Le parole del Presidente Barbera ci ricordano la rilevanza della Corte costituzionale italiana

Il Presidente della Corte costituzionale incita il Parlamento italiano durante la sua Relazione annuale; ma a cosa dovrebbe servire?

Augusto Antonio Barbera, il Presidente della Corte costituzionale italiana, ha sollecitato il Parlamento a sopperire al vuoto normativo in merito all’eutanasia e per i figli di coppie omosessuali. Le norme costituzionali infatti devono essere interpretate dal legislatore, ma la Corte ha il dovere di custodirle.

STORIA DELLA CORTE

La Corte costituzionale della Repubblica italiana venne istituita con l’entrata in vigore della Costituzione, il 1° gennaio 1948. Un ente giudicante di questo tipo non aveva precedenti nel nostro Stato, sebbene si possano individuare esempi analoghi nella storia del costituzionalismo europeo, soprattutto in riferimento alla Francia post-rivoluzionaria. Nonostante sia un organo giudicante, come già detto, essa non fa comunque parte dell’apparato giudiziario, poiché i 15 membri (giudici costituzionali) che la costituiscono non svolgono funzioni burocratiche. La Corte è autogestita dai suoi componenti che ne stabiliscono i Regolamenti e le Norme integrative per i giudizi chiamati al suo interesse.

Le prime forme di giustizia costituzionale sono da individuare oltreoceano, specificatamente nella sentenza del processo Marbury v. Madison del 1804 per la quale “la Corte suprema introduce formalmente e definitivamente nell’ordinamento statunitense l’istituto del judicial review [revisione giudiziaria] in virtù del quale è compito dei giudici di ogni ordine e grado disapplicare le leggi che essi ritengono contrarie alla costituzione.” (1)

RUOLO DELLA CORTE

Come stabilito all’art. 134 della Costituzione italiana:

La Corte costituzionale giudica: sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni; sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le Regioni, e tra le Regioni; sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica, a norma della Costituzione.

Ciò significa che il ruolo principale della Corte costituzionale è quello di garante della Costituzione, ossia di deterrente giuridico della conformità legale dell’operato del Parlamento italiano rispetto a quanto ordinato dalle disposizioni costituzionali. Ne deriva che, se la legge esprime la volontà dell’autorità statale (la Camera dei deputati e il Senato deliberano le leggi che sono liberi di formulare), la Corte esprime invece la legittimità costituzionale di suddetta legge. Questo perché l’esercizio del potere politico non deve perentoriamente violare un nucleo di principi cardine posti come base fondamentale della popolazione.

RILEVANZA DELLA CORTE

Il giudizio della Corte può essere attivato in due maniere: in via incidentale, sollecitato cioè durante un processo se le parti o il magistrato stesso rilevano la possibile illegittimità costituzionale di una norma; oppure in via diretta, ovvero dallo Stato italiano nei confronti di una norma emanata da un ente regionale e viceversa. Esaminato il caso, la Corte si pronuncia attraverso sentenze od ordinanze. Le prime possono essere di inammissibilità, accoglimento, o rigetto. Prendendo in considerazione il lavoro svolto dai giudici costituzionali durante il secolo corrente, si osserva come i giudizi presi sono complessivamente diminuiti, con la maggior parte delle sentenze proclamate in seguito a ricorsi in via incidentale.

La rilevanza della Corte costituzionale italiana risiede nei valori condivisi e razionali che essa stessa rappresenta, affermati attraverso un dialogo costante (soprattutto tra giudici) teso alla ricerca del miglior diritto possibile, ossia di un insieme di leggi che rispecchino il mutamento sociale che esse dovrebbero tutelare, scevre di qualsivoglia dogmatismo, ma altresì logicamente etiche e plastiche nella loro applicazione. In questo senso, le parole del Presidente Barbera cristallizzano i diritti civici che il Parlamento italiano non ha saputo ancora assicurare alla sua popolazione (che però li lamenta).

 

 

 

 

(1) https://www.senato.it/3182?newsletter_item=18757&newsletter_numero=1521#

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