“Budapest sembra preferire il proprio cammino, un cammino con crescenti tensioni in vista.”

L’Ungheria, guidata da Viktor Orban, sta attirando sempre più l’attenzione per il suo approccio al sovranismo, mettendo in discussione il futuro dell’Unione Europea.
ORBAN AL CONSIGLIO EUROPEO
Durante l’ultimo Consiglio Europeo, tenutosi tra il 27 e il 28 ottobre, Viktor Orban, Primo Ministro ungherese, ha suscitato notevole interesse ma al contempo ha attirato l’attenzione e la derisione di numerose testate giornalistiche europee. La sua condizione di isolamento durante l’evento è stata oggetto di discussione, poiché è stato l’unico leader europeo a non aver avuto colloqui o a non essersi addirittura fatto fotografare con i suoi colleghi. Questa solitudine politica rispecchia le tensioni all’interno dell’Unione Europea, in particolare legate a due questioni chiave. In primo luogo, si nota un affievolimento del sostegno ungherese verso l’Ucraina, suscitando preoccupazioni tra gli altri Stati membri. Inoltre, la posizione sovranista del governo Orban, unita alla fotografia con il Presidente russo Vladimir Putin, è stata oggetto di numerose critiche, accentuando ulteriormente la tensione anche all’interno del Consiglio. Un altro punto di attrito è rappresentato dalla questione dei migranti, su cui Orban sembra restio a collaborare per trovare un accordo con gli altri paesi dell’UE. Questi aspetti mettono in luce una divisione evidente all’interno del Consiglio Europeo, suscitando interrogativi sul futuro dell’unità europea e sulla “direzione politica” verso cui il continente si sta muovendo.
UNGHERIA ED UE UNA RELAZIONE COMPLICATA
La relazione tra l’Ungheria e l’Unione Europea negli ultimi anni è stata caratterizzata da tensioni dovute a controversie legali che sollevano interrogativi sulla compatibilità delle azioni dell’Ungheria con i principi fondamentali dell’UE. Due casi particolarmente significativi sono emersi in questo contesto.
Nel primo caso (C-613/22, Commissione c. Ungheria), la Corte di Giustizia dell’UE ha dichiarato che la legge ungherese sulla protezione dei minori, che limitava la diffusione di informazioni sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, violava il principio di non discriminazione e il diritto alla libertà di espressione, suscitando preoccupazioni in merito ai diritti delle persone LGBTQ+.
Nel secondo caso (C-821/19, Commissione c. Ungheria), l’Ungheria è stata ritenuta inadempiente agli obblighi derivanti dalla direttiva sull’asilo dell’UE, in quanto aveva introdotto una politica che consentiva il respingimento dei richiedenti asilo affermando che fossero “inammissibili” se fossero transitati attraverso un paese in cui non erano esposti a persecuzioni o gravi pericoli. Questa politica sollevava dubbi sulla tutela dei diritti dei richiedenti asilo e sulla conformità dell’Ungheria agli standard europei in materia di asilo.
I casi menzionati sopra, tuttavia, costituiscono solamente una parte della vasta “storia giudiziaria” dell’Ungheria negli ultimi anni, che ha visto il paese coinvolto in numerose controversie legali con l’Unione Europea. Questi episodi illustrano la complessità delle relazioni tra l’Ungheria e l’UE, focalizzandosi su questioni fondamentali quali i diritti umani, la democrazia e il rispetto delle norme europee.
ALLEATI E NEMICI DEL SOVRANISMO, PROSPETTIVA PER LE EUROPEE 2024
Il panorama politico prospettato per Viktor Orban in vista delle elezioni europee del 2024 si caratterizza per una notevole complessità e ambiguità. Da un lato, il Primo Ministro ungherese subisce una perdita significativa in termini di alleati con l’elezione del fronte europeista guidato da Donald Tusk in Polonia. Tale mutamento politico potrebbe configurare Orban in una posizione di crescente isolamento all’interno dell’Unione Europea, considerando che la Polonia rappresentava tradizionalmente un partner chiave nelle sfide contro talune politiche europee.
Dall’altro lato, Orban sembra esser riuscito a stringere una nuova alleanza politica in Slovacchia, grazie all’elezione di Robert Fico come nuovo leader del paese. Fico, proveniente da una formazione politica inizialmente di orientamento comunista e successivamente orientatasi verso il social-democratico, dimostra già un’inclinazione a condividere la linea politica di Orban, soprattutto in relazione alle tematiche migratorie e alle posizioni dell’Ungheria nei confronti dell’Ucraina. L’annuncio di Fico secondo cui la Slovacchia limiterà la propria azione all’erogazione di aiuti umanitari riflette il medesimo approccio seguito da Orban. Questa nuova alleanza potrebbe contribuire a rafforzare la posizione del premier ungherese all’interno delle istituzioni dell’Unione Europea, nonostante la dinamica politica europea rimanga soggetta a incertezze e potenziali cambiamenti inaspettati. Le elezioni europee del 2024 quindi, rappresenteranno un banco di prova significativo per valutare il grado di sostegno e influenza di Orban nell’ambito della politica europea.