Lizard sui vetri come un geco: potrebbe farlo nella realtà?

Lizard sui vetri come un geco: potrebbe farlo nella realtà?

7 Marzo 2019 0 Di Francesco Rossi

Sessantaduesimo nella classifica IGN dei cattivi dei fumetti, Lizard (o Lucertola per gli amici italiani) nasce dalla fantasia degli autori Stan Lee e Steve Ditko come una grossa lucertola verde e squamosa dalle dimensioni umane. Il personaggio porta anche un camice: esso infatti è l’alter-ego di Curt Connors, un brillante scienziato che, perso il braccio durante la guerra del Vietnam, prova a farselo ricrescere iniettandosi un siero a base di DNA di lucertola. Be’ è chiaro che qualcosa è andato storto: il braccio è ricresciuto, ma si è anche trasformato completamente in un lucertolone! Insieme all’aspetto poco rassicurante di piccolo Godzilla, Curt ottiene anche numerosi superpoteri tra cui velocità incredibile, agilità fuori dal comune, riflessi degni di un serpente, la capacità di comunicare telepaticamente con i rettili, proprietà rigenerative e pelle squamosa durissima. Il potere su cui ci soffermeremo oggi, però, è un altro: la capacità di spostarsi su superfici verticali e lisce proprio come se fosse un geco. Eppure Lizard è molto più grosso e più pesante di una lucertolina piccola e carina. Sarebbe in grado di farlo anche nella realtà?

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Tratta dal fumetto una scena di un combattimento tra Lizard e Spiderman.

 

Come fa un geco ad arrampicarsi sui vetri?

Almeno una volta nella vita vi sarà probabilmente capitato di vedere un geco far capolino al calar della sera sul muro di una casa al mare. Senza sforzo, appena vi avrà visto, sarà fuggito velocissimo dietro un mobile. Il suo segreto risiede nella particolare anatomia delle zampette, lungamente studiata per oltre dieci anni. L’incredibile forza adesiva deriva da milioni di setae, piccolissimi peletti che rivestono la superficie delle loro zampe, e altrettante spatulae, cioè altri micro-peli che rivestono le setae.

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Particolare delle zampe del geco rivestite da setae e spatulae.

Grazie a queste estroflessioni, la superficie di aderenza del geco si moltiplica in modo tale da generare molte più forze di Van der Waals, cioè le forze inter-molecolari più deboli che esistono in natura. Di diversi tipi, esse si stabiliscono sempre sotto forma di forza attrattiva di Coulomb tra la parte carica positivamente di una molecola e la parte carica negativamente di un’altra. Sono più forti se le cariche in gioco aumentano, ma si spezzano non appena la distanza minima tra le molecole viene incrementata. Nonostante la loro precarietà, la somma di tutte le forze che si stabiliscono tra setae, spatulae e superficie su cui aderire genera un’aderenza incredibile e davvero salda, tanto che il geco riesce a stare appeso a testa in giù sul soffitto. Per staccarsi, poi, gli basta modificare l’inclinazione di setae e spatulae.

 

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Un simpatico geco del deserto.

I limiti dell’aderenza asciutta per Lizard.

Ammettendo che Lizard impieghi nelle sue zampe lo stesso meccanismo del geco, resta il fatto che una lucertola umanoide è estremamente più pesante rispetto ad un piccolo geco. Uno studio pubblicato negli archivi del Cold Spring Harbor Laboratory ha dichiarato, dopo il confronto tra la grandezza delle zampe e il peso di 225 animali in grado di arrampicarsi sui vetri, che per un uomo di medie dimensioni l’80% della superficie corporea anteriore dovrebbe essere rivestito da ventose o cuscinetti aderenti per mantenerlo appeso ad un vetro. Quindi, se si volessero concentrare i meccanismi aderenti solo su mani e piedi, bisognerebbe portare un numero di scarpe 145! Il geco rappresenta dunque la dimensione limite oltre cui l’aderenza asciutta non può essere utilizzata. Triste è concludere che, senza aiuti tecnologici, Lizard nella realtà non si potrebbe arrampicare su nessun grattacielo.

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Il progetto italiano verso una tuta adesiva.

Ad ogni modo, Lizard nel 2019 potrebbe aspettare un paio d’anni per ricevere una tuta geco-ispirata che gli permetterebbe di scalare l’Empire State Building. Al Politecnico di Torino, infatti, l’ingegnere e fisico Nicola Pugno insieme ai suoi colleghi ha definito le caratteristiche che dovrebbe avere la tuta adesiva per permettere ad un uomo di comportarsi come un geco. Essa dovrebbe essere rivestita di miliardi di filamenti dell’ordine del milionesimo di millimetro che si rifanno alle sottilissime e ramificate setae e spatulae. Il compito più difficile sarà quello di crearle in modo tale che non si aggroviglino e generino una forza adesiva forte tanto da sorreggere un individuo, ma allo stesso tempo facile da spezzare per permettere gli spostamenti. Speriamo ne regalino una anche a Lucertola!

Camilla Viola