto lo spettacolo, in qualche modo, era pervaso da una melodia data dalla metrica stessa dei versi pronunciati, se vogliamo, qualcosa di simile ad un odierno rap. C’erano però delle parti della rappresentazione che prevedevano l’accompagnamento specifico di alcuni strumenti musicali, i più comuni erano l’ “aulòs” e la lira. In questi casi, lo studio delle fonti farebbe pensare a degli intermezzi con tonalità musicali molto gravi che, con il passare del tempo sono stati “modernizzati”, divenendo più acuti.

Musica nel teatro contemporaneo

Quindi i musical moderni sono figli del teatro classico? La risposta è no. I musical attuali, infatti, prevedono spesso l’alternanza di dialoghi e intermezzi cantati. Il teatro classico, invece, era già composto come una lunga poesia attorno al quale si alternavano suoni e musicalità diverse secondo le scene. Un esempio che alcuni appassionati, forse, potrebbero portare avanti è quello del musical “Hamilton”. L’opera di Manuel Miranda del 2015 ha spopolato a Broadway e ha vinto numerosi premi proprio grazie alle innovazioni musicali. La peculiarità sta proprio nell’aver scritto tutto il libretto come se fosse una canzone rap. I vari personaggi sono poi impegnati in vocalizzi e cori differenti nel corso della rappresentazione ma, come si suol dire, “non si finisce mai di cantare”. Neanche in questo caso si tratta di un genere simile a quello che poteva essere il teatro classico, ma, sicuramente, si avvicina di più a livello di modalità performativa. Certo è che la musica a teatro continua ad essere apprezzata; forse la si ascolta in un modo diverso dall’antica Grecia ma resta una fedele accompagnatrice negli spettacoli teatrali.

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