Le vite inscindibili dell’uomo e dell’animale: la Pet therapy

Le vite inscindibili dell’uomo e dell’animale: la Pet therapy

26 Gennaio 2019 0 Di Francesco Rossi

Notizia recente è quella del permesso avuto dai tribunali ad un uomo per essere sepolto insieme al proprio animale domestico: una svolta per gli animalisti e per coloro che hanno il proprio cucciolo a quattro zampe, che lo avranno vicino per l’eternità.

Cosa lega così tanto uomini animali? Beh, siamo anche noi animali ed è il giusto condividere e collaborare tra animali, anche se noi siamo più intelligenti.

Cani, gatti, cavalli ultimamente vengono anche utilizzati per aiutare noi uomini quando sono presenti malattie mentali o si domi depressive, stress ed ansia: la pet therapy.

Cos’é la pet therapy

Si tratta di una terapia di ultima generazione che viene attuata in Italia dai primi anni duemila e che ha avuto i suoi albori in Inghilterra nel 1792.

Consiste nel far interagire fisicamente il paziente ed un animale di compagnia, o meglio il proprio animale.

Lo scopo di tale forma terapeutica è quello di aiutare il soggetto a migliorare o, al meglio rievocare quella parte più amichevole e “coccolona”.

L’interazione avviene sotto il controllo di uno psicologo e di un veterinario che fa accarezzare, coccolare e tenere in braccio gli animali alle persone sottoposte alla terapia.

La storia

Storicamente, lo psicologo William Tuke invitò i propri pazienti con problemi mentali ad accudire il proprio animale domestico.

Si unirono all’appello dello specialista anche Germania, Francia e nel 1919 negli USA.

Il primo a basarsi su delle teorie fu Levinson nel 1953,il quale asserì che la cura e l’affetto animale potesse portare dei miglioramenti nei pazienti ansiosi,depressi o sotto stress.

Nel 2003 la Pet therapy arrivò ufficialmente in Italia con il permesso del Ministro della salute ad essere utilizzata.

pet therapy

Pet therapy e disturbi psicologici

Il tutto riguarda un coinvolgimento tra il soggetto in terapia e l’animale.

Gli scopi sono molteplici:

  • nei soggetti stressati o ansiosi, il contatto animale va a sopprimere il sentimento opprimente dell’ansia e dello stress per creare un tutt’uno tra paziente ed animale,giocando sul contatto fisico attraverso carezze ed affetto e bene da parte dell’animale.
  • Nei pazienti depressi, invece, è presente una sensazione generale di tristezza ed oblio che li offusca sempre. Il rapporto fisico che il terapeuta instaura va innanzitutto a stimolare il soggetto, il quale,dopo tanto tempo,sperimenta che le cure affettive “forzate” del momento,ma che faceva prima della depressione, hanno ancora un grande effetto. Inoltre la risposta benevola e coinvolta dell’animale fa sperimentare al soggetto in terapia sensazioni di affetto e cura.

Pet therapy ed anzianità

Ultimamente,invece,viene utilizzata sempre più la Pet therapy nelle case di riposo con gli anziani.

L‘anzianità va a colpire molte aree cerebrali,in più gli anziani tendono alla sindrome depressiva,che li assale in quanto si sentono inutili ed un peso per i più giovani.

Il tutto però,attraverso le cure animali, migliora per via dell’amore e dell’allegria ed impegno che porta con sé un animale domestico.

pet therapy

L’anziano,dunque,si sentirà coinvolto e significante come una volta.

Mattia Mancini