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Lewis Carrol inventore di Dungeons and Dragons? Alice nella prima campagna della storia

Il mondo di Dungeons and Dragons propone una realtà alternativa, non avviene forse lo stesso in Alice in Wonderland?

Nei film ogni scena è accompagnata da un sottofondo musicale, o da una voce narrante. Quante volte vi è capitato di trovarvi in una determinata situazione pensando: “Ci vorrebbe proprio questa canzone! ” Questo è il mondo di Dungeons and Dragons.

Un piccolo tutorial

Dungeons and Dragons è un gioco di ruolo che negli ultimi anni ha spopolato per la sua semplicità e complessità a livello di gameplay e fantasia. La struttura del party prevede una serie di giocatori e un dungeon master che dà le prime informazioni sul mondo in cui i personaggi si muoveranno. Dopodiché, i giocatori selezionano una razza e una classe da abbinarvi, creando il fantoccio del loro personaggio. A questo punto, è necessario dare profondità al pc (player character) creando la sua storia e la sua personalità. Infine, arriva il momento più importante e divertente: i personaggi iniziano a muoversi all’interno del mondo, il loro mondo, e ogni giocatore ha un primo vero contatto con il proprio pc.

Una campagna bizzarra

Nel 1865, Lewis Carrol pubblica per la prima volta Alice’s adventures in Wonderland. Un romanzo che racconta la storia di una bambina che, spinta dalla curiosità, si trova in un mondo che si muove diversamente rispetto a quello in cui è abituata a vivere. Durante il suo cammino incontra una serie di personaggi molto peculiari, in un certo senso Alice non è altro che il membro di un party che sta procedendo nella sua campagna. Ma qual è il ruolo di Carrol? È divertente pensare che possa essere il Cappellaio Matto, o la Regina di cuori che fa decapitare tutti per la minima inezia, ma la realtà è che il suo compito è ben più arduo. Oltre a controllare entrambi i personaggi, deve occuparsi di gestire tutti gli altri, a prescindere che siano fondamentali o no per la storia. Dunque l’abilità di Carrol consiste proprio in questo: occuparsi della gestione di ogni singolo elemento, proprio come fa un dungeon master. Di fatto, quello che crea e controlla è un mondo che, per quanto distorto e diverso, possiede una sua sua musica, situazioni che prevedono una causa e un effetto, un mondo vivo.

Siamo tutti un po’ Alice

La curiosità è ciò che spinge Alice a seguire il Bianconiglio. Si annoia a leggere libri che non hanno figure né filastrocche. Di fatto la routine annoia, è tutto bianco e nero, tutto uguale così come i giorni, sempre gli stessi orari e le stesse persone. L’universo di Dungeons and Dragons è accattivante perché fornisce un piccolo grande spazio per scendere da questa giostra. È come un Bianconiglio che ci attira in questo mondo fantastico. Per farlo è sufficiente avere un po’ di fantasia e creatività per immaginare il nuovo mondo e i movimenti del personaggio all’interno di esso. Quando si gioca a Dungeons and Dragons si ha l’obiettivo di portare un po’ di colore nella propria vita, la parte più difficile è fare in modo che avvenga questa magia. Lewis Carrol c’è riuscito, ecco perché sarebbe stato un ottimo dungeon master.

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