Mangiare fino a scoppiare: è possibile?

Mangiare fino a scoppiare: è possibile?

4 Dicembre 2018 0 Di Francesco Rossi

Le feste natalizie si avvicinano e certamente la dieta non è una prerogativa del mese di dicembre. Tra tortellini e panettone, la quantità di cibo che assumiamo è così elevata che distesi sul divano è il modo migliore per recuperare, possibilmente fino all’Epifania. Durante questo periodo spesso ci sentiamo scoppiare. Già, ma è possibile che lo stomaco scoppi per aver mangiato troppo?

Capacità dello stomacohttps://lamedicinaestetica.files.wordpress.com/2017/01/medicina-online-dott-emilio-alessio-loiacono-medico-chirurgo-roma-capacita-massima-stomaco-scoppiare-seven-riabilitazione-nutrizionista-infrarossi-accompagno-commissioni-cavitazione-radi.jpg?w=640

Uno stomaco normalmente può contenere fino a 1-1,5 L di bolo, con una capienza media di 0,5 L. Le pareti, contenenti fibre muscolari, possono distendersi agevolmente e arrivare anche a 4 L di capacità, con conseguente compressione di addome, torace e vasi. In casi estremi arriva anche a 7 L, non senza danno alle strutture vicine. Questi sono però casi estremi. Nella distensibilità di quest’organo il protagonista è però il cervello. Oltre a favorire lo svuotamento dello stomaco attraverso il nervo vago stimolando le cellule muscolari, inibisce l’ingresso di ulteriore cibo. In particolare, il centro ipotalamico della sazietà e il rilascio di ormoni determinano una sensazione di riempimento che impedisce l’ingresso di ulteriore cibo. Si è appunto sazi.

Ho ancora fame

Se però continuiamo a riempirci di cibo, viene adottato un meccanismo drastico: il vomito. Uno stomaco normale e in salute quindi impedisce il suo danneggiamento eliminando il contenuto al suo interno. Esistono però dei casi in cui l’eccesso è stato dannoso. In particolare, la rottura accade in quei soggetti che assumono bicarbonato dopo un pasto abbondante dato che il gas che viene prodotto porta a danneggiare le pareti (sia chiaro, le dosi devono essere veramente eccessive). Un caso del 1984 riguarda invece una donna che aveva un addome simile a quello di una donna incinta al nono mese. Si scoprì che aveva assunto carne, uova, funghi, carote, un cavolfiore, pane, dieci pesche, quattro pere, due mele, quattro banane, susine, uva e latte per un totale di poco meno di nove chili di cibo. Lo stomaco si ruppe poco dopo e morì a causa di una sepsi.

I casi sono comunque rarissimi e spesso rigurdano un danneggiamento della parete più che una rottura o una esplosione vera e propria. Tuttavia, a Natale potete misurare la capacità del vostro stomaco e capirne il punto di rottura.

Alberto Martini