Lithium: dal successo senza tempo dei Nirvana alla cura del bipolarismo

Il Litio é un elemento chimico dalle svariate applicazioni, in grado di stabilizzare l’umore nei pazienti bipolari, come il noto frontman dei mitici Nirvana: Kurt Cobain.

Copertina dell’album Nevermind dei Nirvana

Lithium è un singolo estratto dell’album Nevermind del leggendario gruppo rock statunitense dei Nirvana, scritto dal frontman della band, il mitico Kurt Cobain. Il testo racconta di un uomo che scopre la religione come via di fuga dopo la morte della propria fidanzata, acclamato dalla critica e a cui vengono assegnate diverse interpretazioni. Quasi sicuramente una delle più interessanti, legata soprattutto alla scelta del titolo Lithium, allude all’utilizzo del litio come medicina per la stabilizzazione dell’umore, tema molto caro al mitico frontman che si ritiene soffrisse di disturbi psichici.

Kurt Cobain, un genio ostaggio di disturbi psichiatrici

Si possono dire moltissime cose sull’amatissimo leader dei Nirvana, ma che fosse una persona stabile mentalmente proprio no. Fin da piccolo, Kurt mostra i primi squilibri mentali, manifestando la sindrome da deficit di attenzione associata ad iperattività. Poi la separazione mal gestita e travagliata dei genitori certamente non migliora le cose, anzi, segnerà indelebilmente l’artista che durante l’adolescenza scopre l’uso delle droghe: è un giovane ribelle, che oscilla perennemente tra il genio e la sregolatezza e che vede la musica come unico mezzo di sfogo per la sua rabbia e il suo immenso disagio nei confronti di un mondo di cui non sentirà mai di far parte.

Kurt Cobain durante un live

Ma la fama e il successo lo investono, come un’onda investe chi non sa nuotare: è così che la depressione diviene amica e compagna inseparabile del giovane musicista. Comincia a raccontare che soffre di lancinanti dolori addominali e che riesce a curarli solo con l’eroina, abusa imprudentemente di sostanze stupefacenti, è estremamente impulsivo e tenta diverse volte il suicidio. Tutto questo (deficit di autoregolazione del dolore, incapacità di controllare le proprie emozioni, dolore cronico) è riconducibile al disturbo della personalità e al bipolarismo.  Cobain non accetta di diventare una macchina per fare soldi, il successo gli ha tolto entusiasmo e sincerità. La musica non gli sembra più sincera. Potrebbe rinunciare alla musica, ma in un certo senso sarebbe come disconoscerla. Preferisce tenersi la musica e rinunciare alla vita.

Disturbo bipolare, tra la fase depressiva e quella maniacale

“I’m so happy because today, I’ve found my friends, They’re in my head, I’m so ugly, but that’s okay, ‘cause so are you” (“Sono così felice perché oggi, ho trovato i miei amici, sono nella mia testa, sono così brutto, ma va bene, perché così sei tu”). Così scriveva Cobain in Lithium, parole che suonano come una confessione che testimonia i suoi squilibri umorali.

Il disturbo bipolare (o depressione bipolare o bipolarismo), costituisce un problema serio e invalidante, che merita una certa attenzione clinica. Chi ne è affetto tende ad alternare fasi depressive, in cui il paziente affetto presenta un  umore molto basso, una sensazione che niente sia più in grado di dare piacere e una generale tristezza per la maggior parte del giorno. Il sonno e l’appetito possono risultare facilmente alterati, le capacità di concentrazione e quelle mnemoniche sensibilmente compromesse e il pensiero spesso ricorrente del suicidio. A queste fasi si alternano le fasi maniacali caratterizzate da un umore parecchio elevato, dalla sensazione di onnipotenza e da un eccessivo ottimismo, in cui il soggetto affetto presenta un comportamento caotico, iperattivo e molto spesso estremamente inconcludente. L’energia del paziente bipolare in questa fase è così straripante che spesso il soggetto non sente la necessità di mangiare o dormire e ritiene di poter fare qualsiasi cosa, al punto da mettere in atto azioni totalmente impulsive senza riuscire a riconoscere e valutare le conseguenze di tali azioni. Inoltre nei pazienti si possono riscontrare anche delle fasi ipomaniacali,  non caratterizzate da un eccesso di euforia e di grandiosità, bensì da un umore disforico, caratterizzato  da un senso costante di rabbia e ingiustizia subita. Questo si traduce in irritabilità e intolleranza e, spesso, in aggressività. Per una diagnosi certa del disturbo deve presentarsi un distinto periodo di anomala e duratura elevazione del tono dell’umore, con caratteristiche di espansività o irritabilità. I disturbi dell’umore devono essere abbastanza gravi da compromettere le attività di studio, di lavoro o le capacità di relazione sociale.

Il Litio, l’elemento capace di placare i disturbi legati all’umore

Il Litio è un metallo alcalino della tavola periodica degli elementi, le cui applicazioni svariano in diversi campi, dall’elettronica dei nostri smartphone alla purificazione dell’aria nelle stazioni spaziali in orbita. Il suo impiego più antico come stabilizzatore dell’umore risale ai tempi di Galeno, medico greco, che prescrisse tale elemento ai suoi pazienti per curare i cosiddetti “disturbi dello spirito”, senza conoscerne le proprietà benefiche. Il meccanismo con cui questo metallo riesce a generare questi benefici è tuttora oggetto di studio. Nel concreto l’effetto del litio è stabilizzare fluttuazioni dell’umore, come euforia e depressione, che in alcuni stati patologici risultano estremamente intense e molto spesso invalidanti. Esistono farmaci che causano reazioni simili, ma generalmente con un’efficacia minore. Questo elemento presenta, tuttavia, alcuni effetti collaterali, che vanno tenuti sotto controllo con attenzione, modificando accuratamente il dosaggio per il singolo paziente. Tra i principali effetti indesiderati si riscontrano tremori, aumenti della sete, nausea e debolezza muscolare. I livelli di litio nel sangue devono essere costantemente monitorati (litiemia): un sovraddosaggio genera effetti tossici che nei casi estremi possono portare a conseguenze piuttosto gravi a livello renale e cardiaco. Recentemente è stato scoperto un meccanismo chiave nell’attività di questo metallo.

Neuroni di topo con mutazione connessa a malattie psichiatriche (centro) possiedono meno spine dendritiche (proiezioni in bianco) rispetto ad un topo sano (sinistra). Il trattamento a base di litio riporta il numero di spine a livello fisiologico (destra)

Lo studio è stato condotto in topi che presentano una mutazione altamente comune in individui affetti da bipolarismo. Tale alterazione influenza il numero di spine dendritiche presenti nei neuroni eccitatori, provocando i sintomi caratteristici dei disturbi psichiatrici in questione. Il trattamento a base di litio non solo ha causato un netto miglioramento nella condizione degli animali, ma è anche riuscito a ripristinare il normale numero di connessioni a livello neurale.

Michele Sornatale

 

 

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