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Ma cos’è questa famosa “metafisica”? Ecco una lista di come lo spiegherebbe Aristotele

Ma cos’è questa famosa “metafisica”? Ecco una lista di come lo spiegherebbe Aristotele

Ecco come concepisce la metafisica il filosofo di Stagira. 

Nell’immaginario comune, quando si nomina il termine “metafisica” gli si da una veste molto astratta, quasi un sinonimo di astrusità. Ma non è così, almeno per come l’immaginava Aristotele: vediamone insieme le caratteristiche. 

1. Il nome 

Cosa significa questo termine un po’ strambo, metafisica? Di che cosa tratta? Lo si fa risalire solitamente ad Aristotele, ma in realtà il filosofo greco non l’ha mai nominata, o meglio, l’ha chiamata in altri modi: filosofia prima, a esempio. Ma mai metafisica. Il termine nasce probabilmente dal corpus degli scritti aristotelici di Andronico di Rodi, e il nome andrebbe a esprimere ciò che va “al di là della fisica”, una disciplina che va più in profondità nella ricerca e nello studio delle cose rispetto alle scienze naturali. Oppure, molto più semplicemente, il nome potrebbe nascere del fatto che i libri della “filosofia prima” aristotelica fossero collocati, nella raccolta, dopo quelli della fisica.  

2. La scienza di ciò che è in quanto è

Per Aristotele la metafisica o filosofia prima è, prima di tutto, una scienza: ma non una scienza qualunque. Mentre tutte le altre scienze, come la matematica, la fisica o la medicina, hanno tutte un loro oggetto particolare a cui fanno riferimento, la metafisica non lo possiede. Questo perché essa non si sofferma su uno dei tanti aspetti della realtà (come i numeri o il movimento), ma tenta di abbracciare tutto ciò che esiste valutandolo solamente per il fatto che è qualcosa. Senza perderci troppo: significa indagare ciò che ci circonda considerandolo solo per il fatto che è intorno a noi, che esiste, che è un ente. É la scienza di ciò che è in quanto è: vuol dire studiare la realtà chiedendoci quali siano le sue proprietà e i suoi segreti solo per il fatto di avere “l’attributo” dell’esistenza.   

3. La scienza delle sostanza

Secondo Aristotele, fra tutto ciò che esiste, l’ente principale è la sostanza. Quest’ultima non rappresenta altro che i soggetti particolari, le singole persone o i singoli oggetti (Giovanni, Socrate, Freddie Mercury o un pennarello): se non esistessero loro, secondo il filosofo, non esisterebbero nemmeno gli altri enti, poiché tutti gli altri non sono che attributi o qualità delle sostanze stesse (come i colori, a esempio). Per cui, se si vuole trattare di ciò che esiste, non si può non guardare principalmente ai soggetti di cui il mondo è costellato. Una vera rivoluzione nella filosofia antica: mentre Platone ha fatto delle Idee come il Bene o la Bellezza il centro della realtà, Aristotele crede che per poter parlare del mondo bisogna parlare soprattutto delle singolarità di cui è fatto. É da loro che comincia il viaggio nella sua “metafisica”. 

Fonte: https://unsplash.com/@qmikola

4. “Al di là della fisica”

Nel linguaggio comune, “metafisica” è un termine che rimanda anche a qualcosa di “soprannaturale”, come abbiamo già detto in precedenza, “ciò che va al di là della fisica”. In effetti, Aristotele parla successivamente anche della teologia come di una “filosofia prima”: una scienza che, studiando gli enti eterni, sarebbe per natura superiore alle altre. Per cui, cos’è la metafisica? Una scienza che studia ciò che esiste in generale, oppure una scienza che verte particolarmente sul “divino”? Non è chiaro il rapporto fra queste due dimensioni, ma il fatto che Aristotele definisca in più modi la sua “filosofia prima” porta a pensare che la teologia sia una parte della disciplina, ma non l’oggetto unico e principale della ricerca. La grande novità della metafisica aristotelica sta nel guardare la realtà cercando che cosa abbiano in comune le sue sfaccettature: se la fisica o l’arte abbracciano una parte dello scibile, il tentativo della metafisica è quello di trovare il filo che unisce tutte le scienze, delineandone cause e principi comuni. Una vera e propria enciclopedia delle scienze, ma più di duemila anni fa! Trovare ciò che unisce le varie differenze del mondo umano: questa è, per Aristotele, la sfida della metafisica.

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