Quando Elena mise in guerra tutta la Grecia e toccò a Gorgia difenderla
Per vendicare il rapimento di Elena da parte del principe troiano Paride (al quale Afrodite aveva promesso la più bella delle donne), Menelao e suo fratello Agamennone organizzarono una spedizione contro Troia chiedendo aiuto a tutti i partecipanti al patto di Tindaro. Conosciamo tutti l’incipit di questa storia, è proprio l’inizio dell’Iliade, della Guerra di Troia. Elena è una figura della mitologia greca assunta, nell’immaginario europeo, a icona dell’eterno femminino. Proprio questa sua caratteristica archetipica fa sì che, Elena non venga mai considerata responsabile dei danni e lutti provocati dalle contese nate per appropriarsi della sua bellezza.

Lo stesso Gorgia si sofferma su questa donna e scrive “L’Encomio di Elena”. In esso l’autore si pone l’obiettivo di scagionare Elena dalla terribile colpa di aver provocato, abbandonando il marito per seguire Paride a Troia, la sanguinosa guerra di Troia. l filosofo, in questo testo, per discolparla presenta una serie di implicazioni logiche secondo le quali Elena non è realmente rea del conflitto tra i greci e i troiani: si riferisce infatti alla τύχη (tyche, “destino”), all’eros, alla persuasione della parola e alla forza fisica.
Elena è innocente, poiché il movente del suo gesto è esterno alla sua responsabilità. Elena può aver agito per questi motivi:
- Per decreto degli dei: non si era potuta opporre al fato;
- Era stata rapita con la forza
- Era stata persuasa dalle parole di Paride
- Era stata vinta dalla passione amorosa
- Per volere della sorte
- Per volere del destino
In qualunque di questi casi, Elena è innocente e non può avere colpe.Rimane il fatto che Elena è stata la causa, o la falsa causa, di una guerra che si è protesa per 10 anni e che ha portato alla distruzione di Troia.