Lo studio Ghibli compie 40 anni e Hayao Miyazaki continua a imprimere il suo contributo nonostante il dichiarato ritiro.

Lo studio d’animazione giapponese che ha portato nel mondo grandi storie come “La città incantata”, “Il castello errante di Howl” e tanti altri, ha compiuto 40 anni. Il volto dello studio (oltre al simbolico Totoro) è decisamente Hayao Miyazaki. Nonostante avesse dichiarato il ritiro già più di dieci anni fa, nel 2023 ritorna con “Il ragazzo e l’airone”, un grandissimo film vincitore di un premio Oscar. Oltre a partecipare attivamente alla realizzazione di quest’ultimo film, Hayao Miyazaki continua a dare il suo contributo al proseguo dello studio d’animazione. Un grandissimo artista che anche dopo il ritiro decide di continuare ad alimentare il settore a cui ha dedicato una vita intera. Come lui, altri artisti hanno fatto lo stesso, sin da tempi antichissimi.
1. Cicerone
Partendo dall’età classica, Cicerone è sicuramente un grandissimo autore, studiatissimo per il suo canone. Nella sua contemporaneità, era più una figura politica che uno scrittore. La sua vita, infatti, si incentra sulla politica e sulla retorica, compiendo studi filosofici. Per questo motivo, anche dopo il ritiro dalle scene, contribuisce a questo ambito con scritti filosofici e retorici. Pur essendo in esilio e quasi del tutto isolato, la sua influenza contribuisce allo sviluppo della cultura romana e nel corso di tutta la storia rimane un simbolo per quanto riguarda la retorica. Rimane quindi un teorico della politica e della morale, dettando delle norme anche dopo la sua attività.

2. Francesco Petrarca
Andando leggermente più avanti nel tempo, arrivando al medioevo, non possiamo non parlare di una delle tre corone. Sceglierne uno è sicuramente complicato, ma Petrarca, oltre ad essere attivamente copista di se stesso e quindi ad aver contribuito a mantenere la trasmissione degli scritti, è ricordato come padre dell’Umanesimo. La sua vita da scrittore attivo è sicuramente costellato da grandi scritti di successo, che sono giunti a noi anche grazie al suo stesso lavoro di copia. L’opera che ricordiamo di più è sicuramente il RVF, ovvero il canzoniere. Dopo il ritiro continua a tenere rapporti con intellettuali e potenti dell’epoca. Il suo obiettivo era la riscoperta dei classici latini, promuovendo il sapere classico come parte integrande di ciò che deve essere studiato.
3. Voltaire
Durante il periodo dell’illuminismo, uno dei nomi più noti è decisamente quello di Voltaire. Conosciuto come filosofo e autore di scritti filosofici, Voltaire ha impegnato la sua vita alla critica della monarchia assoluta e al fanatismo religioso. In linea con il pensiero illuminista, sosteneva la libertà di pensiero, di parola e la tolleranza. Tramite i suoi saggi si delineava quindi la sua idea filosofica sull’ambito politico. Anche dopo il ritiro dalle scene, ovvero quando si ritira a Ferney (oggi, infatti, Ferney-Voltaire), continua ad essere influente. Accoglie giovani autori e intrattiene scambi di lettere con gli intellettuali dell’epoca, coltivando e mandando avanti le sue idee politiche e morali. Ricopriva il ruolo di mentore per tanti giovani dell’epoca.
4. Lev Tolstoj
Spostandoci un po’ di più verso nord-est, cambiando leggermente linea temporale e cultura, troviamo un altro grande autore, ovvero Lev Tolstoj. Si tratta di uno dei più grandi romanzieri della storia, conosciuto principalmente per le sue opere “Guerra e pace” e “Anna Karenina”. Viene considerato non solo nel contesto russo, ma a livello mondiale, grazie alla profondità dei personaggi e alle riflessioni sulle condizioni umane. Dopo aver dichiarato il ritiro dalla letteratura romanzesca, si dedicò alla saggistica morale, alla religione, all’educazione, e influenzò il pensiero pacifista e anarchico. Rimase una guida morale, anche se in contrasto con la società russa. Per questo rimane un autore senza tempo e in realtà senza confini geografici.

5. Italo Calvino
Nella storia più recente non si può non tornare sul lavoro enorme che Italo Calvino ha messo nell’editoria italiana. Allo stesso modo di Miyazaki, anche se dietro le scene, si continua a dare un contributo notevole al proprio settore. Anche non rimanendo autore di opere effettive, il contributo che si mette nel proprio settore aiuta a non far perdere la cultura che si vuole trasmettere. In questo modo Italo Calvino contribuisce molto all’editoria, non solo italiana, ma anche internazionale. Cura infatti delle raccolte, come ad esempio “Lezioni americane”. Inoltre, è di notevole il suo contributo presso Einaudi. Come editore riesce a definire una linea editoriale, individuando autori stranieri degni di essere valorizzati anche sul suolo italiano. Poco dopo la sua morte, nel 1985, viene instituito il premio Italo Calvino. Il premio è destinato ad autori emergenti inediti, ricordando così l’attività di Calvino e il suo impegno nella promozione della letteratura.