Il Superuovo

L’essere umano: un Matrimonio fra Paradiso e Inferno

L’essere umano: un Matrimonio fra Paradiso e Inferno

La grande rivoluzione. La grande distruzione.

Senza Contrari non c’è progressione. Attrazione e repulsione, ragione ed Energia, Amore ed Odio, sono necessari all’umana esistenza. Da questi Contrari si sprigiona ciò che il religioso chiama Bene e Diavolo. Bene è il passivo che obbedisce alla ragione. Diavolo è l’attivo che Energia sprigiona. Bene è Paradiso; Diavolo è Inferno.” Questo passo è tratto da “Il Matrimonio del Cielo e dell’Inferno”, opera scritta da William Blake: un poeta, visionario e filosofo inglese che visse durante il più grande progresso tecnologico dai tempi del Rinascimento: la Rivoluzione Industriale.

Il contesto in cui nacque e crebbe il piccolo William, che da subito si rivelò essere più che un semplice bambino, visto che spesso diceva di soffrire visioni mistiche in cui vedeva angeli e, talvolta, Dio in persona, è quello di un grande progresso scientifico e tecnologico che cambiò completamente lo stile di vita degli esseri umani occidentali. Il problema sta nel fatto che, assieme al miglioramento di alcuni aspetti della vita, la società in sé subì una forte recessione dal punto di vista umano. Lo sfruttamento di donne, bambini e animali era dilagante: la situazione era talmente tragica e lo spirito di Blake talmente fragile che il filosofo fu costretto a rifugiarsi in un mondo tutto suo, un punto di vista che quasi lo portò al di sopra della realtà vigente. Dapprima coltivò la propria arte sotto forma di arti pittoriche e di incisione, poi anche a livello letterario. Celeberrimo è il suo testo: “Il Matrimonio del Cielo e dell’Inferno” in cui viene riportato il principale pensiero filosofico dell’artista inglese. Egli sosteneva infatti che ogni essere umano, come poi ogni cosa presente in natura, non potesse essere definito solamente come buono o cattivo, ma che ognuno di noi fosse il risultato della commistione di queste due parti antitetiche. Per Blake noi siamo, in poche parole, sia Demoni che Angeli. Questo perché il mondo stesso in ci viviamo è sorretto da forze che tra loro sono uguali e contrarie, e che fanno sì nel mondo e nell’universo venga mantenuto un equilibrio indistruttibile.

“The Marriage of Heaven and Hell”, opera di Keith Haring, ispirata all’omonimo scritto di William Blake.

Una concezione particolare di Paradiso e Inferno.

Questa opera, che di blasfemo non ha solo il nome, non è una novità dal punto di vista della trama: essa parla di un uomo,o meglio un artista, in questo caso Blake stesso, che in condizioni alquanto oscure riesce a mettere piedi nei due regni dell’Oltretomba. Ma le somiglianze con la “Divina Commedia” di Dante finiscono qua: infatti il Paradiso e l’Inferno che Blake ci rivela di aver visto non sono per niente quello che ci aspetteremmo. L’Inferno è un regno in cui non c’è sofferenza, anzi, per alcuni momenti il poeta sembra quasi trovarsi più a suo agio in questo spazio eterno, che ci viene descritto con dei contorni sfocati, quasi lo si vedesse in sogno. Il Paradiso invece è un luogo vissuto con ansia e addirittura antipatia nei confronti dei cherubini e serafini mandati dal Dio Sommo per guidare il percorso del poeta. La spiegazione di questa situazione, a prima vista ribaltata, è che William credeva che le definizioni di Male e Bene date dagli uomini non fossero altro che arbitrarie e troppo vaghe, e per questo non affidabili. Male, o Diabolico, per Blake significa ciò che attivamente viene sprigionato dalla nostra Energia Creatrice, ovvero dalla nostra Immaginazione. Da ciò consegue il fatto che lui vedesse l’Inferno come il luogo in cui risiedeva l’espressione creativa, l’ indulgenza artistica, la libertà e la diserzione da tutti i dogmi. Un vero e proprio posto dove crogiolarsi nel proprio “Genio” creatore, che però viene ritenuto dagli angeli come qualcosa di dannoso, poiché provoca la ribellione a qualsiasi tipo di legge, compresa quella Divina.

Photo by GoaShape on Unsplash.

Fai di te ciò che vuoi.

Eppure Dio stesso non vede questa ribellione al sistema non è vista come qualcosa di negativo, a detta di Blake. Anzi, Lui quasi ci invoglierebbe e ci spingerebbe a disertare, a cercare la nostra strada in questo mondo. Lo stesso Pico Della Mirandola, uno degli ospiti più illustri della corte di Lorenzo il Magnifico, nella sua “Oratio de Hominis Dignitate”, Discorso sulla Dignità dell’Uomo, scrisse che Dio non ci fece né celesti né terreni né mortali né immortali, affinché potessimo scolpire la nostra natura come volessimo, quasi come fossimo degli artisti intenti a finire la propria opera . Tutto ciò venne poi, molto più avanti negli anni, ripreso dal grande filosofo, decodificatore della corrente esistenzialista, Jean Paul Sartre, che dichiarò che l’uomo non è creato in un maniera definita, ma esso stesso è l’artefice di ciò che potrà diventare in futuro. Non più l’agire viene determinato da ciò che siamo, ma è ciò che siamo viene determinato da come agiamo nel mondo, da quali scelte prendiamo e dalle azioni che compiamo.

Tu potrai degenerare nelle cose inferiori proprie dei bruti, [o] potrai rigenerarti secondo la volontà del tuo animo nelle cose che sono divine”, ci ricorda Pico della Mirandola. Siamo composti da due fazioni in continua lotta per la supremazia, una demoniaca e l’altra angelica: sta solo a noi il potere di decidere quale delle due sarà la vincitrice.

 

Marta Armigliato

 

 

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